Home - SNPA/AssoARPA

SNPA/AssoARPA

Questa sezione riporta documenti, interventi e iniziative che riguardano il Sistema agenziale e l'associazione AssoARPA.




Comunicazione efficace per eventi speciali


La scorsa settimana ci sono state due occasioni importanti e AmbienteInforma ne ha dato ampio risalto arricchendo i testi con brevi interviste degli intervenuti – è una positiva novità – molto funzionali ad una ripresa da parte dei media televisivi.
Nella prima, relativa alla partecipazione del ministro Costa ad una riunione del Consiglio del SNPA presso ISPRA, è stato messa a disposizione la registrazione completa degli interventi di Stefano Laporta, Luca Marchesi e dello stesso Sergio Costa, mentre nella seconda, l’incontro dei vertici del SNPA con la Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni è stata accompagnata, anche in questo caso, dalle interviste dei rappresentanti del Sistema e dell’Assessore regionale della Sardegna Donatella Spano, coordinatrice della Commissione.
Nella riunione del Consiglio il presidente del SNPA ha presentato la struttura e le funzioni del Sistema annunciando per il prossimo febbraio a Roma “la prima Conferenza Nazionale del Sistema SNPA, 'L’Ambiente fa SISTEMA. Informazione, controlli e ricerca per il 2030', che sarà occasione per presentare al pubblico e alle istituzioni l’identità e le attività del Sistema, evidenziando le opportunità per il Paese che può rappresentare una rete di strutture tecniche esperte e autorevoli, competenti per il monitoraggio e controllo dell’inquinamento e dello stato dei fattori ambientali.” [Leggi tutto]






Dopo le perplessità una cauta vigilante attenzione


La presentazione annuale del Rapporto sui rifiuti speciali di ISPRA ha sempre destato interesse tra gli addetti ai lavori, questa volta, però, l’aspettativa era maggiore perché, al di là del tema specifico, poteva essere anche l’occasione di un primo confronto/incontro pubblico tra il SNPA e il nuovo ministro Sergio Costa. E non sono andate deluse o perse né l’una né l’altra.
Già i “cavalieri”, con i soli nomi e cognomi al tavolo dei relatori, hanno fatto giustizia del programma che, adottando un criterio esoterico, aveva anteposto il grado ai militari lasciando agli altri il dato anagrafico.
Puntuali, e giustamente problematici, gli interventi illustrativi del Rapporto da parte del DG MATTM Mariano Grillo e della responsabile del Centro ISPRA Rosanna Laraia. Ci perdoneranno se lasciamo agli specialisti le loro relazioni per tornare al tema politico-istituzionale riguardante il ruolo del SNPA e i rapporti con il nuovo esecutivo. [Leggi tutto]






Perché la militarizzazione dell’ambiente?


A nostra memoria, tranne l’ammiraglio Di Paola per alcuni mesi al dicastero della difesa nel governo tecnico di Mario Monti – all’ambiente c’era il potente DG Clini – nessun militare in servizio è stato ministro della Repubblica Italiana.
È accaduto con il governo politico del cambiamento che, non alla difesa o all’interno, ma alla tutela dell’ambiente e del territorio e del mare arrivasse un generale dell’Arma dei carabinieri. E non cambia, anzi, che Sergio Costa sia stato, fino alla nomina, Comandante Regione Carabinieri Forestale Campania, per questo titolo e per l’attività indagativa svolta, definito un “tecnico”.
Un'esperienza, un ruolo e una mentalità che poco o nulla hanno a che fare con le funzioni del ministero ai sensi dell’Art. 58 del D.Lgs. 152/2006 e della L. 132/2016, con il VII Programma quadro per l’ambiente della Unione Europea, con le indicazioni per gli ispettori ambientali di IMPEL, col Piano triennale 2018-2020, recentemente approvato dal SNPA, con le politiche ambientali dei paesi dell’Europa occidentale, del nord America e dell’Australia. [Leggi tutto]






Aggiornamenti su
"SNPA: il Programma Triennale delle Attività 2018-2020."


Il documento aggiornato, contenete anche la delibera di approvazione (in formato pdf).






"SNPA: il Programma Triennale delle Attività 2018-2020."


Il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale muove i primi passi con la stesura del Programma Triennale delle Attività, 2018-2020, e, da quanto possiamo vedere da una bozza preliminare, sono passi decisi e decisivi per realizzare la mission e la vision, che si è dato, avendo come parole chiave il proprio divenire forte, autorevole e credibile riferimento dell'intera politica ambientale nazionale.
Un progetto ambizioso, ma, del resto, l'unico possibile in una situazione difficile per molti e diversificati motivi, interni ed esterni. Interni, per le difficoltà, ormai ventennali, di concretizzare in modo omogeneo in tutte le 21 realtà delle ARPA/APPA (per non parlare di ISPRA), quel rinnovamento strutturale, organizzativo, culturale ed operativo, che sarebbe stato indispensabile già dal 1996 in poi. [Leggi tutto]






"Adesione di AssoARPA all’UN.I.D.E.A."


COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

AssoArpa /UN.I.D.E.A.: formalizzata la collaborazione tra le due realtà
È stata formalizzata dall’Ufficio di Presidenza di AssoArpa, nel corso dell’ultima riunione, l’adesione ad UN.I.D.E.A., l'organizzazione senza fini di lucro che rappresenta gli operatori laureati, senza distinzione di professionalità e di ruolo (tecnico, amministrativo e gestionale) delle strutture di vigilanza e controllo del territorio e di supporto e consulenza alle Regioni e agli Enti locali in materia ambientale. [Leggi tutto]






"La norma ISO/IEC 17025: 2017 e gli impegni del SNPA"


Ne abbiamo parlato a metà novembre fornendo il link al final draft. Un mese dopo ACCREDIA, con la circolare 12/2017/DL – Disposizioni in materia di transizioni degli accreditamenti - indirizzata ai laboratori di prova accreditati o in corso di accreditamento, informa che la norma ISO/IEC 17025:2017 - General requirements for the competence of testing and calibration laboratories - è stata pubblicata il 30 novembre. Nella nota, inviata per conoscenza anche agli Ispettori tecnici, vengono definite le scadenze e conclude “A 3 anni dalla pubblicazione della norma, ossia dal 1 dicembre 2020, - l’Ente italiano di accreditamento - non emetterà più certificati di accreditamento in conformità all’edizione 2005 della norma. Pertanto, ai laboratori che al 30 novembre 2020 non avranno completato la transizione all’edizione 2017, verrà revocato l’accreditamento “.
Ma cosa cambia rispetto all’edizione del 2005 nelle 30 pagine acquistabili nella versione in inglese al prezzo di 138 franchi svizzeri? [Leggi tutto]






"Sulla riorganizzazione delle Agenzie Ambientali"

ADRIANO ZAVATTI – Presidente UN.I.D.E.A.

Fino a che il Sistema delle Agenzie Ambientali si era formato su basi volontaristiche, con la famosa espressione: sistema a legami deboli, nella rete potevano coesistere strutture fortemente differenziate, alcune già evolute rispetto a quelle pre-esistenti verso forme organizzative moderne, la maggior parte ancora ancorate al modello divisionale tradizionale della pubblica amministrazione italiana.
Il sistema, bene o male, funzionava, o meglio consentiva che i singoli nodi vivessero tranquillamente nel loro ambito territoriale, con la possibilità di creare momenti sinergici, come ad esempio nella creazione di punti focali regionali dedicati ad aspetti settoriali specialistici, o con la intensa interazione tra gli operatori su tematiche specifiche, la cui evoluzione ultima è evidente nei Programmi Triennali che il Consiglio Federale della Agenzie (anche il termine federale è significativo al riguardo) decise alcuni anni or sono e che ha prodotto un notevole lavoro di analisi e formazione di documenti tecnici di alto valore scientifico ed operativo. Insomma, tutti gli spazi che la legislazione precedente aveva lasciato alla volontà dell'alta dirigenza agenziale erano stati utilizzati. [Leggi tutto]






"La rete nazionale dei laboratori del SNPA"

ADRIANO ZAVATTI – Presidente UN.I.D.E.A.

Nel dicembre 2016 un gruppo di lavoro – il 42 del Programma triennale 2014-2016 - delle Agenzie ha prodotto uno Studio per la definizione di un modello per la costituzione della rete integrata dei laboratori accreditati del SNPA. Si tratta di un primo tentativo di affrontare un tema di assoluta rilevanza per l'intero SNPA, forse da troppo tempo trascurato, nonostante le intenzioni più volte espresse in varie occasioni e, per la verità, anche oggetto di un tentativo di razionalizzazione, ed anche di finanziamento specifico, di diversi anni addietro. [Leggi tutto]






"Sentenza n. 212 della Corte Costituzionale relativa ai ricorsi presentati dalle Province autonome di Trento e Bolzano nei confronti di alcuni articoli della L. 132/216"


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE

ha pronunciato la seguente SENTENZA nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 1; 4, comma 4; 7, commi 1, 5 e 7; 8; 14, commi 1, 3 e 5; 15, commi 2, 3 e 4; e 16, commi 2 e 4, secondo periodo, della legge 28 giugno 2016, n. 132 (Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), promossi dalle Province autonome di Bolzano e di Trento, con ricorsi notificati rispettivamente il 16-22 e il 16 settembre 2016, depositati in cancelleria il 21 e il 22 settembre 2016 ed iscritti ai nn. 54 e 55 del registro ricorsi 2016. [Leggi tutto]






“Ambiente e salute.
Chiarire i ruoli e smacchiare il leopardo”


Prosegue su ARPATnews una serie di interviste sul rapporto ambiente-salute e sui ruoli e i rapporti che le strutture del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale e quelle del Servizio Sanitario Nazionale debbono avere. Sia nella fase autorizzativa che in quella di valutazione degli impatti sull’ambiente e sulla salute degli accertamenti tecnici svolti dalle ARPA nell’attività di controllo.
La situazione non è chiara e, come al solito, le posizioni e i comportamenti sono diversi sul territorio nazionale. L’ottima newsletter di ARPA Toscana ha presentato recentemente le opinioni di due operatori medici che in ARPAE Emilia-Romagna si occupano di epidemiologia e tossicologia ambientale. Succede anche in alcune altre agenzie.
La scorsa settimana, il 3 ottobre per la precisione, è apparsa l’intervista di Giorgio Assennato, per dieci anni DG di ARPA Puglia e protagonista del caso ILVA di Taranto, che nelle sue articolate e puntuali risposte ha espresso una posizione che ci sentiamo di condividere. [Leggi tutto]






“La Summer School 2017 AssoArpa nel percorso evolutivo dell'Associazione e nel percorso di costruzione del SNPA”

LUCA MARCHESI
DG ARPA FVG – Presidente AssoARPA – Vicepresidente Consiglio SNPA

AssoARPA e l’idea di “Scuola”
Ancora una volta, con questa Summer School 2017 di Cagliari, in Assoarpa proviamo a realizzare le condizioni per un momento di confronto “non istituzionale” – e per questo forse talvolta più efficace di quelli “formali”, come è per esempio il Consiglio SNPA – per riflettere sul nostro Sistema e sulle sue traiettorie di sviluppo.
I momenti formativi di Assoarpa (in particolare la Summer School e la  Winter School, ma anche la prossima Fall School per dirigenti intermedi che si terrà a Milano in novembre, oppure i momenti seminariali tematici su vari argomenti che abbiamo organizzato dal 2015, dall’anticorruzione al GPP….) sono tra le iniziative che più hanno “fatto Sistema” in questi ultimi anni. Tutti questi momenti di lavoro e formazione lavorano sul piano “soft” della cultura aziendale/organizzativa e dell’identità collettiva; e proprio per questo forse sono così efficaci ed interessanti.
Ci tengo a sottolineare che stiamo parlando di una vera e propria “Scuola”, non di seminari singoli. Quello che si fa qui a Cagliari è imparare, nell’ambito di un percorso strutturato e pluriennale che si orienta e ri-orienta seguendo e accompagnando il posizionamento strategico del SNPA; imparare ascoltando, imparare facendo e imparare confrontandosi, lavorando assieme, così come si deve fare tra dirigenti apicali che rappresentano i vertici strategici delle Istituzioni tecniche ambientali. [Leggi tutto]






“Sistema. Da fare ad essere.”

Dopo sei mesi dall’entrata in vigore della L. 132/2016 si è tenuta la prima riunione del nuovo Consiglio del SNPA. Al gran completo dopo il perdono e il recupero di qualche pecorella smarrita.
Nella intervista congiunta, successiva all’incontro dell’1 agosto, il neopresidente Laporta e il vice Marchesi, anche presidente di AssoARPA, hanno usato parole e toni determinati, impegnativi e confortanti, sicuramente condivisi all’interno e all’esterno del Sistema.
In modalità “insieme” hanno chiamato a raccolta tutto il personale e promesso/richiesto un Sistema “forte, autorevole e credibile”, erede di una grande storia di risultati ed esperienze”, impegnato nella “ricerca di nuovi strumenti per una architettura istituzionale integrata. Un triangolo virtuoso con Stato e Regioni.
Al fine di assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente..., è istituito il Sistema nazionale a rete...” recita l’Art. 1 della citata legge. Leggi tutto (g.p.)






“Piena applicazione della Legge 132/2016:
approvata un’importante risoluzione dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati”


Nel documento vengono posti correttamente e in maniera pienamente condivisibile tutti i temi su cui - come Assoarpa, nonché come Consiglio Federale prima e Consiglio del SNPA poi - abbiamo più volte posto l'attenzione in questi anni e da ultimo in questi mesi, indicando percorsi e individuando soluzioni:
  • la centralità delle funzioni di controllo e di monitoraggio ambientale come “core business” del SNPA, con la conseguente necessità di potenziare le capacità operative del Sistema – e in particolare quelle di ISPRA, oggi assolutamente insufficienti – in questi ambiti;
  • la necessità di arrivare in tempi brevi ad una netta rifocalizzazione del posizionamento strategico di ISPRA, che deve caratterizzarsi sempre più come “hub” di coordinamento del Sistema anche nelle sue attività operative e sempre meno come Istituto di ricerca; per questo è necessaria la riallocazione di risorse interne (umane e finanziarie) e la chiara finalizzazione della attività di ricerca di ISPRA rispetto allo svolgimento dei soli compiti istituzionali del Sistema;
  • la necessità di armonizzare i livelli di attività e gli approcci tecnici, i protocolli di lavoro e gli standard operativi, applicando in maniera piena il concetto di LEPTA elaborato dal Sistema stesso fin dal 2001 (ne scrivevamo proprio in quell’anno, per primi, con alcuni amici, in una mai sufficientemente ricordata pubblicazione APAT sui sistemi di finanziamento delle ARPA/APPA…) e fatto finalmente proprio dal Legislatore;
  • la necessità di un progressivo sviluppo della logica di rete e dell’approccio sussidiario, a partire dai laboratori e dal sistema informativo, da estendere però fin da subito alla operatività delle funzioni di controllo, ispezione, valutazione e monitoraggio;
  • la assoluta centralità della questione finanziaria: servono un incremento delle risorse complessive, la rapida definizione del percorso volto all'istituzione di un Fondo Ambientale Nazionale, la corretta attuazione dell'art. 15 della legge 132 in applicazione del principio "chi-inquina-paga" e soprattutto – per ragioni di sopravvivenza– la immediata rimozione dei vincoli finanziari e assunzionali a risorse e normative vigenti;
  • l’opportunità di addivenire ad una attribuzione ex lege al SNPA dei proventi derivanti dall'applicazione della Parte II della legge 68/2015 sui cd. Ecoreati (artt. 318 bis e ss TUA).
Leggi tutto (Luca Marchesi - Presidente Assoarpa - Vicepresidente del Consiglio SNPA)






“I rischi di un federalismo punitivo”


Nel numero 3/2016 del BEA, Marco Lupo, DG di ARPA Lazio, ha proposto un’interessantissima riflessione sulla legge 132/2016 avente ad oggetto l’Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Una legge cardine che, come ben evidenziato da Lupo, se da un lato propone importanti strumenti di garanzia e di controllo sulla qualità delle attività prestate dalle Agenzie regionali (gli oramai celeberrimi LEPTA), dall’altro pone non poche perplessità.
Queste ultime sono principalmente legate all’effettiva possibilità di realizzare i dettami del legislatore. Rebus sic stantibus, infatti, il pericolo di ritrovarsi in mano il paventato “guscio vuoto” è quanto mai prossimo e ciò per non poche ragioni. Tra le varie analizzate da Lupo, una su tutte credo rivesta un ruolo preminente, soprattutto alla luce delle ultime novità in materia di pubblico impiego. Mi riferisco, ovviamente, alle dotazioni di personale delle Agenzie. Garantire “Livelli essenziali di prestazione” implica, lapalissianamente, possedere numericamente e, ancor di più, qualitativamente (intendendo con tale avverbio i necessari profili professionali) le risorse umane utili a raggiungere i fini indicati dal legislatore. [“Leggi tutto”] (Giovanni Taveri - ARPA Puglia)






“SNPA e AssoARPA marciano insieme.”


Audizione del 23 febbraio presso le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano:












“Entusiasmo, determinazione, coesione e coinvolgimento per un’opportunità unica e irripetibile”

Il 14 gennaio entra in vigore la L. 132/2016 che riforma e supera tardivamente, e non senza qualche lacuna e con sovrabbondanza di limiti finanziari, l’assemblaggio delle 22 strutture ex L. 61/1994 e il martedì successivo si insedia il Consiglio del Sistema nazionale con la presumibile nomina del suo vicepresidente e il riconoscimento del ruolo complementare e sinergico con AssoARPA.
Probabilmente la riunione si terrà nella triste via Brancati, sede dell’ISPRA, mentre forse l’occasione “storica” meriterebbe almeno un paio di chilometri della Colombo verso il MATTM.
Immaginiamo anche che subito dopo sarà prevista una Conferenza stampa, opportunamente preparata, con un massimo di tre-quattro brevi interventi e non più di due pagine di comunicato “corpose” con chiari riferimenti per ulteriori contatti. Leggi tutto






“Tempi duri per il SNPA Impegno e responsabilità per tutti”

La legge di riforma del SNPA, in vigore dal 14 gennaio 2017, necessita di una serie di adempimenti che coinvolgono il Parlamento, il Governo e le Regioni. Il Sistema nel corso della Summer School di Cagliari ha deciso di svolgere un ruolo proattivo con un confronto serrato al suo interno dal quale è nata una convinta e rinnovata unione di intenti che ci auguriamo non venga frenata da interessi e posizioni personalistiche o territoriali.
Il risultato del referendum, diventato personal politico sociale piuttosto che costituzionale, e la conseguente crisi dell’esecutivo, la costituzione di un altro da parte del presidente incaricato Gentiloni, le elezioni politiche anticipate con una campagna elettorale permanente, condurranno alla discontinuità dei livelli ministeriali di riferimento, ad un sovraccarico dei lavori parlamentari e al rischio di irrigidimento autonomistico delle regioni per motivi di schieramento politico-partitico. Il quadro diventa incerto e più complicato nella ricerca di interlocutori e l’impegno del Sistema più stringente nel mantenere una coesione e un’unità obbligatori.
Da non trascurare, questa volta per ragioni di scadenza naturale, il rinnovo degli incarichi di vertice all’ISPRA il cui presidente sarà anche quello del Consiglio del sistema nazionale. Leggi tutto






“Istituita una Task force operativa del SNPA
per attuare la legge 132/2016”

Da più parti questa fase di sviluppo del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (SNPA), attivata dalla recente L 132/2016, è stata definita “costituente”. Il Consiglio federale del 29 novembre 2016, dopo una prima trattazione e delineazione degli aspetti in gioco già svolta nel precedente del 6 ottobre 2016, ha approvato la costituzione di una Task force operativa. È questo un intervento straordinario per un momento straordinario, che necessariamente richiede un impegno prioritario, energico e tempestivo da tutte le componenti del sistema. La Task force è questo, uno strumento eccezionale dedicato a una sfida eccezionale, che non può essere affrontata solo con le attuali regole di funzionamento del Consiglio federale. Serviva qualcosa di più e di diverso e lo stesso Consiglio federale lo ha attivato. Leggi tutto






“Il percorso di costruzione del S.N.P.A. Che sta accadendo?”

Luca Marchesi
Presidente AssoARPA

La Summer School AssoARPA a Cagliari e l'attuale fase del percorso SNPA
 
La "due giorni" di Alta formazione che si è tenuta nello scorso settembre a Cagliari ha rappresentato la prima iniziativa del genere nella storia del Sistema di protezione ambientale in Italia. Una bella iniziativa, che ha fatto gruppo e che ha avviato una profonda riflessione culturale. Un'iniziativa che merita di consolidarsi, per diventare a tutti gli effetti una vera Scuola del Sistema. 
È qualcosa che AssoARPA ha voluto fortemente, in momento particolarmente importante perché coincide con la fase “costituente” del nuovo Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, in cui risulta peraltro fondamentale la costruzione di una identità del Sistema stesso e la sua chiara rappresentazione, interna ed esterna. Leggi tutto






“Da Ecoscienza”

Riportiamo nel testo alcuni stralci degli interventi apparsi sul fascicolo di Ecoscienza, rivista di ARPAE Emilia-Romagna - Anno VII 4/2016: Dalle agenzie al sistema nazionale, come cambia il controllo ambientale (g.p.)






“Oltre la Summer School”

Il presidente di AssoARPA Luca Marchesi e il padrone di casa Alessandro Sanna, DG di ARPA Sardegna, hanno messo immediatamente a disposizione alcune delle presentazioni alla SUMMER SCHOOL di Cagliari al link Summer_school_CA_29-30.09.16. Rivedendo il materiale dei 14 contributi, si percepisce l’elevato livello degli interventi e il confronto serrato su alcuni dei grandi temi che il Sistema deve affrontare e risolvere in tempi che anticipino sostanzialmente le scadenze normative. Il materiale definisce altresì una sorta di "agenda dei lavori" per l'attuazione della legge 132/2016 e tratteggia una visione per certi aspetti più condivisa di quanto ci si aspettasse, anche sugli argomenti storicamente più divisivi. Ci si rende anche conto della necessità di organizzare altri momenti come quello di Cagliari, nei quali continuare a riflettere, lavorare e definire la costruzione dinamica del SNPA del Paese. [“Leggi tutto”] (g.p.)






“Agenzie ambientali e nuovi contratti collettivi:
opportunità da cogliere”

Michele Camisasca
vice presidente di AssoARPA
con delega alla Governance

L'approvazione della legge n.132 del 2016, istituendo il Sistema Nazionale a rete per la protezione ambientale, offre un rinnovato eco-sistema istituzionale, invitando, tra l’altro, le Regioni a una nuova stagione legislativa a livello locale dopo quella di fine anni ’90/inizio anni 2000. Tutto ciò, nelle more del referendum, previsto per l’autunno 2016, sulla legge costituzionale che a sua volta ridisegna il perimetro delle competenze legislative delle Regioni, ridisciplinando la materia 'ambiente' nell'ambito dell'art. 117, ancora una volta, novellato. In tale scenario di riforma di quella parte di Pubblica amministrazione italiana che si occupa a vario titolo di Ambiente, non può sfuggire l'agognata (e alfine imposta dalla Corte Costituzionale con la sentenza 178/2015) riapertura, per tutto il pubblico impiego, di una fase di contrattazione collettiva nazionale che, perlopiù ancora saldamente nell’ambito del comparto sanità, coinvolge le Agenzie regionali per l'ambiente. [“Leggi tutto”]






“Nota per il Consiglio Federale
sulle attività del Gruppo di Lavoro LEPTA”

Per tutti noi componenti del GdL60 LEPTA è motivo di orgoglio quello di proporre, in occasione della prossima riunione del Consiglio Federale (la prima dopo l'approvazione della Legge di istituzione del SNPA) l'allegato Catalogo Nazionale dei Servizi e Prestazioni del Sistema, previsto dall'art. 9 della Legge stessa. Tutti i partecipanti al GdL hanno contribuito con passione ed entusiasmo crescenti, soprattutto allorquando si è cominciato a percepire il buon esito dei lavori parlamentari in merito, consapevoli dell'importanza degli obiettivi assegnati in relazione alla approvata norma di riordino. [“Leggi tutto”]






“Chi, cosa e in che tempi. Qualche chiosa.”

La settimana scorsa abbiamo predisposto una sorta di scheda con il testo di alcuni articoli che prevedono provvedimenti attuativi della legge recentemente approvata evidenziando tempi e titolari delle attività. Riportiamo di seguito, sintetizzando il testo normativo, alcune riflessioni nel merito da parte di Adriano Zavatti, già direttore tecnico dell’ ARPA Emilia­Romagna, attualmente past president di UN.I.D.E.A. Il riferimento alla scheda è negli articoli della legge. (g.p)
Almeno per questa volta il legislatore è stato di parola e, dopo un ritardo di tre legislature e poco comprensibili tentennamenti, la legge che ridà fiato alle Agenzie Ambientali, creando formalmente il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) è stata rapidamente e definitivamente approvata dalla Camera, dopo il “rimbalzo” dal Senato. Dopo vent'anni di attività della rete delle Agenzie, che ha conosciuto alterne fasi e soprattutto una gestazione in sede regionale non ancora compiutamente terminata, si apre (forse) un nuovo e (speriamo) definitivo percorso. Chissà che questa volta l'intero complesso delle istituzioni chiamate ad agire, non ci faccia ricredere sulla loro ef icienza e, soprattutto, sulla volontà di portare avanti, in modo razionale e positivo, un iter normativo ancora aperto. Sono diverse infatti le incognite, collegate alla definizione ed emanazione di una serie di adempimenti nient'af atto formali, ma sostanziali, che devono dare al SNPA quella forza di intervento, che spesso gli è mancata, proprio per le carenze strutturali, organizzative e procedurali a cui gli atti ancora da perfezionare devono porre rimedio. Ovviamente ci riferiamo ai molti rimandi a decreti variamente attribuiti che, sia il SNPA nel suo complesso, sia gli organi di governo centrale e, successivamente, regionale, hanno l'obbligo di formulare ed emanare, previsti dalla nuova legge. Sono tanti, spesso assai complessi ed innovativi. Prevedono l'intervento di diverse amministrazioni e talora vanno a toccare tasti assai delicati, sia per quanto attiene le attribuzioni di competenze alle Agenzie, sia per l'equilibrio nei rapporti tra Stato e Regioni, notoriamente assai conflittuali e, alla luce della riforma istituzionale in itinere (con tutte le ben note incognite), ancor meno solidi.
Leggendo il testo di legge, possiamo rivedere gli adempimenti che dovranno essere perfezionati entro qualche mese, e possiamo valutarne la portata e le difficoltà.
[“Leggi tutto”] (a.z.)






“Chi, cosa e in che tempi”

Aspettiamo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale per attivare la vigilanza sugli adempimenti previsti dalla legge di riordino dell'SNPA. Per primi gli automatici 180 giorni per la sua entrata in vigore. Dopo si va dai trenta ai 120 fino 180 come abbiamo sintetizzato nella scheda. Come abbiamo auspicato la scorsa settimana, i tempi devono essere rispettati, se non accelerati. Gli interlocutori sono molti e c'è bisogno di un programma coordinato e di una regia operativa mentre dal basso occorre una attenzione costante e una spinta determinata senza la quale la norma potrebbe rimanere lettera morta.
Le Regioni, e per esse, la Conferenza dovranno farsi carico di un impegno comune per evitare che occorrano altri dieci anni per portare il Sistema a regime. E tale compito è affidato all'assessore sarda Spano che coordina la V Commissione "Ambiente ed Energia".
Siamo tuttavia convinti che l'esempio debba essere dato dal Sistema stesso con i suoi organi e organizzazioni (Consiglio Federale e AssoARPA) e la sue strutture tecniche (GdL). Ci riferiamo, in particolare, ai LEPTA, al Catalogo nazionale dei servizi che sarà sottoposto al CF tra due settimane, alla rete dei laboratori accreditati ed alle procedure tecniche amministrative (non dimenticando l'incertezza delle misure).
Parallelamente riteniamo indispensabile un'informazione sulla legge con due strumenti. In tempi brevi una conferenza stampa che illustri gli obiettivi della legge cogliendo l'occasione per presentare ai massmedia "AmbienteInforma", il notiziario settimanale dell'SNPA, e dare riferimenti tecnici in caso di eventi o necessità di informazioni ambientali.
Successivamente, in autunno, organizzazione di un evento per discutere le novità e raccogliere indicazioni dagli stakeholder istituzionali, dalle organizzazioni delle imprese e dai cittadini. E' ora di venire allo scoperto! Credibilità e immagine. (g.p.)

Vedi la scheda con i tempi di attuazione.






“La re-istituzione del Sistema”


Dopo l’approvazione definitiva alla Camera la scorsa settimana c’è stato un profluvio di apprezzamenti, rivendicazioni, e ringraziamenti a pioggia da parte di una serie di interlocutori istituzionali e non. Anche UN.I.D.E.A. esprime soddisfazione per il risultato ma senza trionfalismi di maniera. Del resto Luca Marchesi, presidente di AssoARPA, ha dichiarato, con i piedi ben per terra e consapevole della realtà, che “dopo un percorso di anni… si apre una nuova sfida” aggiungendo che il Sistema “deve essere all’altezza della complessità, delle sfide e delle attese del Paese”. Si è parlato di tre anni di dibattito acceso, si fa per dire, parlamentare mentre in realtà ci sono voluti una decina di anni e tre legislature per dare il via libera ad una “vecchia” proposta di legge che sarebbe stato meglio chiamare riforma o riordino visto che il Sistema era già stato istituito nei fatti fin dal dicembre 1993 con un decreto legge e si è strutturato a rete - con maglie disuguali, purtroppo - e auto coordinato nel corso degli anni.
I mezzi di informazione e, soprattutto, la pubblica opinione avranno invece pensato che fino ad ora non esistesse niente o che le Agenzie Ambientali per due decenni abbiano perso il loro tempo a girare a vuoto. [Leggi tutto]






“Ecoreati e prescrizioni ambientali:
l’importanza di un’applicazione condivisa”

Giovanni Fantini
Responsabile ARPAE
Area Affari Istituzionali, Legali e Diritto Ambientale

In questi ultimi mesi la dottrina, a vario livello, ha trattato ampiamente il tema dei delitti ambientali non lesinando, come noto, critiche anche severe alla formulazione giuridica delle nuove fattispecie introdotte dal legislatore del 2015. Non essendo evidentemente di grande interesse in questa sede riportare le ennesime considerazioni sull’indeterminatezza dei nuovi reati, o sulla difficoltà di coordinamento di alcuni delitti previsti dalla L. 68/2015 con il preesistente impianto punitivo incardinato nel D.Lgs. 152/2006 (ad esempio l’omessa bonifica contemplata in entrambe le norme), si ritiene più utile dar conto dei primi tentativi di instaurare prassi operative condivise, finalizzate a garantire l’applicazione di una legislazione che, è bene rammentarlo, è da tempo a tutti gli effetti pienamente vigente. In tale contesto mi sembra degno di nota il Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso 18 maggio tra la Direzione Generale di ARPAE Emilia-Romagna, la Procura Generale presso la Corte di Appello di Bologna, i rappresentanti di tutte le nove Procure territoriali ed i comandanti del NOE Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato e della Capitaneria di Porto. [Leggi tutto]






“Intervista a Massimo Blonda – ARPA Puglia”


Alla luce delle attività svolte dall’Agenzia, quale ritiene sia la questione ambientale che necessita di un puntuale intervento normativo per rendere possibile un’efficace azione di controllo?
Facendo riferimento all’esperienza di ARPA Puglia ritengo che siano due gli aspetti prioritariamente meritevoli d’intervento legislativo: il primo attiene alla necessità di una definizione più chiara e tecnicamente inequivocabile dei concetti e delle procedure previste dalla Legge 68/2015, la quale, nell’attuale stesura, lascia numerosi e rilevanti margini di indeterminatezza che incidono sull’efficacia dell’ azione degli organi di controllo; la seconda, di natura più amministrativa, riguarda la condizione di estrema sofferenza di alcune Agenzie, soprattutto meridionali, nella dotazione di risorse umane che il combinato di vincoli e limitazioni all’assunzione di personale impediscono di risolvere. Non si può chiedere al sistema agenziale di fornire servizi uniformi su tutto il territorio nazionale e contemporaneamente impedire alle ARPA che ne hanno assoluto bisogno di dotarsi delle necessarie risorse. Una norma specifica dovrebbe risolvere la problematica in deroga ai patti vincolistici.
[Leggi tutto]






“L'informazione e la comunicazione del SNPA. Buona fortuna!”

Dopo una lunga sperimentazione è partita l'avventura di AmbienteInforma, la newsletter settimanale del SNPA. È arrivata nella nottata tra il 25 e il 26 maggio. Per una fortunata combinazione nel TG5 della sera precedente Stefania Nisio, geologa del Dipartimento Difesa del Suolo di ISPRA ed esperta di sinkholes, veniva intervistata sul disastro di Firenze. Due strumenti del Sistema agenziale per farsi conoscere. Nella presentazione si informa che il notiziario "sarà inviato a tutto il personale degli enti del SNPA e ad un indirizzario di stakeholder esterni (amministratori, tecnici, associazioni, imprese, categorie, media, ecc.) di circa 32.000, che progressivamente sarà sempre più esteso." Il buon senso e i due anni di collaborazione ad un quotidiano - e la frequentazione della redazione - mi rendono perplesso sulla efficacia e la penetrazione di un prodotto comunicativo che ambisce e pretende di rivolgersi a target così diversi. Mi riferisco, in particolare, ai mezzi di informazione e ai lettori di non elevata acculturazione o di scarso interesse per la materia nascosti dietro "ecc." Per il primo numero, preceduto dagli interventi di De Bernardinis, presidente dell'attuale Consiglio federale, e di Marchesi, presidente di AssoARPA, la redazione ha scelto due temi stagionali quali le acque di balneazione e i pollini, dimostrando di puntare, se non sulla notizia, almeno su temi di attualità. Opportunamente introdotti dal rinvio al documento dell'Agenzia Europea dell'Ambiente seguono una serie di contributi delle Agenzie di stile e contenuto diseguale con informazioni a volte ridondanti.
Nell'intervento di Luca Marchesi si afferma che la newsletter "dovrà integrarsi con i diversi, e non sempre coordinati, strumenti di comunicazione di cui ciascuna agenzia si è dotata negli anni, trovando uno spazio proprio, non ridondante, semmai atto a favorire, e direi incuriosire i lettori, per approfondire tematiche e problematiche complesse. Avrà il compito, inoltre, di mostrare la varietà del nostro lavoro, l’eccellenza di molte delle nostre strutture, l’elevata qualità delle competenze e professionalità degli operatori, l’affidabilità dei metodi di indagine e, conseguenzialmente, dei dati che, quotidianamente, produciamo ed elaboriamo. Tutto ciò utilizzando uno stile efficace, per agevolare un dialogo con i cittadini e i molteplici portatori d’interesse, evitando tecnicismi superflui, contribuendo all’accesso delle conoscenze integrate che la questione ambientale richiede. "
Era forse il caso che il coordinamento redazionale desse direttive ai suoi "corrispondenti locali" in modo da offrire un quadro più completo possibile dell'argomento (impegno delle strutture, costi, criticità, ecc). Insomma un servizio giornalistico e non una somma di articoli. E notizie oltre alle informazioni. Sarebbe stato opportuno un pezzo introduttivo che mettesse in evidenza gli elementi caratterizzanti del tema e dei singoli contributi. Qualcosa di pronto per le redazioni dei giornali e delle emittenti radiofoniche e televisive.
Un'ultima notazione riguarda l'obbligo, a nostro avviso, di una presentazione pubblica della testata con una conferenza stampa. O, meglio, con un'iniziativa che coinvolga tutti gli stakeholder. L'occasione potrebbe essere quella dell'approvazione definitiva della legge istitutiva del Sistema. Suggeriamo come location un ambiente della Camera dei deputati. (g.p.)






“Ddl N. 1458”

Luca Marchesi
Presidente AssoARPA

"È stato approvato ieri al Senato, con un solo emendamento 'tecnico' indicato dal MEF (ulteriore clausola aggiuntiva di invarianza finanziaria finale), il Ddl n. 1458, ragione per cui ora torna per la terza lettura a Montecitorio dove è stato approvato all'unanimità due anni fa. Confido dunque che si possa ottenere in tempi davvero rapidi l’approvazione definitiva del Parlamento. Credo che possiamo essere soddisfatti dell’ulteriore passo avanti fatto con l'approvazione, anche da parte del Senato, di questa attesa Riforma. Sta per aprirsi una stagione nuova, che andrà interpretata al meglio, con la solita passione e con ancora più impegno. Sappiamo bene che ci sono molte cose da mettere a punto nei nostri meccanismi di coordinamento istituzionale: dunque il lavoro non è finito... inizia!
Io credo che questa sia una buona legge."
[Leggi tutto].






“Collaborazione e sinergia nella chiarezza dei ruoli”

Luca Marchesi
Presidente AssoARPA

"Il 6-7 maggio si è tenuta a Roma la Conferenza "L'uomo e l'ambiente: sfide globali, tutela e prospettive", organizzata dall’Arma dei Carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato presso la Scuola Ufficiali dell’Arma. Ciò a conclusione di un progetto europeo di cooperazione con altre Forze di polizia europee e a latere della recente scelta del Governo di incorporare nell'Arma il CFS. È stato un bel momento di lavoro, ricco di spunti, in cui si sono confrontati il Governo (ben cinque Ministri della Repubblica - Galletti, Martina, Gentiloni, Costa, Madia), parlamentari (tra cui i tre Presidenti delle Commissioni "ambientali" - Bratti, Realacci, Marinello), alti rappresentanti della Santa Sede, della Commissione Europea, delle Istituzioni italiane ed internazionali, alcuni importanti magistrati, giornalisti, mondo dell'associazionismo (segnalo l'appassionato contributo di don Luigi Ciotti), movimenti ambientalisti (i leader nazionali di Greenpeace, Legambiente, WWF, LIPU, ENPA...), le Forze dell'ordine (Arma e CFS nelle persone dei loro Comandanti nazionali Gen. Del Sette e Ing. Patrone), Università, Enti scientifici e di ricerca (tra cui l'amico Bernardo De Bernardinis per ISPRA) e anche le nostre piccole ma - mi ostino a ritenere - importanti Agenzie ambientali, che ho avuto l'onore di rappresentare in qualità di Presidente AssoARPA." [Leggi tutto].






“Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione colletiva nazionale (2016-2018)”


Presenti l'ARAN e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CIDA, CGU-CISAL, CONFEDIR-MIT, CONFSAL, COSMED, CSE, UGL, USAE, USB.
Scarica il documento in pdf.






“I miei quattro requisiti per la credibilità e la visibilità del sistema”

Giorgio Assennato

Al termine della mia esperienza decennale come direttore generale di ARPA Puglia e anche di quella di presidente di AssoARPA nel triennio 2011-2013, ritengo doveroso esternare quattro punti fondamentali della mia visione strategica: autonomia, autorevolezza, trasparenza e inclusività, nella convinzione che soltanto realizzando in modo ottimale tutti i criteri sotto elencati sarà possibile una governance ambientale veramente efficace. [Leggi tutto]






“Ambiente e salute”

Protocollo d’intesa tra l’AssoArpa e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – AGENAS che s'impegnano a porre in essere un rapporto di collaborazione interistituzionale specificamente orientato al perseguimento dell’obiettivo di favorire la definizione di un modello operativo integrato per le azioni di comune interesse volte alla tutela della salute pubblica e per le quali non può prescindersi da correlati interventi di tutela e protezione ambientale nonché all’individuazione di misure specifiche di intervento che estendano anche all’area della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di vita e nei luoghi di lavoro, le azioni di rafforzamento della trasparenza e di prevenzione di eventi rischiosi.






“ARPA Lazio cambia”

Il 9 febbraio 2016 la Giunta Regionale ha approvato il nuovo Regolamento dell’Agenzia:
  • efficienza nei controlli;
  • certezza delle regole;
  • presenza sul territorio;
  • conoscenza dell’ambiente;
  • trasparenza dell’azione.
[Leggi tutto]






“ARPA Emilia-Romagna cambia sigla e logo. E non solo”

Mauro Bompani scrive su Ecoscienza 5/2015 che “ARPAE non è un’ARPA più grande ma è un altro soggetto, ampiamente nuovo per compiti istituzionali, posizione nella governance ambientale, sedi territoriali.” E aggiunge che “Il dato saliente della nuova Agenzia è l’acquisizione di poteri autorizzativi e concessori.” Il responsabile comunicazione dell’Agenzia, illustrando il nuovo marchio – molto efficace e accattivante graficamente –, mette in evidenza l’elemento più innovativo introdotto dalla L.R. n. 13/2015 (vedi alla sezione “Normativa - Normativa Regionale - Emilia-Romagna”) in applicazione della L. 56/2014 c.d. Delrio.
A differenza della Toscana e di altre Regioni che riprendono le competenze in precedenza attribuite alle Province, l’Emilia-Romagna, con una ottima norma onnicomprensiva, fa un passo ulteriore e riordina tutte le competenze lasciando alle nuove e alle vecchie strutture l’onere della riorganizzazione interna per adempiere alle materie e ai compiti ora affidati. [Leggi tutto] (g.p.)






Aumentano le incertezze. E non solo delle misure


La faccenda si complica. A quella analitica e di campionamento bisogna aggiungere l’incertezza del magistrato. Inquirente o giudicante. In primo grado, in appello e in cassazione. Questo ulteriore elemento, oltre alla rivendicazione del ruolo di peritus peritorum, è emerso dalla relazione, direi asimmetrica, del sostituto procuratore Basso nel Convegno organizzato il 30 novembre da ALA - Associazione dei Laboratori Accreditati - e dall’Istituto Superiore di Sanità con il patrocinio, tra gli altri, di ACCREDIA e di UN.I.D.E.A.
Il titolo dell’incontro - Incertezza di misura associata al risultato e limiti di legge: sua espressione, significato e valore nei confronti del cliente e delle PA – ha suscitato largo interesse nella partecipazione – oltre 120 presenze – e nella qualità del dibattito. Dopo sei anni dalla emanazione del MLG ISPRA 52/2009, largamente e colpevolmente disatteso dalle stesse strutture del SNPA alle quali era prevalentemente destinato, operatori pubblici e laboratori privati sono ancora in attesa di una sua formalizzazione che renda meno “soli” coloro che quotidianamente sottoscrivono rapporti di prova dai quali possono scaturire atti amministrativi e penali o liti commerciali. Nel frattempo organismi tecnici internazionali riaffermano l’obbligo di accompagnare il dato numerico con l’incertezza e con i criteri che hanno condotto al suo calcolo. [Leggi tutto]






UPG Spunti Consiglio Federale febbraio 2011


La ormai arcinota legge 68/2015 c.d. “Ecoreati”, della quale abbiamo già parlato in queste pagine, ha suscitato molteplici reazioni ed interventi che proseguiranno alla luce della sua applicazione e di eventuali posizioni emergenti “in sede giurisprudenziale o dottrinaria”.
Il primo commento è stato quello del Massimario penale della Corte di Cassazione che in un documento del 29 giugno, data di entrata in vigore della norma, evidenzia la sua derivazione dalla Direttiva dell’Unione Europea 2008/99/CE del 19 novembre 2008 sulla protezione dell’ambiente mediante il diritto penale, il cui Preambolo (art. 5) precisa che “attività che danneggiano l’ambiente, le quali generalmente provocano o possono provocare un deterioramento significativo della qualità dell’aria, compresa la stratosfera, del suolo, dell’acqua, della fauna e della flora, compresa la conservazione delle specie” esigono sanzioni penali dotate di maggiore dissuasività.
Inoltre esprime perplessità sulle non chiare terminologie utilizzate dal legislatore a proposito del nuovo Art. 452-bis introdotto nel Codice Penale. [Leggi tutto]






Il risveglio del Sistema


La ormai arcinota legge 68/2015 c.d. “Ecoreati”, della quale abbiamo già parlato in queste pagine, ha suscitato molteplici reazioni ed interventi che proseguiranno alla luce della sua applicazione e di eventuali posizioni emergenti “in sede giurisprudenziale o dottrinaria”.
Il primo commento è stato quello del Massimario penale della Corte di Cassazione che in un documento del 29 giugno, data di entrata in vigore della norma, evidenzia la sua derivazione dalla Direttiva dell’Unione Europea 2008/99/CE del 19 novembre 2008 sulla protezione dell’ambiente mediante il diritto penale, il cui Preambolo (art. 5) precisa che “attività che danneggiano l’ambiente, le quali generalmente provocano o possono provocare un deterioramento significativo della qualità dell’aria, compresa la stratosfera, del suolo, dell’acqua, della fauna e della flora, compresa la conservazione delle specie” esigono sanzioni penali dotate di maggiore dissuasività.
Inoltre esprime perplessità sulle non chiare terminologie utilizzate dal legislatore a proposito del nuovo Art. 452-bis introdotto nel Codice Penale. [Leggi tutto]






Il CCNL della Sanità e la sua applicazione alle Agenzie per la protezione dell’ambiente: una storia in evoluzione

Luca Marchesi – DG di ARPA FVG – Presidente di AssoArpa

A quasi trenta anni dalla nascita del Ministero dell’Ambiente, l’interesse per la protezione dell’Ambiente nel nostro Paese, in Europa e a livello mondiale ha raggiunto finalmente maturità d’intenti, di studi e di partecipazione. Bisogna essere consapevoli che nessuno Stato, né tanto meno il nostro, è una monade isolata ma si muove in un quadro generale europeo e internazionale che vede i problemi ambientali in cima alle priorità.
D’altra parte è indubbio il ritardo, rispetto agli altri Paesi europei, con cui l’Italia ha introdotto nel proprio bagaglio legislativo, culturale e sociale la dovuta attenzione per le tematiche di difesa dell’ambiente. La svolta si ebbe appena negli anni ’90 con la nascita dell’Agenzia Nazionale, delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione ambientale in un contesto che risultava profondamente segnato da un’eccessiva frammentarietà delle competenze.
In precedenza, non esisteva un sistema in grado di garantire la necessaria efficienza e vi era una confusa sovrapposizione, in realtà solo di recente e non del tutto chiarita, delle attività ambientali con quelle relative ai problemi sanitari.
Leggi tutto






Il Sistema delle Agenzie e la sfida ambientale

Luca Marchesi – DG di ARPA FVG – Presidente di AssoArpa

Ci voleva forse proprio un’incipit medievale come il “Laudato Si” di Papa Francesco, per scuotere tutti e far ascoltare, forse realmente per la prima volta, il grido di Società e Ambiente di fronte alle emergenze poste dallo sviluppo incontrollato degli ultimi duecento anni.
Ci voleva un richiamo forte alla coscienza e alla responsabilità, che va aldilà del messaggio religioso, per provocare titoli di stampa mondiali e atti dei governi…
Ci voleva un richiamo forte e c’è stato.
Il richiamo va anche a tutti noi che operiamo quotidianamente, a vario titolo, nel Sistema Ambientale. E come Sistema dobbiamo rispondere. Anche approfittando del risalto universale che il tema ha assunto in questo momento e dunque dell’occasione straordinaria che ci viene in qualche modo offerta. In che modo? Leggi tutto






La nuova vita di AssoArpa mentre tutto cambia


Dal primo gennaio Luca Marchesi, direttore generale di ARPA Friuli Venezia Giulia, è il nuovo presidente di AssoArpa. Ecoscienza lo ha intervistato sugli obiettivi, gli impegni e le sfide future.
La nuova AssoArpa, formalmente costituita il 23 marzo 2015, ha acquisito autonoma personalità giuridica, portando l’Associazione delle Agenzie ambientali regionali e provinciali ad avere un proprio patrimonio e ad ampliare le proprie attività. Dal primo gennaio 2015 il presidente di AssoArpa è Luca Marchesi che succede a Stefano Tibaldi, direttore di ARPAER ora in pensione e che resta in AssoArpa come past president. Si apre dunque una nuova fase per il sistema nazionale delle Agenzie ambientali, anche alla luce di un quadro normativo e istituzionale in pieno fermento; basti pensare al disegno di legge (ddl) “ecoreati”, al ddl di istituzione del Sistema nazionale di prevenzione ambientale a rete – ora in lettura al Senato –, alla modifica dell’assetto istituzionale e funzionale delle Province ordinarie disegnato dalla legge Delrio, con prevedibili ricadute in merito al trasferimento di funzioni in campo ambientale ad altri enti territoriali. Questi alcuni dei temi sui quali abbiamo intervistato il neo presidente di AssoArpa.

Leggi l'intervista integrale sul sito della rivista Ecoscienza.







AssoArpa
Audizione presso la Commissione Ambiente, territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati in ordine alla proposta di legge C2607 Braga recante “Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale e coordinamento della protezione civile”
Analisi dei potenziali riflessi sul Sistema delle Agenzie


Premessa
Si tratta di una proposta di legge delega che, come tale, rinvia anche gli aspetti di stretto interesse del Sistema delle Agenzie in capo all'adozione "di uno o più decreti attuativi di ricognizione e coordinamento" che definiranno più nello specifico i diversi ruoli e le varie competenze (art. 1, comma 1). L’impianto della norma è pienamente apprezzabile e condivisibile, mirando ad un riordino organico ed armonico delle disposizioni in materia di sistema nazionale e coordinamento della Protezione civile, finalizzato ad avere un sistema più moderno, più efficace, più integrato e più organizzato. Si analizzano di seguito gli aspetti di rilevanza e interazione per le attività delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, che potranno utilmente essere considerati in fase di predisposizione dei decreti attuativi. [Leggi tutto].







La nuova AssoArpa:
valorizzare le specificità e rafforzare l’integrazione
Luca Marchesi - Presidente di AssoArpa


"Lo scorso 23 marzo si è costituita in Roma, come evoluzione con personalità giuridica di quella esistente fin dalla fine degli anni ’90, la nuova Associazione nazionale delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, alla cui guida sono stato chiamato in qualità di Direttore Generale di ARPA Friuli Venezia Giulia. Accetto con molto piacere l’invito che mi rivolge UN.I.D.E.A. ad intervenire sul suo sito web e sul Bollettino degli Esperti Ambientali per meglio chiarire la natura della “nuova” AssoArpa e i suoi obiettivi, cogliendo altresì l’occasione per illustrare il ruolo proattivo, collaborativo e sinergico che l’Associazione intende esercitare rispetto all’Istituto nazionale per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), per favorire la nascita del costituendo Sistema Nazionale della Protezione Ambientale (SNPA)." [Leggi tutto].







AssoArpa: nuovo Statuto


Il nuovo Statuto di AssoArpa.







AssoArpa membro di IMPEL


L'editoriale di Stefano Tibaldi, Presidente AssoArpa e DG Arpa Emilia-Romagna e Umberto Benezzoli, DG Arpa Emilia-Romagna su IMPEL.







Daniza e il Programma triennale
del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente


Anche l'ISPRA si è mobilitata per l'orsa. Una lunga intervista del suo esperto Piero Genovese su repubblica.it del 13 settembre e una nota in testa al sito dell'Istituto il giorno precedente, zeppa di bibliografia. Una specie di rapportino tecnico molto autoreferenziale ma, forse, poco digeribile da parte di un giornalista. Vedi a "Pubblicazioni - Comunicati stampa".
Finalmente, però, tempismo e rapporto diretto con i mezzi di informazione senza l'intermediazione dei "soggetti che in Italia si occupano di qualità dell’ambiente, a partire dalle organizzazioni e dalle associazioni e altri gruppi organizzati che rappresentano per tradizione e impegno i riferimenti storici a contatto con i cittadini e che ne dispongono della fiducia e dell’attenzione (WWF, Legambiente, CODACONS, ecc.)." come, purtroppo, dichiarato al punto 4.2.2 Obiettivi della macroarea B “Reporting”, del Programma Triennale 2014-2016. L'SNPA, lo scriviamo da tempo, deve intervenire tempestivamente, direttamente ed efficacemente quando si verificano situazioni acute e programmare la diffusione periodica delle attività delle strutture senza subdelegare ad altri la elaborazione dei dati in modo da evitare interpretazioni spesso fuorvianti. Vorremmo che il giusto interventismo a proposito di Daniza proseguisse per occasioni più consone alle funzioni, ai compiti e agli impegni prevalenti del Sistema. Avremmo voluto che tali comportamenti si fossero realizzati per l'ILVA di Taranto o per la "Terra dei fuochi" quando soloni, comitati e associazioni hanno imperversato sui mezzi di informazione senza che il Sistema , pur impegnato nelle diverse attività e detentore dei dati, facesse sentire la sua voce.
Siamo ancora in attesa di un riscontro da parte della direzione generale di ISPRA del testo approvato il 30 giugno dal Consiglio Federale. Nel frattempo siamo in grado di presentarvi alla pagina "Sistema nazionale" il documento principale sottoposto all'esame dell'organo decisionale. Ci riserviamo per la prossima settimana una prima valutazione. (g.p.)






XXXIV CONGRESSO NAZIONALE UN.I.D.E.A
65° ANNIVERSARIO
RIMINI 8-9 maggio 2014

Approvazione ordine del giorno







Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie ambientali e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

“La Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (C.68-110-1945-A). Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.”

Questo è il secco comunicato del sito della Camera dei Deputati. Dopo otto anni a alla terza legislatura finalmente i progetti di legge Bratti ed altri e Realacci ed altri, ai quali si era aggiunto quello De Rosa ed altri, abbinati e unificati in un testo che è stato presentato in Aula dal relatore Zaratti lunedì 14 aprile ed approvati alle ore 11 del 17 all’unanimità. Abbiamo seguito in diretta televisiva i diversi interventi dei rappresentanti dei gruppi parlamentari ed assistito a letture storiche ripetitive, confusione diffusa tra disegno, decreto e proposta di legge, interpretazioni fantasiose delle lettere dell’acronimo ISPRA. Insomma scarsa conoscenza del problema e, soprattutto, della realtà attuale e dell’attività attualmente svolta dalle strutture. Ci ha pensato alla fine l’on. Bratti, presentatore di una delle proposte, a recuperare elencando una serie di cifre e risultati.
In ogni caso sono anche emersi elementi critici sulla attuale situazione necessità di chiarimenti sul testo attuale. Superamento della attuale disparità di qualificazione e di comportamenti sul territorio nazionale con un occhio particolare alle strutture del centro sud. Auspicio per ISPRA di un ruolo maggiore nel coordinamento tecnico, nel monitoraggio e nella raccolta dati rispetto alla ricerca.
Dubbi sui finanziamenti ex FSR da legarsi strettamente ai LEPTA. Consolidamento dei rapporti informativi ed operativi tra strutture ambientali e sanitarie. Chiarezza sui limiti e le compatibilità per le attività svolte a favore di privati. Ruolo del personale ispettivo sul territorio e attribuzione della qualifica di UPG sulla quale è arcinota la posizione contraria di UN.I.D.E.A. Insomma ci sono punti da aggiustare o chiarire nel testo o nel norme regolamentari previste. L’ha sollecitato lo stesso Bratti al termine del suo intervento.
Ora “il provvedimento passa all’esame del Senato” e continuerà la vigilanza e il contributo di UN.I.D.E.A. a cominciare dalla Tavola Rotonda dell’8 maggio a Rimini in apertura del XXXIV Congresso nazionale. (g.p.)







XII Conferenza del Sistema Nazionale
per la Protezione dell'Ambiente

"Vetrina e successo di partecipazione. Ora servono le decisioni"
del Dr. Gianfranco Pallotti







La giunta molisana fa marcia indietro

Proposta della Regione Molise in ordine alla soppressione dell'ARPA Molise





Non tutti i molisani sono bizzarri

Il Direttore Generale dell'ARPA Molise, Dr. Quintino Pallante, risponde con una lettra di ringraziamento al sostengno espresso dell'UNIDEA riguardo alla discutibile proposta della Regione Molise di sopprimerea l'agenzia.

La risposta del Presidente UNIDEA Dr. Zavatti






Bizzarrie molisane

In merito alla proposta della Regione Molise di sopprimere l'ARPA Molise, l'Associazione UN.I.D.E.A. ha preso posizione con una lettera aperta del presidente Zavatti.
Sullo stesso argomento riportiamo anche la lettera di ASSOARPA del Presidente Assennato.






Spending review o killeraggio?

Ormai in Italia tutti hanno imparato a conoscere il termine inglese spending review, riferito al tentativo di analisi della spesa degli enti pubblici e della pubblica amministrazione in generale, finalizzata alla sua razionalizzazione e soprattutto riduzione. Spesso si tratta di interventi “orizzontali”, ossia di riduzioni percentuali generalizzate di pari entità, indipendentemente dalla funzionalità, razionalità e organizzazione degli enti. E’ comprensibile che, in stato di necessità ed urgenza, non si debba guardare tanto per il sottile e si cerchi di salvare il salvabile, avendo come obiettivo interessi superiori.
Ma questo, ahimè, non può capitare ad ogni piè sospinto e con una frequenza ricorrente. Non si può vivere perennemente nell’emergenza. Si dovrà pure una volta dire basta ed affrontare i nodi finanziari e economici della PA, partendo, come dovrebbe sempre essere, dagli obiettivi fissati (mission, vision), dalle strategie, dall’organizzazione e, solo in fondo, dai costi. Anzi, per la verità dovrebbe essere cura di ogni buon amministratore far avvenire questo processo in modo continuo, per adattare l’intera macchina alle variate condizioni interne ed esterne. Macchina che di per sé dovrebbe essere quindi altamente flessibile, garantendo economicità e funzionalità in modo costante.
Il tutto dovrebbe essere coerente e consequenziale ed una rivisitazione dei costi, appunto la spending review, dovrebbe partire da un ripensamento dell’intera catena, sia con interventi di buona amministrazione, sia, se necessario, con le eventuali modifiche normative nazionali o regionali, tra loro coordinate e razionali, che lo rendano possibile: le ormai leggendarie riforme, di cui tutti si riempiono la bocca, salvo ignorare la reale consistenza dei problemi da affrontare. Perché, se così fosse, questo resterebbe allora solo il: ”Chiacchiere e distintivo”, che urlava Al Capone agli Untouchables.
No. Non ci stiamo! [Leggi tutto] (a.z.)






EEA - Organisational chart

Organigramma EEA

Visualizza l'organigramma in dimensioni originali sul sito EEA







G. Fantini e M.E. Boschi: “La semplificazione dei controlli.
Il caso delle certificazioni ambientali”;
Il Sole 24 Ore, Ambiente & Sicurezza, 9-24 maggio 2013.

L’avvocato Giovanni Fantini, brillante esegeta delle norme ambientali, e la sua collaboratrice Maria Elena Boschi, esaminano, con acutezza ed in modo approfondito, la materia della semplificazione amministrativa del sistema dei controlli in ambito ambientale, soprattutto per quanto attiene i sistemi di certificazione. Oltre che sul piano squisitamente giuridico, gli Autori esaminano l’argomento con la consapevolezza di chi deve quotidianamente affrontare, in sede operativa, le difficoltà insite in una normativa spesso farraginosa, non sedimentata, contraddittoria, a causa della scarsa attenzione del legislatore sia al quadro complessivo europeo e nazionale, sia alle prassi operative, che ben conosciamo in questo ed in molti altri settori delle leggi italiane, nelle quali il principio informatore è basato sul diritto positivo, in cui tutto viene considerato, esaminato, stabilito, si scontra con un universo di riferimento assai più articolato rispetto al passato. [Leggi tutto] (a.z.)






Tanto lavoro, attività e dati certificati
ma poche pubblicazioni

Caro Amico/a, caro Collega,
quando ero giovane ed inesperto, cercavo bibliografia sui temi del mio lavoro e non ne trovavo, in Italia, mentre iniziavano a comparire libri, riviste, monografie, di solito in lingua inglese, provenienti dal mondo anglosassone e non solo. Avido lettore, ho trovato in queste molte risposte al quotidiano, ed ho cercato, nel mio piccolo, di dare anch’io un contributo. Erano gli anni ’70 e si stavano allora scoprendo fatti e soprattutto misfatti ambientali, la cui soluzione, oltre che nei libri, poteva essere trovata in una prassi quotidiana di lavoro, di impegno scientifico il più possibile aderente al metodo galileiano, per dare risposte corrette, certe, propositive. Ed ho cercato di condividerle con tutta la comunità scientifica, con i colleghi che, probabilmente, in altre parti del paese, avevano gli stessi problemi, per aprire con loro un dialogo a distanza, che è la vera essenza dell’approccio scientifico.
È da qualche anno che cerco articoli, monografie, abstract, review, opera tua e di altri delle Agenzie ambientali sulle riviste nazionali ed internazionali, ma ne trovo sempre meno, anzi, non ne trovo affatto. [Leggi tutto] (a.z.)





Confindustria (2013): valutazione comparativa della disciplina di autorizzazione integrata ambientale a livello europeo e nazionale: effetti sullo sviluppo industriale del paese.


Scarica il documento in pdf





Incertezza delle misure e certezza della vergogna


Scarica il documento in pdf





Linee guida in materia di controlli. Qualche approfondimento. A cura del Presidente UN.I.D.E.A. Zavatti


Scarica il documento in pdf






Programma triennale delle Agenzie ambientali 2010-2012


Scarica il documento pdf






Programma Triennale - Proposta di seminari specialistici.


Prof. Bernardo De Bernardinis
Presidente ISPRA
Dott. Stefano Laporta
Direttore Generale ISPRA

Egregi signori,
mi rivolgo a voi in merito al Programma Triennale avviato dal Consiglio Federale delle Agenzie che, come abbiamo avuto già modo di esprimere in occasione del recente seminario a Roma, da noi organizzato in collaborazione con AssoArpa e Arpa Lazio, sulla pdl Bratti/Realacci, UN.I.D.E.A. ha molto apprezzato ed intende sostenere e diffondere.
Proprio per questo, la nostra Associazione ha in animo di procedere nella promozione dei materiali prodotti dai Gruppi di Lavoro tra gli operatori e tra tutti coloro che professionalmente possono essere interessati, attraverso la realizzazione di seminari tematici, che vorremmo organizzare congiuntamente all’Istituto e con la collaborazione di una o più Agenzie, come è nostro costume e prassi ormai consolidata. Nel richiedere pertanto il parere e la collaborazione sulla iniziativa, vi prego di farvi interpreti, presso il Consiglio Federale di questa nostra offerta, individuando le migliori opportunità organizzative, al fine di coinvolgere il maggior numero possibile di operatori in questi momenti informativi e formativi, compatibilmente con le esigenze di servizio. Resto in attesa di un cortese riscontro e porgo i migliori saluti.

Adriano Zavatti
Scarica il documento originale






Acqua e suolo. Uno spread da recuperare


Tra inefficienza burocratica e mancanza di programmazione, l'assenza di prevenzione dei disastri ambientali è pagata da tutti i cittadini e non può più essere tollerata. Spread è una parola che gli italiani hanno imparato a conoscere molto bene negli ultimi tempi e che ne turba tuttora i sonni, ogniqualvolta si annuncia un suo aumento, preannunciando possibili nuove tasse e/o nuove restrizioni o incrementi di costo di beni e servizi da parte dello stato. Il significato, ormai consolidato, riguarda il differenziale dei tassi d'interesse tra i Bund tedeschi ed i BTP decennali italiani, che demarca la diversa affidabilità che il sistema finanziario globale attribuisce ai due stati, al momento in cui essi si presentano sul mercato per offrire agli investitori i propri titoli del debito pubblico. [...] Leggi tutto






Il caso di Taranto e non solo. Dove eravate?


Seguendo le vicende drammatiche di Taranto, viene da chiedersi: dove eravate quarant'anni fa, quando si stavano consumando misfatti ambientali e contro la salute, che solo relativamente da poco tempo sono venuti a conoscenza del grande pubblico in modo clamoroso, anche se con poca chiarezza sullo stato di fatto e sulla reale situazione ambientale e sanitaria? [...] Leggi tutto






La lezione del caso Taranto


Intervento di Giorgio Assennato, DG di ARPA Puglia e Presidente di AssoArpa.
"Le vicende dell'ILVA di Taranto che continuano a preoccupare l'opinione pubblica, non solo locale, pongono al sistema agenziale un interrogativo cogente: perché in Italia c'è bisogno dell'intervento duro della magistratura penale per riequilibrare una governance ambientale condizionata dalle lobby industriali e dai correlati interessi politico-economici? La prova dell'efficacia delle disposizioni giudiziarie sono evidenti nella recente esperienza tarantina: immediato riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, apertura di tavoli tecnici istituzionale, presenza in loco di autorevoli ministri nella settimana di Ferragosto." [...] Leggi tutto






Il caso di Taranto e non solo. Dove eravate?


Seguendo le vicende drammatiche di Taranto, viene da chiedersi: dove eravate quarant'anni fa, quando si stavano consumando misfatti ambientali e contro la salute, che solo relativamente da poco tempo sono venuti a conoscenza del grande pubblico in modo clamoroso, anche se con poca chiarezza sullo stato di fatto e sulla reale situazione ambientale e sanitaria? [l...] Leggi tutto






Il Sistema agenziale ha bisogno dell'Ispettore ambientale. UPG e TPALL? No, grazie!


Così avevamo titolato un nostro recente intervento sul sito e sul BEA per chiarire la posizione di UN.I.D.E.A. sulla non necessità e ambiguità di ruolo che al personale di vigilanza, ispezione e controllo del Sistema ISPRA/ARPA/APPA venisse attribuita la qualifica di UPG e dall'altra la non adeguatezza del TPALL a svolgere sul territorio il compito tecnico amministrativo di competenza delle strutture.
Un recente parere della seconda Sezione del Consiglio di Stato – vedi l'intero dispositivo alla pagina "Normativa> Nazionale" - afferma che: "In relazione al quesito posto, dunque, non può che concludersi rilevando, in linea con la prospettazione dell'Amministrazione regionale richiedente, l'assenza, allo stato, nell'ordinamento di norme di livello statale che attribuiscano in via generale la qualifica di u.p.g. al personale ARPA e che individuino l'autorità competente ad attribuire espressamente tale incarico." Leggi tutto. (g.p.)






Comitato ristretto della VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati

"Istituzione del sistema nazionale per la protezione dell'ambiente e ordinamento delle funzioni ad essi relative dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e delle Agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano."

Questo il Documento UN.I.D.E.A. in cui si riportano, relativamente al precedente documento, le proposte, le modifiche e le eliminazioni (segnalate in rosso); le aggiunte (segnalate in blu) e le proposte di modifica commentate.






ARPA Lombardia

"Adeguamento della struttura al Regolamento Organizzativo"





Art. 19 - Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32

documento in pdf "Norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)".





DOVE VA IL Sistema nazionale


Da un paio di settimane campeggia tra le notizie del sito provvisorio dell'ISPRA con tanto di foto in piena attività – vedi a "Pubblicazioni - Comunicati stampa" – l'informazione che una ricercatrice dell'Istituto – ex ICRAM – è stata nominata recentemente vice chair dell'International Whaling Commission. Aggiungiamo che la dottoressa Fortunato è Direttrice dell'Adriatic Dolphin Project sponsorizzato dagli Animalisti Italiani e responsabile del progetto BYCATCH coordinato dallo stesso ISPRA.
Non so perché ma la inusuale e particolare enfasi che ho trovato nel comunicato, accanto ad altre simili iniziative dell'Istituto, mi ha fatto tornare in mente i giorni nei quali in molti eravamo perplessi sul progetto riorganizzativo dell'ex APAT. Dall'incomprensibile, ambiguo e fuorviante termine "ricerca" all'accorpamento di ICRAM e INFS temevamo – e temiamo – una deriva da ambientale ad ambientalista se non addirittura legambientalista, greenpeacista e wweffista dell'Istituto rispetto alla prevalente funzione, a nostro parere, di coordinamento tecnico e supporto alle Agenzie regionali e provinciali. Ci auguriamo che il testo definitivo delle due Proposte di Legge, attualmente galleggianti presso la VIII Commissione Ambiente della Camera, ridimensionino questa deriva e definiscano il ruolo dell'ISPRA e del Sistema nazionale secondo le reali priorità ambientali del nostro Paese.
Dopo alcuni giorni dall'apparizione del comunicato, abbiamo ricevuto da una nostra collega la seguente lettera per e-mail:

"Con tutto il rispetto per le balene, che mi stanno naturalmente a cuore e per le quali desidero lunga vita e tranquilla, qui sulla terra, dove nessuno caccia le balene, noi combattiamo invece quotidianamente con le tabelle assurde di limiti per le bonifiche, il fondo naturale, l'utilizzo dell'incertezza, la pericolosità dei rifiuti... e poi i cittadini consapevoli incazzati, le amministrazioni pigre etc. Bazzecole! Son tutti buoni, non ci vogliono geni e ricercatori, basta la manovalanza delle ARPA, anche con le scarse risorse ormai a disposizione; e se si sbaglia qualcosa nell'interpretare norme fumose, o nel cercare soluzioni a problemi mai affrontati, o nell'assumere decisioni dove regna il massimo dell'indeterminatezza, nella peggiore delle ipotesi si dovrà mettere l'avvocato per farsi levare le manette, e stare comunque sulla graticola per qualche mese (o anno). Sembrerebbe una esagerazione, un paradosso, ma sapete bene che è proprio così.
Evviva le balene e, soprattutto, chi con le balene ha trovato l'America.
(Ho molti problemi di lavoro e sono piuttosto alterata.)"


Nessun commento allo "sfogo", come lo definisce la collega se non la conferma e la solidarietà dello scrivente che ha dovuto attendere dieci anni e sborsare somme ingenti in lire ed euro per essere assolto con formula piena. Tutto per essersi assunto, al massimo livello di ruolo tecnico in una Agenzia, la responsabilità di adottare e sottoscrivere una decisione che altri si erano rifiutati di prendere.

Lontano dal personale, pubblichiamo di seguito le considerazioni del presidente Zavatti (g.p.)
"La lettera rispecchia grandemente i sentimenti di tanti operatori delle Agenzie che, oberati da compiti che li vedono spesso in impari lotta con norme cervellotiche ed inapplicabili, sistemi di riferimento istituzionali del tutto inadeguati, organizzazioni non all'altezza dei compiti. I loro sforzi ed il loro impegno volontario e misconosciuto anziché trovare considerazione ed appoggio, quasi sempre si scontrano con l'indifferenza ed anzi essi si trovano a dover giustificare improbe e difficili decisioni, che li espongono a critiche, quando non addirittura ad inchieste di varia natura.
Viene da chiedersi: perché questo solamente nei confronti dei tecnici delle Agenzie, quasi sempre gli unici ad avere piena e consapevole cognizione tecnica ed amministrativa dell'intricato groviglio e dell'incongruenza normativa? Ciò ovviamente accade a chi si assume, con alto senso etico della responsabilità, l'ingrato compito di decidere, quando sarebbe molto più comodo e sicuro, procrastinare la decisione o rimandarla burocraticamente, ignorando sia le esigenze della collettività, sia quelle dell'ambiente e della salute.
Ecco allora che questi nostri colleghi, ai quali va tutta la nostra stima e solidarietà, sono ampiamente giustificati nel prendersela con le inconsapevoli ed innocenti ... balene e più ancora con chi (anche meritoriamente) ne difende e studia la vita e con essa la biodiversità ecologica, colleghi che i media, anziché le rampogne ed i grattacapi destinati ai "controllori", additano al pubblico elogio.
Probabilmente, scavando nei perché di questa inaccettabile situazione, si scopre che essa ha origine nella incapacità delle stesse Agenzie Ambientali e in primis all'ISPRA di comunicare in modo efficace al grande pubblico e quindi ai media, le proprie attività ed i problemi a cui quotidianamente devono far fronte gli operatori. Quante volte abbiamo stigmatizzato questa carenza strutturale? Quante volte abbiamo segnalato che tra i numerosi corpi di vigilanza, quasi tutti traggono vantaggi e pubblico riconoscimento da una ben strutturata comunicazione istituzionale, mentre le Agenzie lavorano nel silenzio e altri si appropriano del loro lavoro e ne mostrano vanto?
Viva dunque le balene! Ma viva anche i tanti onesti ed intelligenti colleghi, che svolgono un oscuro e scientificamente ineccepibile lavoro di monitoraggio, controllo e valutazione dell'ambiente mettendo i gestori nelle condizioni di adottare con cognizioni di causa delicati provvedimenti amministrativi!
E speriamo che finalmente il loro lavoro sia riconosciuto ed apprezzato." (a.z.)






Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Mario Monti

Signor Presidente, nell'ultima conferenza stampa, finalmente ho sentito dal ministro Giarda le magiche parole: "riorganizzazione della pubblica amministrazione", che i precedenti ministri avevano pervicacemente ignorato o malamente travisato. Questa è la vera soluzione di riforma della pubblica amministrazione e della spesa pubblica per il rilancio dell'Italia. E non costa niente, o assai meno che non farla. Si tratta di avere fantasia e coraggio nel proporre, per TUTTE le pubbliche amministrazioni, una innovazione nella organizzazione interna ed esterna. I risparmi sarebbero assicurati anche nel breve- medio periodo. Almeno un esempio: riallocazione territoriale delle funzioni laboratoristiche delle ARPA, con creazione di uno o due sedi per regione o sedi sovra-regionali: oggi ogni provincia ha un laboratorio che possiede un parco strumenti di uno o più milioni di euro e decine di addetti. Con una riorganizzazione adeguata si possono risparmiare almeno 10 milioni di euro per regione; totale 200 milioni o più solo di strumenti, liberando risorse umane per altri servizi di controllo ambientale e la produttività e la qualità aumenterebbero (esempi concreti, anche se ancora parziali si possono fare in quelle regioni che si sono mosse su questa strada).
Leggi tutto il documento, in formato pdf
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti (a.z.)






Proposta di legge Realacci e Martella

Link al sito della Camera dei deputati "Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie ambientali e disciplina dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici" (55)."
27 ottobre 2011

documento in pdf "Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie ambientali e disciplina dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici."





Proposta di legge Bratti ed altri

Link al sito della Camera dei deputati "Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie per la ricerca e la protezione ambientale e ordinamento dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale" (3271)."
27 ottobre 2011





"The right man in the right job"

Considerazioni del Dott. Adriano Zavatti Presidente UN.I.D.E.A.
Dirigente manager o professionista





Il Sistema nazionale ha bisogno dell'Ispettore ambientale. UPG e TPALL? No, grazie!

Ne abbiamo scritto alcune settimane fa riportando le determinazioni dell'ultimo Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. – vedi di seguito nella "Home" di metà dicembre. Ne abbiamo fatto oggetto di interventi sul BEA e nella Tavola Rotonda conclusiva dell'ultimo Congresso nazionale mentre un intero capitolo della relazione introduttiva del presidente Zavatti era dedicata all'argomento con una chiara e netta presa di posizione.
Il Sistema ambientale deve, anche sulla base di precise richieste dell'Unione Europea, dotarsi di personale tecnico-specialistico che sia soprattutto in grado di confrontarsi con i responsabili tecnici delle imprese sulla base di conoscenze pariteticamente approfondite degli impianti e dei processi.
Ne parleremo più avanti ma vogliamo informare i nostri lettori, interni ed esterni al Sistema, su un tema, a nostro avviso secondario rispetto alla qualificazione dell'ispettore ambientale. Il personale delle agenzie che opera sul territorio per la vigilanza e il controllo deve avere la qualifica di UPG per poter svolgere al meglio le funzioni di controllo tecnico-amministrativo loro affidato? Siamo decisamente contrari.
A questo proposito il Consiglio Federale nel febbraio 2011 decise di affrontare il tema partendo da premesse del tutto condivisibili sul ruolo delle strutture e dalla constatazione di una situazione inaccettabile disomogeneità e affidò ad un GdL il compito di esaminare la situazione dal punto di vista organizzativo e giuridico per poterne discutere in un Seminario riservato che si è tenuto a dicembre.
Di seguito riportiamo "LEGGE 3 febbraio 2003, n.14 (G.U. Serie Generale n. 31 del 7 febbraio 2003)" due documenti che dovrebbero essere alla base di qualsiasi discussione in proposito: l'Art. 23 della L. 3.2.2003 n. 14 che autorizzava il Governo ad adottare un "apposito regolamento" di attuazione delle richieste della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 2001/331/CE che stabiliva i criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri. Naturalmente stiamo ancora aspettando il "regolamento".
Nel recente dicembre il GdL ha presentato una complessa relazione discussa nell'ambito di un Seminario interno che ha provocato una sorta di spaccatura tra i responsabili delle Agenzie. Ed è tuttora in discussione. Ci risulta che la divisione si è verificata sulla bizantina disputa sulla liceità o meno di poter attribuire o meno la qualifica di UPG al personale delle Agenzie operante sul territorio vista la non previsione della L. n. 61/94. Ci sembra un paradosso! Se mai, proprio la declaratoria della citata norma potrebbe far discutere se sia necessaria, opportuna, indispensabile e funzionale questa ulteriore qualifica per il pieno e soddisfacente svolgimento dell'attività di vigilanza e controllo delle Agenzie non identificabile né sovrapponibile o confrontabile con quella investigativa di organismi militari o paramilitari. È un equivoco storico e un'anomalia del nostro Paese. La fungibilità delle funzioni. Nessun ufficiale, sottufficiale o graduato dei CC, della GdF o del CFS può svolgere le funzioni proprie dell'Ispettore ambientale come nessuno di questi ultimi può pensare di svolgere quella degli altri. Gli obiettivi e la preparazione tecnica sono – o dovrebbero essere – diversi e i ruoli non fungibili.
Compito del nostro Paese deve essere quello di mettere a disposizione delle Agenzie ispettori ambientali con le caratteristiche culturali e le capacità professionali previste dalle Linee Guida dell'IMPEL (IMPlementation and enforcement of Environmental Lawimpel.eu) in fase di upgrade e il Sistema nazionale dovrebbe farsi carico di farlo direttamente o sollecitando il MIUR a creare lauree triennali ad hoc.
A proposito di preparazione siamo dell'avviso che quelle che portano al titolo di TPALL siano del tutto inadeguate, sanitariocentriche e generaliste e che hanno scarse affinità con le strutture del Sistema nazionale. Basta esaminare i piani di studio del Corso di Laurea per rendersi conto della prevalente ottica e attenzione verso gli aspetti sanitari e tipici dei diversi Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione medica e veterinaria delle ASL. In quello dell'Università di Torino organizzato da due Facoltà di Medicina, una di Veterinaria, una di Farmacia e anche da quella di Scienze MFN con il coordinamento del Politecnico per la parte ingegneristica, oltre l'80% dei CFU dedicati a materie specifiche son prettamente sanitari mentre in quello predisposto dalla Facoltà di Medicina e Farmacia dell'Università "La Sapienza" di Roma si dichiara nella presentazione che "I laureati sono operatori cui competono le attribuzioni previste dal D.M. 58/97 e smi; ovvero sono responsabili, nell'ambito delle loro competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene sanità pubblica veterinaria. I laureati … sono, nei limiti delle loro attribuzioni, ufficiali di polizia giudiziaria."
Accanto a questa assurdità nella preparazione specifica si aggiunge, come sostengono alcuni, anche il vincolo dell'attribuzione della qualifica di UPG che porta altra acqua al mulino di chi vuole disperatamente questa incomprensibile qualifica.
Ripetiamo. Il Sistema nazionale ha bisogno solo degli Ispettori ambientali. Come in tutta Europa. (g.p.)






"LEGGE 3 febbraio 2003, n.14 (G.U. Serie Generale n. 31 del 7 febbraio 2003)"

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2002. Capo II - DISPOSIZIONI PARTICOLARI DI ADEMPIMENTO, CRITERI SPECIFICI DI DELEGA LEGISLATIVA Art 23.
(Attuazione della raccomandazione 2001/331/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali)
  1. Per dare completa attuazione alla raccomandazione 2001/331/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali, il Governo è autorizzato ad adottare apposito regolamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che preveda in particolare:
    a) la definizione dei criteri specifici relativi all'organizzazione ed esecuzione delle ispezioni ambientali;
    b) la definizione dei criteri per la predisposizione di un piano delle ispezioni ambientali da parte delle Amministrazioni competenti a livello nazionale, regionale o locale;
    c) l'individuazione dei criteri per disciplinare le visite in sito;
    d) l'introduzione di una banca dati relativa alle ispezioni effettuate facilmente accessibile al pubblico.
  2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.






"Chiusa la partita CEM"

Documento del Prof. Giorgio Assennato Presidente AssoArpa
Ritirato l'articolo sulla normativa sui campi elettromagnetici





"Golpe sui CEM"

Lettera di appoggio del Presidente Zavatti al Presidente di AssoArpa, Prof. Assennato, in merito alle immediate reazioni legate alla modifica peggiorativa dei limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
La lettera del Presidente Zavatti
Il documento del Presidente Assennato
L'Artico su laRepubblica





"Piano strategico ARPAV 2012-2014"

Il Piano Strategico 2012-2014 presentato a settembre da ARPA Veneto certamente farà discutere gli operatori. Come tutte le riforme strutturali può essere oggetto di miglioramento e di critica, ma è altrettanto vero che quest'ultima deve scontare la naturale ritrosia al cambiamento, sgombrata la quale si devono valutare gli aspetti positivi, gli obiettivi di miglioramento di largo respiro, a fronte di quelli negativi di una situazione che altrimenti porterebbe rapidamente le strutture al collasso, prima di tutto finanziario. "Il medico pietoso fa il male del malato", si dice comunemente; così anche per le organizzazioni. Leggi tutto

"Piano Strategico ARPAV 2012-2014"





"65 minuti di audizione informale"

ARPA PUGLIA - Direzione Generale Ufficio Stampa
"Audizione ASSOARPA presso 8ª Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati"





Agenzie ambientali e Autorità giudiziaria

Nota del responsabile di ARTA Abruzzo
"Regolamentazione rapporti ARTA - Procura"





Presidente di ASSOARPA

Considerazioni sul ddl 2259 "Carta delle Autonomie":



OECD

Dal Capitolo 3 di
"OECD Economic Surveys – Italy – May 2011 - Overview"





A proposito del Rapporto OECD

"Caro direttore,
mi sono iscritto da poco all'UN.I.D.E.A. e approfitto della sua disponibilità per intervenire sulle osservazioni da lei appena accennate e che, a mio avviso, appaiono poco benevole sulla attuale situazione del Sistema nazionale. "






Determinazione Dirigenziale del Direttore Tecnico

N.1 - 29 giugno 2010
Direzione - Recepimento del Manuali e Linee guida 52/09 di ISPRA "L'analisi di Conformità con i valori limite di legge: Il ruolo dell'incertezza associata a risultati di misura"





IL Sistema nazionale SI E' RIMESSO IN MOVIMENTO E UN.I.D.E.A. ESPRIME APPREZZAMENTO E FA LA SUA PARTE

Dopo l'approvazione del Regolamento dell'ISPRA è arrivata l'istituzione del Comitato Tecnico Permanente (CTP).
E finalmente l'eccellente e, speriamo, vincolante e univocamente realizzato con un permanente monitoraggio, "Programma triennale 2010-2012 e priorità per il 2010 del Sistema delle Agenzie Ambientali" con le indicazioni delle seguenti priorità:
  1. armonizzazione metodi di analisi, campionamento e misura - Metrologia ambientale;
  2. monitoraggio e controlli ambientali;
  3. elaborazione - gestione - diffusione delle informazioni ambientali;
  4. attività integrate di sistema.
Infine la nomina, da parte del Consiglio dei Ministri, dell'ing. Bernardo de Bernardinis a presidente dell'ISPRA. Nel nostro editoriale postferragostano del 30 agosto - vedi di seguito nella home - avevamo, in tempi non sospetti, ipotizzato tra gli altri la candidatura di Bertolaso. Non ci siamo sbagliati di molto.
La nostra previsione era basata sul cosidetto "principio di complementarietà" addotto dalla Regione Marche nel designare come nuovo Direttore Generale di quella Agenzia il responsabile della Protezione civile regionale.
È sicuramente una non voluta coincidenza, altrimenti vorremmo capire la filosofia e la conseguente gestione preventiva e operativa del suddetto principio applicata al Sistema nazionale.
L'Unione degli Esperti Ambientali formula i migliori auguri di buon lavoro al Presidente di ISPRA, come responsabile dell'Istituto e come presidente del Consiglio Federale delle Agenzie e rinnova l'impegno, attento e vigile, a supportarne le iniziative per il rilancio interno ed esterno del Sistema.
Da parte sua UN.I.D.E.A. prosegue le iniziative, perfettamente in linea con il Programma triennale, per la diffusione dei temi riguardanti l'incertezza e la gestione delle misure con il patrocinio di ISPRA e la collaborazione delle Agenzie locali.
A partire dal workshop di Treviso fino al Seminario di Bari del 7 ottobre, l'Unione ha coinvolto oltre 700 tra produttori di misure, pubblici e privati, gestori e utilizzatori di dati (funzionari regionali e degli enti locali, magistrati, avvocati, organizzazioni delle imprese).
Il prossimo appuntamento, organizzato congiuntamente con ARPA Sicilia, è previsto per il 20 ottobre.
Nel prossimo Congresso Nazionale dell'associazione, previsto per maggio 2011, faremo il punto della situazione proseguendo la nostra mission prioritaria di informare costantemente gli operatori della evoluzione delle attività del Sistema. (g.p.)






Ministro dell'Ambiente e Presidente di ISPRA rilanciano l'azione dell'Istituto, ma lasciano alcune perplessità.

Alcune valutazioni preliminari del vice Presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti in relazione alla video intervista del Presidente dell'ISPRA






Programma Triennale 2010 – 2012 e priorità per il 2010 del Sistema delle Agenzie Ambientali

Dalla Presessa:
Il presente documento descrive il programma triennale delle attività interagenziali derivante dal processo di riorganizzazione avviato a seguito del Consiglio Federale di Torino del 05.10.2009.
Il documento descrive inoltre le attività da portare a compimento nel 2010, ritenute prioritarie per il Sistema delle Agenzie Ambientali.
Il documento programmatico, elaborato dal Comitato Tecnico Permanente, insediatosi il 03.11.2009, prevede la distribuzione delle attività tecnico-scientifiche delle Agenzie in quattro ambiti omogenei, corrispondenti alle seguenti Aree di Attività: [...]




UN ESEMPIO DI FEDERALISMO VIRTUOSO

di Adriano Zavatti, vice presidente UN.I.D.E.A.





PdL di riforma delle Agenzie ambientali

Note a margine di Adriano Zavatti, vice presidente UN.I.D.E.A.