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“La nuova norma ISO 17025:2017
Cronaca di un convegno e qualche riflessione”

RENZO MUFATO(*), CLARA BUORA - ARPA Veneto
Dipartimento provinciale di Treviso
(*) renzo.mufato@arpa.veneto.it

C’è molta attesa e “trepidazione” per l’uscita della nuova revisione della ISO 17025 prevista entro la fine dell’anno, perché, come hanno giustamente sottolineato gli interventi iniziali del direttore del Dipartimento Laboratori di ACCREDIA Silvia Tramontin e di Sabrina Pepa, della stessa organizzazione che ha partecipato alle attività di revisione della norma nel Comitato Tecnico ISO CASCO, si tratta di un documento tecnico che viene applicato da 94 enti in tutto il mondo (tra cui ACCREDIA) e che riguarda 52.000 laboratori di Prova e Taratura a livello mondiale.
Tra le novità più importanti si evidenzia da subito l’utilizzo di un linguaggio obbligatorio per le norme ISO della serie 17000, e di una struttura che si adegua a quella della ISO 9001:2015 nella quale, fin dall’Introduzione, si parla di Analisi dei Rischi, di Opportunità e Contesto dell’Organizzazione. [Leggi tutto]




“Ancora sui laboratori. E non solo.”

Adriano Zavatti, past president di UN.I.D.E.A., approfondisce con questo secondo contributo i vantaggi e gli elementi critici derivanti dalla indispensabile razionalizzazione dei servizi laboratoristici del Sistema agenziale. Riflessioni nel merito specifico e validazione del metodo per affrontare ogni tipo di riorganizzazione per adeguare i settori di attività ai nuovi compiti assegnati. Funzionalità, coinvolgimento del personale e spending review sono gli elementi alla base di qualsiasi progetto nel quale mantenere un equilibrio tra atteggiamenti esasperati filo e misoneistici. (g.p.)




“Una nuova rete di laboratori per il SNPA”

Da ormai molto tempo, anzi dalla stessa istituzione delle Agenzie, vent'anni fa, era evidente lo squilibrio tra le necessità di personale a fronte dei nuovi compiti assegnati. Di pari passo, era altrettanto evidente la sproporzione tra addetti ai laboratori di analisi e quelli operanti sul territorio o competenti su molte materie nuove, almeno per la organizzazione delle ASL (ad es: geologi, agronomi, ingegneri, naturalisti, statistici etc). Nel contempo ad un occhio esperto, bastava una semplice visita a qualcuno di questi laboratori per constatare come i volumi analitici prodotti annualmente fossero ottenuti con modalità tecniche e tecnologiche assolutamente inadeguate, quasi sempre in strutture che definire obsolete sarebbe un pietoso eufemismo.
È comprensibile che le allora ASL avessero, di fatto, abbandonato i PMP al loro destino, non sentendosi, dopo il referendum (ma anche prima) poco propense a spendere risorse ed energie per innovare, in termini strutturali ed organizzativi (e le due cose sono profondamente collegate) un oggetto che sentivano estraneo ai compiti primari di tutela della salute, ovverosia ad ospedali e, nella migliore delle ipotesi, ai servizi di prevenzione, per lo più intesi nella accezione medico-centrica, salvo rare eccezioni, da nord a sud del Paese. [“Leggi tutto”] (a.z.)




“Gianfranco Pallotti – UN.I.D.E.A. Intervento alla Tavola Rotonda 'Le attese degli stakeholder' Summer School AssoARPA – Cagliari 29-30 settembre 2016”

PREMESSA
Ringrazio AssoARPA per l’invito rivolto a UN.I.D.E.A. a partecipare a questo Laboratorio e porto ai presenti il saluto dell’ing. Di Giosa di ARPA Lazio, presidente dell’Associazione. Tranquillizzo il presidente Marchesi che era molto preoccupato per alcune mie precedenti ruvidezze verbali. Ed anche per questo motivo ho deciso di leggere questo primo intervento. Cosa del tutto inusuale per una Tavola Rotonda.
Non intendo affrontare, per manifesta incompetenza e per la presenza nel programma di eccellenti esperti, i temi posti alla base degli obiettivi di questi due giorni – rapporti del Sistema con il Servizio Sanitario Nazionale o quelli interni tra ISPRA e le 21 Agenzie, ruolo della ricerca - ma offrire qualche spunto sugli argomenti nascosti nel “ e molto altro ancora” in coda alla presentazione dell’evento. Mi riferisco al controllo del territorio e alla visibilità del Sistema. Voglio però preliminarmente ricordare, senza alcun commento, principi e auspici declinati negli anni ’90 dalla neonata UE rimasti inascoltati per venti anni. Dovrebbero invece caratterizzare la politica strategica e il criterio metodologico del Sistema che mi auguro nasca dai lavori di questa seconda “Costituente”. [“Leggi tutto”] (g.p.)




“Intervista a Giuseppe Bortone
DG di ARPAE Emilia-Romagna”

1) Alla luce delle attività svolte dall’Agenzia, quale ritiene sia la questione ambientale che necessita di un puntuale intervento normativo per rendere possibile un’efficace azione di controllo?

Credo che l’impianto normativo e regolamentare nazionale e regionale sia già sufficientemente strutturato per garantire l’efficacia dell’azione di controllo ambientale. Tra tutte, la recente legge 68/2015 sugli ecoreati rappresenta un importante risultato che dota il Paese di un sistema moderno di tutela ambientale con l’introduzione, finalmente, di molte fattispecie di delitti ambientali nel codice penale.
Tuttavia, possono essere evidenziati alcuni punti che necessitano ancora di interventi legislativi di perfezionamento e di migliore definizione degli ambiti di applicazione, per sfruttare al massimo la portata innovativa della norma.
[“Leggi tutto”]




“Lettera al Direttore”

Caro Direttore, ancora una volta, puntuale come tutti gli anni, la Goletta Verde di Legambiente ci delizia con una raffica di notizie orripilanti sull'inquinamento dei nostri mari. Notizie destinate a gettare nel più profondo sconforto bagnanti, albergatori, bagnini e soprattutto a fare arrabbiare i tecnici delle Agenzie Ambientali, che per tutto l'anno con una frequenza mensile e su circa 7000 punti dei 7500 km di coste italiane, fanno campionamenti e analisi, per dare ai suddetti quelle garanzie che la legge, ma anche il buon senso richiede, ossia che le acque sono o meno balneabili. Ma, crediamo, a fare la felicità dei giornali di mezza Europa e quella delle compagnie e società europee che hanno investito nelle spiagge di altri mari. [“Leggi tutto”]




“Intervista a Giovanni Agnesod
DG di ARPA Valle d'Aosta”

1) Alla luce delle attività svolte dall’Agenzia, quale ritiene sia la questione ambientale che necessita di un puntuale intervento normativo per rendere possibile un’efficace azione di controllo?

È oggi al centro dell’attenzione la tematica suolo, intersezione chiave tra matrici ambientali (aria, deposizioni, acque superficiali e sotterranee), vegetazione, fauna, impatti sulla salute umana diretti e attraverso la catena alimentare (agricoltura, frutticoltura, zootecnia...), rilevanza sociale connessa alla proprietà, interessi economici legati all’uso e allo sfruttamento, aspetti di rischio dovuti a fenomeni di destabilizzazione, ricettacolo di azioni illegali connesse alla sua capacità di occultare. Una matrice dalla rilevanza così variegata e complessa è oggi oggetto di diverse normative, che però non sempre si integrano o completano pienamente tra di loro, come necessario per garantire una piena protezione e una gestione efficace della risorsa.
[“Leggi tutto”] (g.p.)




“Il metodo CNS”

La notizia era importante. Finalmente il 12 luglio il Consiglio Federale aveva approvato la proposta del documento denominato “Catalogo Nazionale dei Servizi del SNPA” (Bozza – Ed5Rev3 – Luglio 2016). Questo ha giustificato ampiamente il rincorrersi e riprendersi di entusiastici messaggi di istituzioni e singoli operatori. In tutti si citava il Consiglio del Sistema nazionale di cui all’art. 13 della legge approvata il 15 giugno e, al momento in cui scriviamo, non ancora apparsa sulla Gazzetta Ufficiale nonostante sia stata controfirmata dal Presidente della Repubblica ormai da una ventina di giorni.
Anche AmbienteInforma, nel suo ottavo notiziario settimanale, ne ha dato notizia ai suoi 43.000 destinatari in un articolo titolato “Primo Consiglio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente” nel quale si dava conto della riunione alla presenza della sottosegretaria Degani e dell’on. De Rosa, uno dei firmatari della proposta di legge 68-110- 1945-B unitamente ai colleghi Realacci e Bratti. [“Leggi tutto”] (g.p.)




“Chi c’è dietro la Ragioneria Generale dello Stato?”

Nel pomeriggio di mercoledì 18 maggio si è chiuso in Senato il percorso del D.d.L. n. 1458. In modo inglorioso e assurdo. Il testo della Camera è stato approvato integralmente e a larga maggioranza con la sola astensione, tra le maggiori formazioni politiche, della Lega Nord e di Forza Italia. Nel pomeriggio del giorno precedente abbiamo scoperto dalla relatrice Manassero all’inizio della seduta che ai sedici articoli del provvedimento ne era stato aggiunto un altro “… l'articolo 17 reca una disposizione che è stato necessario inserire in sede referente, a seguito del parere della Commissione bilancio, che ha subordinato l'espressione dell'avviso favorevole a condizione che il disegno di legge recasse una clausola complessiva di invarianza finanziaria.” Per i rilievi della Ragioneria Generale dello Stato. Lo stesso organo che non aveva avuto nulla da ridire sul testo approvato a Montecitorio e che nessun segnale aveva inviato nei due anni di giacenza alla 13^ Commissione Ambiente del Senato.
Nelle dichiarazioni di voto i rappresentanti di tutti partiti e movimenti hanno sottolineato la disomogeneità delle prestazioni da parte delle Agenzie regionali e provinciali e puntato il dito e avanzato riserve sulla piena realizzabilità del Sistema a rete senza finanziamenti certi. Quelli che si sono astenuti hanno anche reiterato la necessità di modifiche puntuali sul testo per evitare un ruolo centralistico di ISPRA in un modello “piramidale” e rivendicare per i LEPTA le caratteristiche peculiari dei territori. [Leggi tutto] (g.p.)




“Rapporto nazionale sui pesticidi nelle acque 2013 e 2014.
Note a margine”

ISPRA ha presentato il Rapporto Nazionale sui pesticidi 2013-2014 (*) basato sui rilevamenti del monitoraggio sulle acque superficiali e sotterranee in Italia, operato dalle Agenzie regionale per la protezione dell'ambiente.
Il report è sicuramente ben fatto, sia pur con alcune carenze, diciamo, strutturali, che, sebbene non ne limitano la valenza complessiva, potrebbero condurre a valutazioni incongrue.
Il quadro complessivo che viene presentato non pare certamente confortante, con la compromissione di molti corpi idrici soprattutto superficiali, per l'ancora ampio utilizzo di varie categorie di quelli che vanno sotto il generico nome di “pesticidi”. In realtà si tratta di diverse categorie di prodotti chimici d'impiego agronomico contro diverse tipologie di infestanti (animali, piante etc), ed i cui residui e metaboliti vengono veicolati nelle acque di scorrimento.
Il problema è decisamente importante e non va sottovalutato, né sottaciuto. Il Rapporto lo evidenzia con estrema franchezza, come assai frequentemente fatto in quelli dedicati ad altre problematiche (aria, suolo, rifiuti, ambiente urbano), pubblicati da ISPRA e che testimoniano l'enorme e complesso lavoro di indagine che le Agenzie Ambientali svolgono, spesso nel silenzio e con assai scarsa considerazione da parte del grande pubblico e di quelle stesse associazioni ambientaliste che, quasi sempre, ne utilizzano i risultati (spesso anche con poco apprezzamento e valorizzazione) a fini promozionali o di denuncia. [Leggi tutto] (a.z.)




“Il coraggio di cambiare e la coerenza del sistema”

Leggiamo, con soddisfazione che la nuova legge sulle Agenzie Ambientali potrebbe essere in dirittura d'arrivo al Senato, dopo un faticoso, ma soddisfacente iter alla Camera. Questa notizia è di quelle buone, da segnare (speriamo) sul calendario, come quella, di qualche settimana fa, che la Regione Emilia-Romagna ha riformato la propria ARPA, ora ARPAE, con l'aggiunta di “Energia” all'acronimo, ma soprattutto con un profondo cambio di rotta istituzionale, con l'attribuzione alla nuova struttura delle competenze autorizzative in modo diretto. Abbiamo plaudito anche a questa seconda buona notizia, che innova profondamente il quadro amministrativo, con un coraggio nemmeno troppo affievolito dalla successiva delibera della Giunta Regionale, che imbriglia in qualche modo la nuova organizzazione.
Ci eravamo illusi che questa fosse una seconda primavera per le Agenzie e che il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) previsto dalla proposta di legge e corroborato da anni di attività di AssoARPA, l'associazione tra le Agenzie Regionali in pieno rilancio, potesse muoversi su un terreno ancora inesplorato di un rinnovamento esemplare per tutte le istanze tecnico-amministrative del Paese. [Leggi tutto] (a.z.)




“Intervista a Luca Marchesi Presidente di AssoArpa”

GP. È previsto che il D.d.L. n. 1458 vada in Aula al Senato questa settimana. Ritieni che l’iter possa essere rapido?
LM. In Commissione Ambiente al Senato, c’è stato il parere favorevole sia del Governo che del Relatore, il che fa presagire che in aula potrebbero essere respinti tutti gli emendamenti presentati. Per cui, le perplessità e le riserve, più o meno manifeste, avanzate da alcune parti, sono evidentemente state rimosse. Credo che, a questo punto, la situazione possa procedere positivamente e in tempi rapidi, senza necessità di tornare alla Camera dei Deputati, dove peraltro il D.d.L. era stato approvato senza voti contrari. La strada, facendo i debiti scongiuri, appare finalmente in discesa. [Leggi tutto] (g.p.)




“Ma sarà davvero la volta buona?”

Confessiamolo: ormai avevamo perso la speranza di vedere approvata la riforma del sistema della Agenzie Ambientali. Anzi, la sua istituzione. Erano infatti già due le legislature nelle quali la proposta di legge era stata incardinata alla Camera dei Deputati e che si era giunti, non certo con semplicità, ad avere, per ben due volte, un testo condiviso ampiamente da maggioranza ed opposizioni. Quello che c'era da dire, ancora qualche anno fa, era stato detto e sviscerato in tutte le sue sfaccettature. E UN.I.D.E.A. era stata ben presente nel segnalarne criticità e possibili soluzioni. L'approvazione alla Camera e la trasmissione al Senato, poi, aveva fatto tacere il dibattito, nella speranza che fosse la volta buona. Poi più niente per quasi due anni. Ora apprendiamo che è stato fissato il calendario del Senato, che ne prevede la discussione in aula a metà marzo e ci chiediamo, non senza un certo scetticismo, se sia davvero la volta buona. Chissà? [Leggi tutto] (a.z.)




“La nuova ARPAE: primi passi difficili?”

Con L.R. n.13 del 30 luglio 2015 la Regione Emlia­Romagna ha profondamente innovato l'assetto istituzionale in seguito all'abolizione delle Province. Come era evidente, uno dei passaggi più complessi non poteva che riguardare la ri­attribuzione delle competenze ambientali, già totalmente (o quasi) demandate alle scomparenti amministrazioni. Già abbiamo esultato alla innovazione introdotta, che attribuisce alla neonata Agenzia ARPAE l'autorità autorizzatoria, ricomponendo in capo al nuovo soggetto l'intero processo di “controllo ambientale” (latu sensu), ovverosia dal monitoraggio dell'ambiente, al controllo dei fattori di pressione ed ora anche al controllo preventivo, attraverso le varie autorizzazioni ambientali. Dunque un atto coraggioso da parte della Regione, che la pone senza alcun dubbio all'avanguardia nella definizione dei compiti delle Agenzie Ambientali italiane.
I problemi da affrontare, ne eravamo certi, non sarebbero stati né pochi e né semplici. Ci permettemmo anche di accennare ad alcuni suggerimenti organizzativi, che, nella nostra esperienza, potevano essere utili a sciogliere alcuni nodi, non ultimo quello della incompatibilità, crediamo più apparente che reale, tra organo autorizzatore e controllore. Ciò che ritenevamo e riteniamo da sottolineare è comunque la unitarietà della “lettura” dell'ambiente e del territorio, che ARPAE può offrire. [Leggi tutto] (a.z.)




“ARPAE: il coraggio di cambiare”

Con la “scomparsa” delle Province si è imposto un ripensamento della distribuzione delle competenze, che erano proprie di questo ente, in particolare per quanto attiene quelle “ambientali”, già attribuite da leggi nazionali o delegate dalle Regioni, soprattutto in quelle, come l'Emilia-Romagna, che si erano quasi totalmente spogliate di ogni potere autorizzatorio, demandandolo alle Province.
A chi dunque attribuire tale facoltà, finora gelosamente conservata ad un ente elettivo di primo livello? È pur vero che, diversamente dal passato, dopo la netta distinzione tra indirizzo politico e gestionale, gli atti erano attribuiti alla dirigenza, ma era comunque l'”ente” che ne garantiva la “copertura” amministrativa e, bene o male, ne manteneva in capo alla “politica” la responsabilità, sia pure indiretta, con tutte le implicazioni del caso.
Il percorso dell'atto era dunque, in linea di massima: richiesta di autorizzazione del privato → provincia → richiesta di parere ad ARPA ed altri enti tecnici → conferenza dei servizi → parere → rilascio autorizzazione.
Scomparendo l'”ente provincia”, il problema dell'attribuzione è immediato e assai rilevante. Le strade da percorrere, volendo mantenere la potestà in capo ad un ente elettivo sarebbero due: comune (singolo o associato o area metropolitana, nei casi previsti) o regione stessa. In entrambi tuttavia le implicazioni organizzative e procedurali non sarebbero di poco conto.
[Leggi tutto] (a.z.)




“Preferiamo i calci negli stinchi
agli ammiccamenti complici”

Con la “scomparsa” delle Province si è imposto un ripensamento della distribuzione delle competenze, che erano proprie di questo ente, in particolare per quanto attiene quelle “ambientali”, già attribuite da leggi nazionali o delegate dalle Regioni, soprattutto in quelle, come l'Emilia-Romagna, che si erano quasi totalmente spogliate di ogni potere autorizzatorio, demandandolo alle Province.
A chi dunque attribuire tale facoltà, finora gelosamente conservata ad un ente elettivo di primo livello? È pur vero che, diversamente dal passato, dopo la netta distinzione tra indirizzo politico e gestionale, gli atti erano attribuiti alla dirigenza, ma era comunque l'”ente” che ne garantiva la “copertura” amministrativa e, bene o male, ne manteneva in capo alla “politica” la responsabilità, sia pure indiretta, con tutte le implicazioni del caso.
Il percorso dell'atto era dunque, in linea di massima: richiesta di autorizzazione del privato → provincia → richiesta di parere ad ARPA ed altri enti tecnici → conferenza dei servizi → parere → rilascio autorizzazione.
Scomparendo l'”ente provincia”, il problema dell'attribuzione è immediato e assai rilevante. Le strade da percorrere, volendo mantenere la potestà in capo ad un ente elettivo sarebbero due: comune (singolo o associato o area metropolitana, nei casi previsti) o regione stessa. In entrambi tuttavia le implicazioni organizzative e procedurali non sarebbero di poco conto. [Leggi tutto] (a.z.)




“Preferiamo i calci negli stinchi
agli ammiccamenti complici”

Avremmo voluto occuparci di altri temi ma I nostri recenti interventi sulla inefficacia delle attività di comunicazione del SNPA nei confronti dei massmedia hanno suscitato molte reazioni. Avevamo citato le premesse-denuncia di un documento ufficiale del GdL Comunicazione e abbiamo assistito per i PM10 alla ennesima orgia di interventi da parte di "esperti di qualsiasi ora" che, recuperando rapidamente indagini e ricerche vecchie e ritrite, hanno discettato per giorni sui giornali e sulle televisioni. Nonostante qualche citazione e intervista di Agenzie locali, il Sistema non è stato in grado di presentarsi ai cittadini e alle amministrazioni per quello che è e che rappresenta. Nel caso specifico gestore affidabile di tutte le reti di rilevamento della qualità dell'aria, gestore in molte Agenzie di qualificate reti meteo e apprezzati sistemi di modellistica previsionale, in alcune presenza di strutture dedicate alla epidemiologia ambientale.
Tra i commenti, tutti ampiamente positivi con qualche riserva sulle difficoltà applicative, ne vogliamo citare uno per la qualifica e la struttura di provenienza dell'autore. Responsabile della comunicazione in una prestigiosa Agenzia regionale. Dopo averci accusato di "pressapochismo" e definito il nostro contributo un "calcio negli stinchi" al Sistema, il nostro afferma di essere "totalmente d'accordo sulla necessità di dare forma e anche struttura autonoma alla comunicazione del sistema." E aggiunge "Su ruolo, Statuto e mission di un sistema comunicativo del SNPA occorre una discussione molto franca. Finora tutti i tentativi hanno prodotto poco, molto poco: chiediamoci il perché." E` appunto quello che UN.I.D.E.A. sta facendo! E non da ora e non solo su questo tema strategico ma per ogni elemento o attività utili al rilancio e alla sempre maggiore credibilità operativa e alla visibilità del Sistema. (g.p.)




“Un'altra sberla alla comunicazione del Sistema agenziale”

C'era da aspettarselo. Quasi due mesi senza pioggia, scarsa ventilazione, temperature miti, inversione termica nei bassi strati hanno provocato alte e persistenti concentrazioni del PM10. Immediata corsa ai ripari da parte delle amministrazioni locali con i tradizionali provvedimenti spot. La situazione ideale da parte del Sistema delle Agenzie ambientali per un intervento puntuale per informare e chiarire la situazione. Invece il 18 dicembre sono bastate poche righe e una tabellina di Legambiente per riempire le pagine dei quotidiani online e i giorni successivi la carta stampata. ISPRA è intervenuta a ridosso con un comunicato - senza tabellina - ed è sta messa in ridicolo da alcune testate che, con sottile perfidia, hanno evidenziato che i dati erano relativi al primo semestre rispetto a quelli aggiornati dell'associazione ambientalista.
Che strano Paese questo nel quale quelli che monitorano l'ambiente producendo faticosamente dati affidabili sono meno noti e visibili di chi monitora i loro dati stilando classifiche sulle peggiori stazioni di ogni località. Criterio imbarazzante al pari dei prelievi delle acque di mare alla foce di fiumi o fossi dove la balneazione è vietata per legge. Qualcuno, proprio in nome dell'informazione, dovrebbe spiegare il concetto di rappresentatività dei dati, in particolare per la qualità dell'aria.
Insomma, ancora una volta il Sistema agenziale ha perso l'occasione. I 155 - compresi i 41 di ISPRA - addetti alla comunicazione del Sistema non sono stati in grado di svolgere uno dei loro compiti fondamentali e cioè informare i cittadini e valorizzare il lavoro dei diecimila operatori delle strutture.
E` una storia vecchia e diventata insopportabile. Verrebbe da pensare che il Sistema abbia deciso di appaltare ad altri questa quota significativa dell'informazione/comunicazione. Ora basta! Al Sistema manca la lobbying nei confronti dei mass media e il fiuto da giornalista. Diamoci da fare! (g.p.)




“Informazione e visibilità. Servono strumenti diversi”

L’ammiraglio Talluri, con i suoi 17 collaboratori – 2.5 su 100 operatori dell’Agenzia – dal ponte di comando della corazzata ARPATnews, lancia via e-mail a 84.000 destinatari tre notiziari giornalieri. Molte riguardano ovviamente le attività di ARPA Toscana ma tante altre informazioni di carattere generale sui temi ambientali e sulle iniziative delle strutture del SNPA.
E’ quanto emerge da un rapporto del settembre scorso nel quale vengono presentati i risultati di un questionario inviato dal GdL ad ISPRA e alle 21 sorelle. Trascurando ISPRA per il suo ruolo istituzionale particolare, il personale delle Agenzie, coinvolto nelle attività di comunicazione, assomma a 114 persone di cui 12 dirigenti. Ben otto Agenzie hanno una struttura dedicata esclusivamente a questa funzione.
Un numero certamente consistente che tuttavia non riesce a dare al Sistema la visibilità e l’immagine che merita. Lo dichiarano apertamente i relatori nella premessa del documento.
“La conoscenza delle Agenzie da parte dell’opinione pubblica è piuttosto limitata. Ancora più contenuta è la capacità di influire sulla "agenda" delle scelte politiche ed istituzionali in campo ambientale. Il fatto che la loro riforma sia in discussione in Parlamento da diverse legislature ne costituisce un esempio. Ancora minore è la visibilità delle agenzie come "Sistema Nazionale della Protezione Ambientale" (SNPA), che è una realtà quasi del tutto sconosciuta all’esterno del mondo delle agenzie. D’altra parte le agenzie operano in un contesto socio-politico sempre più complesso e difficile. Da una parte c’è sempre maggiore attenzione e sensibilità nei confronti dell’ambiente, ed ancor di più riguardo ai rischi per la salute delle persone derivanti dallo stato dell’ambiente e dalle fonti di pressione (industrie, impianti di gestione dei rifiuti, aree da bonificare, ecc.). Dall’altra pesa fortemente la "sfiducia" di base maturata in questi anni nei confronti di tutta la pubblica amministrazione e la tendenza ancor più accentuata alla crescente conflittualità sui temi ambientali. Le agenzie si devono frequentemente confrontare con le critiche dei cittadini, delle aziende, dei comitati, degli amministratori e dei politici, che sovente esprimono giudizi sul loro operato, che considerano non conforme alle loro aspettative.“
Non vogliamo discutere degli elementi negativi che avrebbero reso ancora più complicata l’opera di penetrazione tuttavia è necessaria a questo punto una riflessione di fondo. Si vuole veramente che il Sistema abbia visibilità sui mass media? Allora, ferme restando tutte le attività istituzionali di comunicazione/informazione, occorre creare una struttura parallela. Occorre un ufficio stampa con giornalisti professionisti in grado di accedere alle agenzie di stampa, alle redazioni dei quotidiani e dei TG e delle rubriche/trasmissioni “specializzate”.
Ora sono gli altri controllori a parlare e ad essere riconosciuti come protettori dell’ambiente. Fino a quanto non sarà creata una struttura permanente di informazione che intervenga immediatamente e autorevolmente nelle situazioni critiche e trovi canali di penetrazione permanenti nella stampa e nelle reti televisive, il Sistema dovrà assistere passivamente e senza lamentarsi agli show del NOE, della GdF, del CFS e di Legambiente. (g.p.)




“Aumentano le incertezze. E non solo delle misure”

La faccenda si complica. A quella analitica e di campionamento bisogna aggiungere l’incertezza del magistrato. Inquirente o giudicante. In primo grado, in appello e in cassazione. Questo ulteriore elemento, oltre alla rivendicazione del ruolo di peritus peritorum, è emerso dalla relazione, direi asimmetrica, del sostituto procuratore Basso nel Convegno organizzato il 30 novembre da ALA - Associazione dei Laboratori Accreditati - e dall’Istituto Superiore di Sanità con il patrocinio, tra gli altri, di ACCREDIA e di UN.I.D.E.A.
Il titolo dell’incontro - Incertezza di misura associata al risultato e limiti di legge: sua espressione, significato e valore nei confronti del cliente e delle PA – ha suscitato largo interesse nella partecipazione – oltre 120 presenze – e nella qualità del dibattito. Dopo sei anni dalla emanazione del MLG ISPRA 52/2009, largamente e colpevolmente disatteso dalle stesse strutture del SNPA alle quali era prevalentemente destinato, operatori pubblici e laboratori privati sono ancora in attesa di una sua formalizzazione che renda meno “soli” coloro che quotidianamente sottoscrivono rapporti di prova dai quali possono scaturire atti amministrativi e penali o liti commerciali. Nel frattempo organismi tecnici internazionali riaffermano l’obbligo di accompagnare il dato numerico con l’incertezza e con i criteri che hanno condotto al suo calcolo. [Leggi tutto] (g.p.)




“Nubi sul Sistema. Restaurazione, controriforma?”

Solo un mese fa abbiamo parlato di una sorta di Rinascimento del Sistema agenziale. Presi dall’entusiasmo di vedere l’impegno compatto nel rivendicare il ruolo tecnico esclusivo delle strutture nell’attività di conoscenza e controllo dell’ambiente. Parlavamo in particolare del nuovo strumento della prescrizione introdotto dalla L. 68/2015. Siamo costretti non a rivedere la nostra positiva valutazione del Sistema perché non vogliamo pensare neanche per un istante che al suo interno, o nelle sue strette vicinanze, ci sia qualcuno – singolo, organizzazione o istituzione - che remi contro.
Tuttavia alcuni recenti segnali ci inducono a essere meno ottimisti sulle prospettive. [Leggi tutto] (g.p.)




“Il paradosso delle prescrizioni”

La “Ecoreati” ha rilanciato prepotentemente il problema necessità/opportunità della presenza di personale delle Agenzie con la qualifica di UPG. La situazione attuale è del tutto disomogenea con il pericolo di difformità comportamentali che non gioverebbero alla credibilità del Sistema da parte dei cittadini e delle imprese. La posizione di UN.I.D.E.A., come è noto, è motivatamente contraria ma, anche all’interno dell’Associazione, i nuovi adempimenti previsti dall’Art. 318bis e seguenti della legge hanno riaperto la discussione. Restano fermi, tra gli altri, i rischi di “sceriffismo” per emulazione con tacche alla cinta, paletta e lampeggiante in macchina, perdita di controllo gerarchico e funzionale, oneri finanziari non giustificabili per attività continuativamente decise e prestate presso altre amministrazioni. In effetti si verificherebbe un paradosso. [Leggi tutto] (g.p.)




“Regione Emilia-Romagna:
una proposta decisamente innovativa per l’ARPA.”

A Bologna, nelle stanze di via Aldo Moro 52, circola un progetto di legge regionale di riordino complessivo delle istituzioni locali, a seguito della legge nazionale sulle Province e Città Metropolitane. Il testo in bozza del progetto: «Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni», che avrebbe dovuto restare riservato, è invece stato diffuso da una organizzazione sindacale che ne era venuta in possesso. Si tratta evidentemente di un materiale ancora non compiuto nella forma, sicuramente perfettibile e che presenta lacune in molti punti. È comunque interessante vedere come una Regione sta tentando di rivedere l’organizzazione delle strutture amministrative proprie e degli enti sotto-ordinati, con una serie di implicazioni non secondarie sulle strutture tecniche della Regione, delle Province, dei Comuni e delle Agenzie regionali e sulle relative funzioni. [Leggi tutto] (a.z.)




“L'incertezza. Valore aggiunto della misura.”

Dai LPIP del '34 ai PMP del '78 e alle Agenzie ambientali del '94 l'attività analitica delle strutture si è evoluta profondamente. E non solo, come è ovvio, dal punto di vista scientifico e tecnologico. Il suo spazio, inizialmente pressocché totale e poi prevalente, si è progressivamente ristretto per le nuove e sempre più impegnative funzioni e competenze attribuite alle strutture stesse. Certamente non per il ruolo. Anzi la conoscenza del territorio e, in particolare, il controllo di conformità alle norme hanno richiesto una sempre maggiore qualificazione del personale, una logistica e una dotazione strumentale in continuo upgrade. Nuovi elementi e una miriade di molecole organiche da determinare in matrici complesse e in concentrazioni fino a qualche decennio fa inimmaginabili. La necessità di disporre di dati affidabili e soprattutto confrontabili ha portato le strutture pubbliche, ma anche laboratori privati, alla partecipazione ai circuiti interlaboratorio, al controllo di qualità interno, all'impiego di materiali di riferimento certificati o validati, all'uso di reagenti con requisiti specifici fino al riconoscimento o accreditamento delle singole prove da parte di un ente terzo. E tali attenzioni devono riguardare le fasi di campionamento e di preparazione della prova in genere ma anche le acquisizioni dei dati in campo con stazioni fisse, mezzi mobili e in manuale. [Leggi tutto] (g.p.)




Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente

Il 4 marzo 2015 il Senato ha approvato con modifiche il testo di un disegno di legge, che unifica varie proposte e già approvato dalla Camera, sui reati ambientali. Varie sono le nuove fattispecie di reati o la riformulazione di altri, con un generale aggravamento delle pene e la previsione di alleggerimento in taluni casi, ad esempio per chi si ravvede “operosamente”, ossia intervenendo tempestivamente ad attenuare o eliminare gli effetti della propria azione, ed altro ancora. Non è nostra intenzione analizzare questo articolato inserto del Codice Penale, ci basti appena ripetere quanto già scritto, ossia che, a nostro parere, certe fattispecie di reato innovate (peraltro con dizioni assai vaghe e che sicuramente daranno adito a lunghi e complessi interventi giurisprudenziali) e le relative pene assai pesanti non costituiranno deterrente per chi fraudolentemente attenta all’ambiente; allo stesso modo in cui l’aggravamento di pena non ha mai limitato o ridotto i reati. Dispiace che il legislatore, nella sua ansia punitiva, non abbia ritenuto più efficace interessarsi di come si possano accertare i reati o, meglio ancora, prevenirli, attraverso una rivisitazione delle strutture preposte alla vigilanza ed alle procedure di prevenzione e di accertamento. Magari prendendo seriamente in considerazione il testo del D.d.L. sul SNPA, tranquillamente dormiente dopo l’approvazione alla Camera. Avremmo preferito e ancora preferiremmo che tale disegno di legge intervenisse a far chiarezza sul SNPA, dando finalmente corpo, dopo vent’anni, ad un rafforzamento tecnico ed amministrativo delle Agenzie Ambientali: definendo ruolo e compiti delle strutture regionali e provinciali, di AssoArpa, di ISPRA e dei loro rapporti, modalità di verifica delle attività (LEPTA), garanzia di finanziamento, stato giuridico del personale ed altro ancora, come più volte richiesto da UN.I.D.E.A., in una parola, infine, riconoscendone la centralità nella protezione dell’ambiente.
Ma è proprio su quest’ultimo aspetto che vorremmo soffermarci, esaminando il contenuto di alcuni articoli, che attengono la disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi. Per brevità cercheremo di condurre una lettura del testo, commentando i vari passaggi, non già sotto il profilo giuridico, che non ci appartiene, ma come farebbe un addetto alla vigilanza e controllo territoriale di una Agenzia. [Leggi tutto] (a.z.)




Temi programmatici e attività dell'Unione:
Consiglio direttivo del 21 marzo 2015

ORDINE DEL GIORNO
  1. Approvazione verbale precedente.
  2. Aggiornamento situazione iscritti.
  3. Bilancio 2014 e preventivo 2015.
  4. Definizione quota iscrizione per Agenzie e Società.
  5. Il SNPA: temi programmatici.
  6. Programma attività 2015: evento di presentazione del Position Paper, Formazione, convegno odori Modena.
  7. Comunicazione: Sito web e individuazione di nuovi strumenti, BEA.
Il Presidente                            
Ing. Alessandro D. Di Giosa 
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Corruzione e illegalità.

Con questa formula e una maggioranza più che ampia sono diventate legge norme che aggravano le pene per reati ambientali, istituendo anche nuovi profili. Bene, giusto, apprezzabile! E infatti un coro unanime di consenso si è levato dal versante ambientalista, da sempre favorevole al rigore nella materia. La coscienza nazionale è rassicurata e guarda fiduciosa al futuro. Adesso vedrete: basta siti contaminati; gran fervore di bonifiche a rimedio di un passato terribile; ravvedimenti e pentimenti a raffica sulla via di Damasco, o meglio, sul quella della terra dei fuochi ed oltre.
Avanti il prossimo. Magari fosse sempre così con le leggi approvate dal Parlamento!
Ma è proprio così? O ci dobbiamo preoccupare? A costo di essere l’unica voce fuori dal coro e maltrattati, noi crediamo di sì, anzi, ne siamo proprio convinti e questi osanna non fanno che confermarci nella nostra inveterata idea che a norme più severe non faccia riscontro una diminuzione dei reati. [Leggi tutto] (a.z.)




Corruzione e illegalità.

AssoArpa, in linea col suo attuale Statuto, macina iniziative di incontro e confronto per offrire alle 21 sorelle soluzioni dal punto di vista gestionale, amministrativo ed economico-finanziario. Auspichiamo che analoga solerzia porti ad un esame critico – e ad una sana attività lobbistica – per rivedere il testo del D.d.L. n. 1458, il cui impianto non innova ma sostanzialmente prende atto del quadro, dei rapporti di forza e delle debolezze dell’attuale Sistema agenziale. Ci auguriamo anche che AssoArpa si doti rapidamente degli strumenti statutari e funzionali, normativamente riconosciuti, per affrontare anche gli aspetti tecnici e operativi delle strutture.
Ci sembra che questo percorso sia ineluttabile. Dai rumor della Conferenza nazionale di Roma alle aperte prese di posizione del Congresso UN.I.D.E.A. di Rimini, ai due Seminari di Perugia fino al recente incontro di Trieste di gennaio con gli intermezzi delle interviste di del valdostano Giovanni Agnesod e, in particolare, quella del neofriulano Luca Marchesi apparse su ARPATnews.
Il confronto di Trieste sull’applicazione della L. n. 190/2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e della illegalità nella pubblica amministrazione” ci sembra emblematico di questa chiara volontà di dimostrare, anche all’esterno, la “cultura” del Sistema per tanti anni soffocata dal burocratico dire e non dire. Le relazioni di ARPA Lombardia, ARPA Emilia-Romagna e ARPA Umbria che possiamo leggere grazie alla puntuale Newsletter di ARPA Toscana, ne sono una prova significativa. Tema delicato ed endemico in un Paese come l’Italia e che deve avere regole chiare e trasparenti nel Sistema agenziale per il suo ruolo nel controllo tecnico-amministrativo del territorio che - ci auguriamo - sempre più esclusivo ed efficace rispetto alla confusione, alle sovrapposizioni degli interventi e allo spreco di risorse provocati dalla presenza di tanti organismi senza un ruolo specifico. Alla faccia della razionalizzazione e della spending review!
UN.I.D.E.A. segue con molta attenzione e solidarietà l’attività di AssoArpa e, dopo la stesura definitiva del Documento Programmatico, metterà a sua disposizione le proposte, a partire dagli interventi sul D.d.L. n. 1458. (g.p.)




Parole in libertà.
Il Sistema agenziale ha bisogno di contributi diversi

UN.I.D.E.A., vista la perdurante situazione di stallo del Sistema agenziale, ha creduto utile predisporre un documento che individua alcuni temi ritenuti prioritari e ha aperto una discussione, inserito nel sito e inviato agli operatori delle strutture e agli stakeholder istituzionali e privati al fine di supportare il processo di crescita di un sistema credibile e riconoscibile anche alla luce del discusso D.d.L. n. 1458 giacente in Senato.
Abbiamo ricevute varie osservazioni che stiamo esaminando per aggiornare il documento e stiamo ipotizzando un’iniziativa pubblica di confronto.
Tra quelle pervenute ne abbiamo ricevute alcune ispirate da un sindacato monoprofessionale della dirigenza sanitaria che, preoccupato della sorte lavorativa dei propri iscritti, chiede spiegazioni del seguente passaggio del Position Paper:
Il rapporto tra la protezione dell’ambiente ed il mondo della Sanità andrebbe ulteriormente delineato con l’abbandono da parte delle Agenzie del contratto della sanità per i propri operatori...Leggi tutto] (g.p.)




Che fare dei dati ambientali


Sull’ultimo numero di Micron, la rivista di ARPA Umbria, è apparso un interessante articolo sulla diffusione dei dati ambientali, mentre ARPATnews segnala un’analoga iniziativa di ARPA Piemonte.
Il tema è da molti anni, ovvero dalla nascita delle Agenzie, dibattuto, ma forse ancora non in modo sufficientemente approfondito e soprattutto condiviso a livello di tutto il SNPA. Non a caso per molto tempo è stata materia controversa la decisione se affidare i Sistemi Informativi Ambientali alle Agenzie da parte delle Regioni, gelose della titolarità della funzione, per evidenti ragioni di gestione delle informazioni e quindi del rapporto col pubblico. Siamo sempre stati ovviamente favorevoli a che i dati, una volta validati dal produttore (ARPA), fossero resi disponibili senza alcuna limitazione ai cittadini. È questione di trasparenza, di credibilità e, in definitiva, di democrazia. [Leggi tutto] (a.z.)




Salviamo lo sciurus vulgaris.
Ma anche le Agenzie ambientali.

Perugia in due giorni successivi - l'11 e il 12 dicembre - ha ospitato due eventi. Il primo, un seminario organizzato da ARPA Umbria e AssoArpa su " Approccio al risk management nella determinazione dei tempi e dei costi delle prestazioni agenziali", il secondo una conferenza stampa organizzata da U-SAVEREDS per presentare il progetto finanziato dal Programma LIFE + dell'UE per la salvaguardia dello scoiattolo rosso. Sulla home del sito dell'ISPRA - tra le notizie e gli eventi - campeggia la notizia "Salva il rosso" e non c'è una riga che dia notizia della discussione sugli impegni che le 21 Agenzie hanno rispetto alla legge sulla trasparenza e nei confronti dei cittadini e delle amministrazioni per poter legittimamente richiedere risorse dimostrando efficienza, efficacia e qualità delle prestazioni, da tutti condivisa e applicata.
L'iniziativa di ARPA Umbria, per l'azione meritoria di Giancarlo Marchetti, fa seguito al workshop di giugno "Dal catalogo dei servizi alla definizione dei Lepta nel sistema nazionale di protezione ambientale: esperienze a confronto per un percorso condiviso di sviluppo" ed è stato un successo con quasi cento partecipanti tra cui cinque direttori generali e rappresentanti di quindici Agenzie. Sulla qualità delle relazioni e gli approfondimenti nel corso della Tavola Rotonda non possiamo che esprimere un giudizio largamente positivo e lasciamo ai lettori la opportunità di verifica (qui video e slide degli interventi). Per parte nostra abbiamo già acquisito la disponibilità dei relatori a trasformare le loro presentazioni in articoli che pubblicheremo sul BEA 1/2015 insieme alle sintesi degli interventi nella densa Tavola rotonda.
Ci interessa invece notare tra le parole espresse e quelle alluse un'atmosfera "nuova", una volontà di chiarimento, di impegno e di sussidiarietà analoga a quella che si respirava a cavallo del 2000. Per i temi specifici trattati e per la soluzione dei gravi problemi che non riescono a far decollare e riconoscere le attività delle strutture, si è citato poco il Sistema ( ISPRA + 21) e più spesso del ruolo di ricerca dell'Istituto e di quello operativo delle Agenzie. Poco del Consiglio Federale e molto di AssoArpa che, a detta del suo vicepresidente, ha avuto recentemente il riconoscimento formale del MATTM.
Crediamo che per il Sistema delle 21 Agenzie sia arrivato il momento di una profonda riflessione sulle cose da fare e decidere rapidamente quale organismo realmente rappresentativo debba portarle avanti. A cominciare dalla stesura del D.d.L. n. 1458 in discussione al Senato per il quale occorre un interlocutore forte che sia in grado di svolgere un'attività lobbistica efficace e, nello stesso tempo, un'azione permanente sui mezzi di informazione. (g.p.)




Geologia, idrogeologia e LEPTA


Riportiamo uno degli interventi pervenutici in merito al documento programmatico di UN.I.D.E.A., "Il SNPA. Cosa fare per non sparire", redatto dal Dr. Sergio Nardò (Arpa Campania) e la risposta del past President Adriano Zavatti:

Egregio Presidente,
Oggetto: inclusione del monitoraggio e della conoscenza geologica nei livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (LEPTA) delle ARPA/APPA. UN.I.D.E.A. propone un documento di discussione sulla legge di riforma delle Agenzie ambientali in discussione al Senato.
Con la presente, lo scrivente dott. Sergio Nardò, geologo, dipendente di ARPA Campania), propone di includere le attività di monitoraggio geologico e la conoscenza geologica dei territori nei livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (LEPTA) delle ARPA/APPA.
[Leggi tutto] (g.p.)




Spending review or killing review?


È di questi giorni la notizia di prossimi tagli di personale in ARPA Toscana. In un comunicato CGIL, CISL e UIL, con qualche venatura classista, ironizzano anche sui troppi dirigenti rispetto al restante personale, identificato come “impiegati”, dimenticando che la maggior parte, inserita nel comparto, è composta da fior di tecnici tra i quali laureati in biologia, chimica, fisica, geologia e ingegneria e che non guadagna certo gli stipendi citati appannaggio dei dirigenti. Segnalazioni di “sfoltimenti”, prepensionamenti e mancati turnover ci arrivano da altre strutture del Sistema agenziale. [Leggi tutto] (a.z./g.p.)




Alluvioni, dissesti e disastri vari.


Giuro che non interverremo più sul tema (o almeno fino alla prossima tragedia). Chiedemmo a gran voce un Piano Poliennale Straordinario di sistemazione idrogeologica del paese. Ci sgolammo a ricordare che decenni di incuria, mal governo del territorio, mancata manutenzione, accondiscendenza verso i piccoli interessi di bottega e di chi voleva (poveretto) lucrare su misere proprietà, ricattando e corrompendo intere generazioni di amministratori locali per rendere fabbricabile ciò che mai avrebbe dovuto esserlo.
Siamo all’ennesimo disastro annunciato, minacciato, inevitabile, che eventi meteorici estremi, che ormai non sono più estremi, ma ricorrenti data la frequenza, ci assicurano. In un territorio già ben oltre il limite della sopportabilità, andranno riveduti i criteri di sicurezza, i tempi di ritorno statistico degli eventi, oltre al calcolo delle piene, basandosi su quello che il territorio è e non su quello che era.
Che cosa dovremmo dire di più? Ascoltare la disperazione e la rabbia di chi ha perso tutto? Prendercela con il sindaco, l’assessore, il ministro in carica? Oppure rimboccarci le maniche e pretendere non quella giustizia giudiziaria (sommaria ed eternamente in ritardo) che accontenta e placa al più le folle inferocite, ma quella che riconduce al razionale dei numeri, alla forza delle competenze, alle scelte dure e severe a favore della collettività e non dei singoli.
Basta pianti. Basta lamenti. Basta facili populismi d’accatto. Ritorni la saggezza. E non piangeremo più morti e distruzioni. E risparmieremo anche molti, molti, molti soldi, spendendo ora in prevenzione un decimo di ciò che spenderemmo comunque domani in ripristino. (a.z.)




Ancora una volta


Avevo dato appuntamento agli appassionati alla prossima puntata della telenovela: “Lo sfascio idrogeologico: un dramma italiano”, una tragica farsa seriale con un numero di eventi infinito. Ed eccola di nuovo: a Genova, in Maremma, giù giù per lo stivale. Non sto a ripetere il già detto, né a strapparmi i capelli come fa chi sembra voler parlare di questo dramma, non per risolverlo una volta per tutte, ma lucrando di volta in volta sull’immancabile ritorno. Nietzsche aveva dunque ragione nel teorizzare il mito dell’Eterno Ritorno? L’Italia delle alluvioni, frane, terremoti, contaminazioni, etc. etc.; dell’insipienza, dell’ignoranza, dell’ingordigia, del non senso civico, del malaffare, etc., etc., né è dimostrazione palese! [Leggi tutto] (a.z.)




PROGRAMMA TRIENNALE 2014-2016
DEL SISTEMA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE.
Un contributo alla sua realizzazione.


Una valutazione del 2° Programma Triennale non può che partire dalla visione retrospettiva dei risultati del 1°. Se questi sono assolutamente positivi, sia dal punto di vista dell’impostazione metodologica, sia dei prodotti del lavoro di centinaia di operatori, è da valutare la debolezza sia della diffusione degli stessi, sia il recepimento da parte dei committenti istituzionali del Sistema agenziale. Il totale disinteresse per la produzione tecnico-normativa del SNPA da parte del MATTM, e, aggiungiamo, da parte anche delle Regioni, è sconcertante. [Leggi tutto] (a.z.)




I misteri del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente


Abbiamo dato notizia nelle News dell'approvazione del Piano triennale 2014-2016 da parte del Consiglio Federale nella seduta del 30 giugno. Dopo la meritoria informazione di ARPA Toscana abbiamo proseguito la ricerca del testo o di altre citazioni sui siti del MATTM, di ISPRA o delle altre Agenzie. Sarà stato il periodo feriale o la nostra distrazione ma non abbiamo trovato nulla. Eppure si tratta di un documento fondamentale che coinvolgerà l'attività di migliaia di operatori e dovrebbe quantomeno giustificare alle Autorità centrali, regionali e locali, nonché ai cittadini e alle imprese, i bilanci delle 22 strutture. Sembra che il Sistema, o almeno i suoi organi decisionali, abbiano una sorta di idiosincrasia a diffondere informazioni sui Piani triennali visto che anche i risultati del primo, relativo agli anni 2010-2012, non hanno trovato spazio sui siti istituzionali - sempre per nostra distrazione - o in iniziative come conferenze stampa o altri eventi pubblici tranne in una Sessione del XXXIV Congresso nazionale UN.I.D.E.A. di maggio a Rimini.
Abbiamo provato ad andare alla fonte e, come semplici cittadini, anche se qualificati come rappresentanti di un'Associazione che da 65 anni - fin dai Laboratori provinciali di igiene e profilassi - si occupa di questi temi, ha contribuito non poco all'elaborazione della L. n. 61/94 e ha organizzato numerosi eventi insieme o con il patrocinio di ANPA, APAT e ISPRA e di numerose Agenzie regionali. Pertanto il 4 agosto abbiamo inoltrato alla direzione generale di ISPRA una richiesta formale per l'acquisizione del Documento formalmente approvato dal CF con una e-mail che riportiamo di seguito.

"Egregio direttore,
attraverso un ampio servizio apparso sul sito di ARPA Toscana, sono venuto a conoscenza dell'approvazione in data 30 giugno del documento in oggetto da parte del Consiglio Federale. Le sarei grato se volesse farmi pervenire il testo integrale - o indicarmi il link per raggiungerlo - in modo da poterlo inserire nel sito www.unideaweb.it e pubblicarlo sul Bollettino degli Esperti Ambientali (BEA), organo ufficiale dell'Associazione.
Approfitto dell'occasione per inviarle il file del fascicolo in corso di spedizione che riporta alcuni articoli ex interventi al XXXIV Congresso nazionale UN.I.D.E.A. di maggio a Rimini e l'Editoriale nel quale ho ripreso alcune sue considerazioni al workshop di Perugia del 4 giugno.
Nel ringraziarla per l'attenzione colgo l'occasione per inviarle distinti saluti.
Gianfranco Pallotti"

Responsabile comunicazione UN.I.D.E.A.
via Botticelli, 5/E - 00058 Santa Marinella
tel 0766 510213
cell 331 6270290

Il primo settembre abbiamo reiterato la richiesta fino ad oggi senza risposta. Quale che sia la motivazione del silenzio, vorremmo conoscerla. Aspettiamo ringraziando anticipatamente per la collaborazione.
(g.p.)




La lettera del nuovo Presidente UNIDEA
Alessandro Di Giosa


"Cari soci e cari lettori,
è con il grande rispetto che si deve ad una Associazione la cui storia è iniziata nel 1949, e con gratitudine per la fiducia accordata, che mi appresto a ricoprire nel prossimo triennio la carica di presidente.
Ringrazio il past president Adriano Zavatti ed il precedente Consiglio direttivo per il lavoro svolto: assumere il peso delle responsabilità che l’incarico richiede, dopo gli ultimi anni di vita associativa guidati da Adriano con la competenza, la generosità e l’autorevolezza che lo contraddistinguono, costituisce per me un grande onore ed incoraggiamento.
Al tempo stesso non posso negare di sentire una grande responsabilità nel proseguire un percorso così lungo in un momento di grande difficoltà generale che, inevitabilmente, investe anche i settori in cui l’associazione è sempre stata impegnata."
[Leggi tutto].




XXXIV Congresso Nazionale UNIDEA
Rimini 08-09 maggio 2014

Relazione introduttiva del Presidente Adriano Zavatti


"Ringrazio tutti gli illustri ospiti, i presidenti, i coordinatori e i relatori che hanno reso possibile l’articolazione della Tavola Rotonda e delle Sessioni tematiche del nostro Congresso, accettando di partecipare e discutere con noi argomenti di assoluto rilievo nazionale ed internazionale. A loro ed a tutti i convenuti, a nome del Consiglio Direttivo di UNIDEA e mio personale, il benvenuto a Rimini per questi due giorni di lavoro." [Leggi tutto].




Terra dei fuochi.
Occorre approfondire
ma finalmente il metodo è giusto.


Dalla presentazione dei primi risultati delle “Indicazioni per lo svolgimento delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura di cui art. 1, comma 1 D.L. 10.12.2013 n. 136”, il governo ha rispettato il primo mandato temporale del decreto, convertito in legge, sulla “terra dei fuochi”, fornendo una dettagliata mappatura e una classificazione iniziale dei siti contaminati. È un primo piccolo passo, che crediamo ottenga diversi risultati positivi. [Leggi tutto] (a.z.)




Conversione in legge del Decreto ILVA-Terra dei fuochi

Il commento del Presidente dell'UNIDEA:
"Già sulla prima stesura, approvata dal Consiglio dei Ministri, esprimemmo il nostro apprezzamento per l’efficacia, che presentava già molti aspetti assolutamente rilevanti e innovativi. Suggerimmo anche alcune integrazioni migliorative (vedi il recente intervento sulla “Home”) che vediamo ora in gran parte recepite tra le modifiche introdotte dalla Camera. Non possiamo che rallegrarcene. Il testo approvato è assai articolato e complesso e meriterebbe una lettura ed una analisi puntuali, che rimandiamo ad altra sede. Ci limitiamo a sottolineare solamente pochi e significativi aspetti, molti dei quali tra quelli da noi proposti e sostenuti. [Leggi tutto]" (a.z.)




Sintesi del verbale del Consiglio direttivo dell’UN.I.D.E.A.
Bologna, 23/11/2013

Il giorno 23/11/2013 a Bologna si è riunito il Consiglio direttivo dell’UN.I.D.E.A. per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
- approvazione verbale del precedente Consiglio;
- bilancio consuntivo 2012;
- bilancio preventivo 2014;
- congresso triennale 2014;
- nuovo CD;
- BEA – Sito Web;
- rapporti con associazioni scientifiche;
- ruolo dell’associazione nell’educazione continua alla luce dei nuovi regolamenti
  degli ordini professionali.
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CAIVANO e non solo
Ci si mette anche la marina statunitense

Sono quasi le 2 di un lunedì pomeriggio autunnale così, come tanti. Ho finito di pranzare e, come sempre, in preda ad una leggera sonnolenza ascolto le piacevolezze sul TG de La7: brutte notizie, come al solito e ci sono ormai abituato. Ma mi risveglio quando la voce fuori campo lancia un servizio su un sequestro di terreni agricoli a Caivano nel napoletano. Notizia ghiotta, trattandosi della famigerata “terra dei fuochi”. Mi aspetto clamorose rivelazioni su rifiuti sotterrati, ma rimango sconcertato (e mi sveglio del tutto) quando sento che i terreni sequestrati, coltivati ad ortaggi c’entrano solo perché, sotto, c’è una falda contaminata. La spiegazione che ne dà un Maggiore di bell’aspetto della Guardia Forestale è che là sotto ci sono: “metalli pesanti, tra cui: solfati, manganese, arsenico ... oltre a cloroformio”. Da vecchio chimico resto letteralmente di sasso: la chimica ha fatto passi da gigante da quando mi sono laureato! Ora anche i solfati sono metalli pesanti!
[Leggi tutto]
Lettera di un socio




Riflessioni sul sistema SISTRI

Alla cortese attenzione della 13^ Commissione permanente del Senato “Territorio, ambiente, beni ambientali”

Oggetto: riflessioni sul sistema SISTRI.
Non potendo partecipare all’audizione di Codesta Commissione sul sistema SISTRI, attualmente in discussione, ci permettiamo far pervenire alcune riflessioni in merito, sperando che esse possano essere di ausilio, essendo basate su una esperienza maturata dall’Unione Italiana degli Esperti Ambientali (UN.I.D.E.A.) in oltre 60 anni di attività nel campo dello studio, protezione e prevenzione dell’ambiente e della salute. [...] Il Presidente Adriano Zavatti
[Leggi tutto]




Idrogeologia & Ambiente: percorsi e obiettivi comuni

UN.I.D.E.A. avvia, con l’intervento che segue e un articolo su questo fascicolo, una collaborazione con altre Associazioni scientifiche di grande spessore nazionale ed internazionale, come quella presieduta dal prof. Marco Petitta, nella convinzione che, per realizzare a pieno la più ampia interdisciplinarità nell'approccio allo studio ed alla soluzione dei problemi ambientali e territoriali, sia indispensabile una intensa sinergia con tutte le professionalità e le esperienze che possono contribuire ad una migliore e più approfondita conoscenza dei complessi fenomeni che ne regolano lo stato e l'evoluzione. Ringraziamo perciò i Colleghi che hanno deciso di intervenire sul nostro BEA, arricchendone i contenuti e garantendo la massima diffusione ad approfondimenti specialistici. (Adriano Zavatti)
[Leggi tutto]




Autorizzazione Unica Ambientale. Un primo passo

Da tre mesi giacciono in Parlamento due proposte di legge presentati dai soliti benemeriti onn. Bratti (C. 110) e Realacci (C. 68) del PD che hanno ripresentato con alcuni non significativi aggiornamenti i vecchi testi rispettivamente del 2010 e del 2008. Questa volta i due parlamentari hanno coinvolto altri 54 loro colleghi di partito. In coda alla precedente legislatura i due testi erano stati unificati e avevano avuto il via libera dalla VIII e da altre Commissioni della Camera. Non conosciamo le tecnicalità regolamentari e politiche del Parlamento ma non capiamo il perché di due proposte invece di quella unificata. Fra l’altro Bratti e Realacci figurano firmatari di entrambe le proposte. A turno, al primo e al secondo posto. Forse si sarebbe potuto evitare l’indispensabile passaggio di unificazione dei testi. In ogni caso ad oggi, a nostra conoscenza, le due proposte non sono state assegnate ancora alla VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, attualmente impegnata insieme alla X Attività produttive, in serrate audizioni per la conversione del D.L. ILVA.
[Leggi tutto] (g.p.)




Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali.
Non possiamo perdere un’altra occasione

Da tre mesi giacciono in Parlamento due proposte di legge presentati dai soliti benemeriti onn. Bratti (C. 110) e Realacci (C. 68) del PD che hanno ripresentato con alcuni non significativi aggiornamenti i vecchi testi rispettivamente del 2010 e del 2008. Questa volta i due parlamentari hanno coinvolto altri 54 loro colleghi di partito. In coda alla precedente legislatura i due testi erano stati unificati e avevano avuto il via libera dalla VIII e da altre Commissioni della Camera. Non conosciamo le tecnicalità regolamentari e politiche del Parlamento ma non capiamo il perché di due proposte invece di quella unificata. Fra l’altro Bratti e Realacci figurano firmatari di entrambe le proposte. A turno, al primo e al secondo posto. Forse si sarebbe potuto evitare l’indispensabile passaggio di unificazione dei testi. In ogni caso ad oggi, a nostra conoscenza, le due proposte non sono state assegnate ancora alla VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, attualmente impegnata insieme alla X Attività produttive, in serrate audizioni per la conversione del D.L. ILVA.
[Leggi tutto] (g.p.)




Un buon anno ambientale

L'ultimo anno, con la complicità dei trenta dissennati precedenti, ci sta lasciando a livello generale un'eredità pesante di recessione, di sempre maggiore iniquità sociale, di preoccupante disoccupazione femminile e giovanile e di deficienza nello sviluppo. Per quanto riguarda l'ambiente - non l'ambientalismo - ricordiamo due soli elementi sui quali riflettere e valutare anche da parte delle forze politiche che prevarranno nelle prossime elezioni e che, speriamo, gestiranno l'esecutivo per l'intera legislatura. Di fronte alla nuova stesura del decreto legge che autorizza l'ILVA a commercializzare la produzione giacente nell'impianto di Taranto, è già in preparazione un secondo ricorso della Procura alla Consulta per conflitto di attribuzione tra poteri e ordini della Stato. Al di là della disputa giuridico-istituzionale, è evidente l'emblematicità del problema sviluppo indispensabile secondo tutti i partiti e i movimenti in campo. Crediamo che in questo caso debbano essere tenuti in conto tutti i comma dell'art. 41 della nostra Costituzione, evitando da una parte il liberismo senza regole - autorizzazioni e controlli - e dall'altra il nimbismo da condominio. Per la seconda volta, anche con questa legislatura è decaduta la pdl di riordino del Sistema agenziale, ripresa dagli onorevoli Bratti e Realacci e condivisa da tutti i membri della Commissione Ambiente e con parere favorevole delle altre Commissioni della Camera. Chiediamo al nuovo Parlamento di riprendere rapidamente il testo, anche con i nostri emendamenti accolti da molti rappresentanti delle Agenzie Ambientali nel corso del workshop di settembre organizzato a Roma da UN.I.D.E.A. Ai membri del Consiglio Federale, con ISPRA in testa, e al MATTM chiediamo di avviare il Sistema in quella direzione con comportamenti coerenti e atti amministrativi cogenti. Tale operazione deve essere condotta apertamente, a livello nazionale e locale, coinvolgendo tutti gli attori in campo consentendo di superare inutili e dannosi steccati. Il confronto tecnico-amministrativo tra gli operatori, nel rispetto reciproco dei ruoli, condurrebbe finalmente all'acquisizione e all'applicazione del principio, fortemente auspicato a livello comunitario, secondo il quale: "La conservazione dell'ambiente è assicurata congiuntamente dalla pubblica amministrazione e dalle imprese". (g.p.)



Impegni istituzionali dell'UN.I.D.E.A.


Il 16 giugno a Bologna si riunirà il Consiglio Direttivo dell'Associazione per discutere il seguente O.d.G.:
  1. approvazione verbale del precedente Consiglio Direttivo;
  2. esame bilancio consuntivo ai sensi dell'Art. 7 dello Statuto;
  3. organizzazione seminario su siti contaminati, incertezza delle misure e nuova legge di riforma del Sistema nazionale;
  4. subentro membro del Collegio dei Revisori dei Conti ai sensi degli Artt. 10 e 11 dello Statuto;
  5. BEA e sito web;
  6. incarichi ai membri del Consiglio Direttivo;
  7. varie ed eventuali.
A seguire nella stessa giornata è stata convocata l'Assemblea ordinaria dei soci per l'approvazione del bilancio consuntivo ai sensi dell'Art. 6 dello Statuto.




Investimenti per lo sviluppo

Presentiamo di seguito un intervento del presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti sul Nimby, proponendoci in futuro di affrontare complessivamente il tema e individuare il ruolo positivo del Sistema nazionale. (g.p.)

Leggi il documento Nimby in pdf.




Riprende alla Camera la discussione sul riordino del Sistema nazionale. L'UN.I.D.E.A. chiede di essere audita.


On. Angelo Alessandri
Presidente VIII Commissione
Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
Camera dei Deputati
ROMA

Oggetto: richiesta audizione.

On. Presidente,
apprendiamo con piacere che la Commissione da Lei presieduta ha avviato – relatore l’On. Tortoli - la discussione delle proposte di legge abbinate 55/2008 e 3271/2010 che prevedono la revisione del Sistema delle Agenzie ambientali.
La scrivente associazione rappresenta, da oltre sessanta anni, il personale laureato delle strutture confluenti e ora delle Agenzie, e da decenni è attiva, attraverso il suo organo ufficiale il Bollettino degli Esperti Ambientali e il sito www.unideaweb.it, nel sostenere la creazione di strutture idonee a garantire un adeguato e omogeneo monitoraggio, la conoscenza ed il controllo dell’ambiente sotto il profilo tecnico-scientifico, organizzativo e operativo.
Nella convinzione che essa possa contribuire con proprie idee e suggerimenti al miglior esito del processo legislativo in corso, rispettosamente chiede di avere l’opportunità di esporle in audizione, così come indicato nell’ambito delle conclusioni della riunione di codesta Commissione in data 31 gennaio 2012.
Restiamo in attesa di cortese riscontro.
Distinti saluti
Modena, 5 marzo 2012
Il Presidente
Dott. Adriano Zavatti


Scarica la nota del Presidente Zavatti in formato pdf



A margine del D.P.R. 227/2011 e uno sguardo al D.L. 5/2012: un buon progetto da portare a compimento.


Dopo aver pubblicato alcuni articoli del D.L. 5/2012, così detto “Semplificazioni”, riportiamo nella Sezione “Normativa - Nazionale” il testo integrale del D.P.R. 227/2011 entrato in vigore il 18 febbraio.
Lo sforzo di riordinare o almeno dare avvio ad un percorso di razionalizzazione di procedure che si sono affastellate, complicandosi, in decenni di interventi normativi non sempre coerenti ed anzi più spesso contraddittori, è opera di per sé meritoria. Leggi tutto



Il Presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti
scrive al Presidente del Consiglio Mario Monti

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare



Ricordo di un Presidente


Abbiamo saputo della sua scomparsa a ridosso delle festività poco prima che potesse festeggiare il suo 84° compleanno con il 2012.
Giuseppe Zingrillo era nato, infatti, il primo gennaio del 1928 a Trinitapoli ed era rimasto sempre vicino, anche caratterialmente per la schiettezza e lievità sorniona dietro la quale nascondeva una non comune determinazione, alla sua Puglia.
Direttore per molti anni dell'allora Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi di Foggia - quelle strutture sono state il germe e il substrato delle attuali Agenzie regionali ambientali - si era dedicato all'impegno politico prima nell'Amministrazione provinciale di Foggia e successivamente nella Regione Puglia come Assessore all'Agricoltura, ai Trasporti, alla Formazione Professionale e, infine, alla Sanità che rappresentava l'obiettivo della sua vita professionale e politica.
Era molto attivo anche in quella che allora si chiamava Unione Italiana Chimici Igienisti dei Laboratori Provinciali in attesa della istituzione del SSN del 1978 tanto da diventarne presidente dal 1974 al 1977. L'ho conosciuto - padrone di casa e ospite impareggiabile - in occasione del fastoso XVI Congresso Nazionale di Pugnochiuso del 1976 che coincise con il mio ingresso nel Consiglio Direttivo dell'Associazione a seguito di quella che per alcuni anni fu ricordata come la "rivolta degli assistenti" contro lo strapotere dei "direttori". Altri tempi! Complicati come quelli di oggi.
Il presidente Zavatti, i membri del Consiglio Direttivo e tutti i soci di UN.I.D.E.A. porgono le più sentite condoglianze alla moglie e ai tre figli. (g.p.)