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In questa sezione si trovano notizie concernenti il mondo ambientale e le sue connessioni con il Sistema nazionale.

Le notizie sono tratte dal BEA, da quotidiani, periodici e altri mezzi di informazione; possono essere anche fornite da singoli o associazioni all'indirizzo del responsabile editoriale g.pallotti@unideaweb.it.

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Agenzie e università

ARPA Emilia-Romagna, in collaborazione con l'Università di Bologna, organizza un Master biennale di Primo Livello in "Management del controllo ambientale" diretto dal prof. Stefano Tibaldi, direttore generale dell'agenzia. Vedi per le prime informazioni la locandina alla pagina "Formazione - Corsi". (g.p.)




Ambiente, salute e benessere: un approccio sistemico

L'ambiente naturale può migliorare la nostra salute e la qualità della vita, mentre l'inquinamento ambientale ha costi significativi. Purtroppo, tali legami tra ambiente, salute e benessere sono spesso ignorati dalla scienza e dalla politica. Un nuovo rapporto mette in luce l'importanza di adottare una visione più sistemica e più ampia. Vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)




LEPTA, costi standard e finanziamenti

Questi sono i temi trattati dal workshop organizzato a Perugia il 4 giugno da AssoArpa, ISPRA e ARPA Umbria. Un evento che rappresenta la prosecuzione della XII^ Conferenza di Roma e del XXXIV Congresso nazionale UN.I.D.E.A. di Rimini e nel quale è stato l'impegno di arrivare in tempi accettabili alla definizione dei LEPTA. Tutti gli interventi sono visibili al link www.arpa.umbria.it/articoli/leptavideo e, quindi lasciamo ai nostri lettori la possibilità di approfondimenti. Ci piace citare alcuni passi della relazione del DG di ISPRA Laporta che ha ribadito la obbligatorietà di definire i LEPTA (monitoraggio, controllo, informazioni e supporto) alla luce dell'Art. 3 e dell'Art. 117 comma 2 lettera m della Costituzione "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale". Altro intervento degno di riflessione quello del DG di ARPA Lombardia Benezzoli che, con la consueta lucidità e senza mezzi termini, ha criticato fortemente il testo del D.d.L. n. 1458 definendolo poco più che un pezzo di carta. E non solo dal punto di vista dei finanziamenti. (g.p.)




In Italia e in Europa. Gli impegni del Sistema

"Assegnato alla 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) in sede referente il 15 maggio 2014. Non ancora iniziato l'esame. Pareri delle commissioni 1ª (Affari costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Pubblica istruzione), 8ª (Lavori pubblici), 10ª (Industria), 12ª (Sanità), 14ª (Politiche dell'Unione europea)".
Questo è il malinconico e preoccupante trafiletto del sito del Senato che dà notizia della situazione e del percorso del D.d.L. n. 1458 "Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale".
Analoga descrizione per lo status del D.d.L. n. 1345 "Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente" che necessita, per alcune parti, di un opportuno coordinamento con l'altro. E' ovvia, quindi, da parte del MATTM e del Sistema, con ISPRA in testa, un'attività di vigilanza e controllo e di sana e determinata lobby in sede parlamentare alla luce degli elementi insoddisfacenti dell'attuale testo, appena sussurrati a Roma nell'ambito della XII Conferenza di aprile - testo non ancora approvato dalla Camera - ed esplosi clamorosamente a Rimini nel corso del XXXIV Congresso Nazionale UN.I.D.E.A. di maggio.
Parallelamente e indipendentemente dai tempi e dalle conclusioni dell'iter parlamentare, AssoArpa e il Consiglio Federale devono procedere alla rapida federalizzazione del Sistema assicurando finalmente ai cittadini e alle imprese l'omogeneità dei comportamenti ispettivi, analitici e amministrativi conseguenti in modo da fornire, a parità di condizioni date, le stesse determinazioni su tutto il territorio nazionale.
Un altro impegno del Sistema deve essere quello di acquisire un ruolo non mediato nelle strutture decisionali e tecniche europee. L'Italia non ha una grande tradizione da questo punto di vista. Si è sempre sostenuto che a Bruxelles c'erano molti uscieri e segretari del nostro Paese ma poco personale dirigente o direttivo. Lo abbiamo visto la scorsa settimana scorrendo il Rapporto annuale 2013 dell'Agenzia Europea dell'Ambiente e lo possiamo confermare con il Rapporto annuale 2013 del Joint Research Center (vedi alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni"). I nomi italiani nella alta gestione dei sette istituti, di cui tre a ISPRA (VA), si contano sulle dita di una mano. Il Sistema deve arrivare anche a privarsi di qualche giovane tecnico e fare in modo che venga inserito nelle strutture europee. (g.p.)




Rifiuti come risorse

In questo che costituisce uno degli esempi più significativi della circolarità dell’economia definiti da 7° PAA, il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai www.conai.org), l'organizzazione che, sulla scia del decreto Ronchi e ora in applicazione degli Artt. 221 e 224 del D.Lgs. 152/2006, si occupa di recuperare e riciclare i rifiuti di imballaggio. Questo compito viene svolto coordinando l'attività di sei Consorzi di filiera che si occupano del riciclo dei sei materiali di imballaggio: Cna (Consorzio nazionale acciaio www.consorzio-acciaio.org), Cial (Consorzio imballaggi alluminio www.cial.it), Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica www.comieco.org), Corepla (Consorzio nazionale per il raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti e di imballaggi di plastica www.corepla.it), Rilegno (Consorzio nazionale per la raccolta il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno www.rilegno.org), Coreve (Consorzio Recupero Vetro www.coreve.it). Esistono anche consorzi per la raccolta delle batterie Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste www.cobat.it), e degli oli usati Coou (Consorzio obbligatorio degli oli usati www.coou.it). Nell’ambito delle attività istituzionali il COMIECO organizza a Bari il 22 luglio un’iniziativa per presentare il XIX Rapporto 2014 dedicato al Meridione ma con un occhio attento ad un caso esemplare quale quello di Ponte delle Alpi. Il confronto vede tra i partecipanti Sergio Marino già Direttore Generale di ARPA Sicilia. Vedi il programma alla sezione “Formazione - Congressi-Convegni”. (g.p.)




Trasparenza, dati omogenei e rispetto dei tempi. In Europa.

L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha recentemente pubblicato il Rapporto annuale 2013 relativo alla sua situazione logistica e organizzativa con una puntigliosità e livelli di dettaglio che vorremmo fossero imitati dalle strutture del nostro Sistema agenziale in nome della trasparenza tanto invocata dai cittadini. E' disponibile, sempre da parte dell'Agenzia di Copenaghen, anche il flusso dei dati prioritari EIONET 2013-2014 che, per il nostro Paese, vengono raccolti da ISPRA attraverso i Centri Nazionali di Riferimento con la finalità di rendere disponibili informazioni ai cittadini europei, ai decisori politici ma anche per monitorare l'efficacia delle politiche ambientali. Nel complesso della qualità, completezza e rispetto dei tempi di invio, l'Italia non brilla e, nonostante il trend positivo degli ultimi anni, si posiziona al 28° posto tra i 39 Paesi europei esaminati soddisfacendo per 77% le performance richieste. Evidentemente qualcosa nella raccolta, nella valutazione della qualità dei dati e nell'invio non funziona. Vedi i due documenti alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)




Molto rumore in Veneto

Recentemente due fisici di ARPA Veneto hanno proposto un'applicazione particolare della Linea Guida ISPRA 52/2009 a misure di rumore nell'area urbana di Venezia [vedi Mufato, R. e Sepulcri, D. BEA 4, 5, (2014)]. Ora il Comune di Padova, con l'organizzazione di Vibro-Acoustic s.r.l. e del suo dinamico patron Gianni Amadasi, patrocina per il 3 luglio un seminario dallo stimolante titolo "Proviamo a pensare diversamente al controllo del rumore ambientale". Il nuovo approccio si propone di semplificare le analisi e le valutazioni dell'effettivo disturbo ai cittadini derivanti dalla presenza di diversificate attività antropiche e da complesse geometrie architettoniche tipiche delle aree urbane. Vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




LEPTA e costi standard

Questo è il tema delicato di un workshop che si terrà il 4 giugno a Perugia. Il Sistema inizia ad affrontare uno degli elementi innovativi e critici del DdL n. 1458 assegnato alla 13^ Commissione del Senato ma non ancora discusso. Applicazione univoca sul territorio nazionale e corrispondenza certa dei finanziamenti erano le esigenze emerse nel recente XXXIV Congresso nazionale UN.I.D.E.A. ed enfatizzate in un OdG approvato all'unanimità dopo la stimolante Tavola Rotonda dell'8 maggio. Vedi il programma della Giornata alla sezione "Formazione - Congressi-Convegni" mentre il testo dell'OdG è riportato alla sezione "Sistema nazionale". (g.p.)




Polveri, IPA e aree metropolitane

Il prossimo 11 giugno a Roma presso Il Dipartimento di Epidemiologia del SSR si terrà un workshop nel quale verranno affrontati i temi ambientali e sanitari connessi alla esposizione delle popolazioni urbane alle polveri fini ed alle loro componenti tossicologiche come rilevati in ambito nazionale e internazionale. La partecipazione è gratuita ma è necessaria l'iscrizione preventiva. Vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




Conferme e novità al Congresso di Rimini

Torneremo ad occuparci dei risultati del XXXIV Congresso nazionale pubblicando sul sito e sul BEA gli interventi istituzionali e tecnici, a nostro avviso, assai rilevanti. A caldo, complice anche la recente approvazione del discusso DdL n. 1458, abbiamo assistito non ad una autocelebrazione del Sistema agenziale ma ad una sua riconsiderazione complessiva delle sue funzioni, ruoli, rapporti con le Regioni, gli EELL, l'Autorità giudiziaria e le imprese. Si respirava un'atmosfera simile a quella delle giornate di Amalfi della seconda metà degli anni '90 quando, con la L. 61/94, ancora fresca di stampa, un ristretto gruppo formato dalle stesse persone di buona volontà che avevano vinto la battaglia del referendum e quella parlamentare, oltre ai rappresentanti legali delle poche agenzie istituite, pose le basi del Sistema agenziale. Lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di costruire mettendo da parte egoismi e posizioni preconcette. Anche allora c'era UN.I.D.E.A., con un acronimo diverso, e a Rimini l'Associazione è stata in grado di mettere a disposizione una sorta di incubatore per uno start up riconfermando un ruolo di riconoscimento diffuso della sua autorevolezza e terzietà. Ne fa fede anche l'Ordine del Giorno presentato dal presidente Zavatti e approvato all'unanimità dei presenti, tra i quali numerosi DDGG e DDTT (vedi il testo alla sezione "Sistema agenziale"). Il positivo risultato dei lavori è stato accompagnato dal rinnovo delle cariche di UN.I.D.E.A. (vedi alla sezione "Chi siamo - Organi statutari") che vede ora rappresentate nel Consiglio Direttivo ben sei diverse lauree e il quarantenne ing. Alessandro Di Giosa di ARPA Lazio, nuovo presidente eletto, che conquista tre primati nei 65 anni di storia dell'Associazione. È il più giovane, è il primo non chimico e il primo non Dirigente. Avanti così! (g.p.)




Buona fortuna al Sistema!

Il 23 aprile il testo unificato dei tre PPdLL, approvato il 17 alla Camera con alcune modifiche rilevanti, è approdato in Senato e il Disegno di Legge ha preso il n. 1458. Vedi alla sezione "Normativa - Nazionale". Abbiamo già espresso soddisfazione per il risultato mettendo in evidenza luci ed ombre ed auspicando alcuni chiarimenti. In un puntuale documento sugli effetti finanziari, predisposto in data 2 aprile dal Servizio Bilancio dello Stato e dal Servizio Commissioni, in pratica la segreteria della V Commissione Bilancio e Tesoro, sul testo unificato della VIII Commissione si esprimevano riserve e si arrivava a queste conclusioni:
"Infine, con riferimento all’articolo 15, comma 3, in analogia con quanto già rilevato per il comma 1, non appaiono chiare la natura e le modalità con le quali il Ministero dell’ambiente e le regioni e province autonome di Trento e Bolzano dovranno provvedere al finanziamento, rispettivamente, dell’ISPRA e delle relative Agenzie, per provvedere alle attività ulteriori rispetto a quelle necessarie per il raggiungimento dei LEPTA (livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali)."
Tali considerazioni, espresse prima dell'approvazione in aula, ovviamente non tengono conto delle successive introduzioni di frasi quali "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" o "nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente", anche accoppiate (vedi Artt. 14 e 15), e neppure il richiamo al "patto di stabilità" e ai 700 milioni di euro che il DEF richiede alle Regioni di risparmiare. C'è materia di riflessione e il XXXIV Congresso nazionale di UN.I.D.E.A., al quale parteciperanno il presidente di ISPRA e otto direttori generali delle Agenzie, sarà sicuramente un'occasione. (g.p.)




Sistema nazionale a rete.
Ecco il testo approvato dalla Camera

Dopo le prime considerazioni a caldo, presentiamo alla sezione "Normativa nazionale" il testo unificato approvato il 17 aprile all'unanimità. Ci riesce difficile capire i 6 mesi dalla pubblicazione sulla G.U. per l'entrata in vigore della legge e gli altri 6 mesi lasciati alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per recepirne le disposizioni. Ancora più incomprensibile l'insistenza della possibilità dell'attribuzione della qualifica di UPG con tanto di benefit incostituzionale rispetto al resto del personale delle strutture "A tale personale sono garantite adeguata assistenza legale e copertura assicurativa a carico dell'ente di appartenenza " prevista dall'Art. 14 basata ancora sull'equivoco delle prerogative dei TPALL, la cui preparazione prevalente in tema di vigilanza sanitaria sugli alimenti e gli ambienti di lavoro poco ha a che fare con gli impianti e i processi da controllare. (g.p.)




Vetrina e successo di partecipazione.
Ora servono le decisioni

"Dopo Bologna e Brindisi, i due convegni preparatori, anche la XII Conferenza nazionale di Roma ha dimostrato tutta la vitalità del Sistema nazionale delle agenzie. I tre eventi hanno visto la partecipazione di molte centinaia di persone, per la maggior parte delle strutture. Dall’inquinamento atmosferico al rapporto ambiente/salute, nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale e alla presenza del neo ministro Galletti e del vice presidente CE Tajani, ISPRA e le Agenzie hanno celebrato i 20 anni dalla legge 61/94 presentando i risultati, le valutazioni e gli obiettivi futuri dei controlli ambientali. In alcune relazioni e, soprattutto, negli interventi di una affollata Tavola Rotonda è emerso tuttavia quello che nella presentazione del nostro XXXIV Congresso di Rimini abbiamo definito il “grave stallo attuale”, cioè la impotenza o la non volontà di adottare misure o comportamenti che definiscano finalmente il Sistema. Proviamo ad elencare alla rinfusa alcune situazioni per le quali dalla perdurante discussione bisogna passare, e in fretta, alle decisioni."
L'intero documento nella sezione Sistema nazionale.




XII Conferenza Nazionale

A conclusione dell'evento preparatorio di Bologna e in attesa di quello di Brindisi di fine marzo, siamo in grado di presentare il Programma, non ancora definitivo, della Conferenza Nazionale che si svolgerà a Roma nei giorni 11 e 12 aprile (vedi alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi"). Venti anni di attività con luci e ombre saranno analizzati nella prospettiva di una razionalizzazione degli interventi e nella valutazione, anche economica, dell'attività di acquisizione della conoscenza, controllo e reporting, quest'ultimo ancora poco efficace per la presenza e visibilità nei mezzi di informazione. Sarebbe anche importante conoscere gli orientamenti del Sistema nei confronti della semplificazione verso le imprese e nella probabile spending review che lo attende. Interessante la novità di un coinvolgimento attivo nella discussione dei Direttori Tecnici delle strutture che segue la positiva decisione di costituire il CTP. Oltre i saluti rituali, sono previste le presenze di organi istituzionali ai massimi livelli e ciò rappresenta un'occasione da non perdere per l'accelerazione dell'iter parlamentare della PdL C 68 Realacci e abb. di cui forniamo l'ultimo testo unificato adottato all'unanimità come testo base in VIII Commissione dalla Camera (Vedi alla sezione "Normativa - Normativa nazionale"). Poche le novità rispetto ai tre progetti di legge presentati in questa legislatura - ed anche nelle precedenti - e nel complesso condivisibile. Rimane ancora aperta la discutibile "possibilità" di attribuzione della qualifica di UPG al personale operante sul territorio anche se il comma 5 dell'Art. 12 prevede che ad esso "è garantita adeguata assistenza legale e copertura assicurativa a carico dell'ente". Questa peraltro doverosa precisazione potrebbe sconsigliare i responsabili delle Agenzie ad adottare il provvedimento dovendo dare adeguate motivazioni per giustificare i costi aggiuntivi. Un'ultima riserva riguarda il finanziamento ancora prevalentemente basato sull'1% dei FSR. (g.p.)




L'agenzia europea dell'ambiente evidenzia alcune criticità

Due comunicati dell'AEA - vedi una breve sintesi alla sezione "Pubblicazioni - Comunicati stampa" - riportano notizie di recenti di episodi acuti del particolato in alcuni Paesi europei e la situazione non tranquillizzante dell'ozono nel 2013 che l'Agenzia aveva dedicato all'aria. Molto opportuno, quindi, il tema scelto dal Sistema nazionale per l'incontro di Bologna il 20 e 21 marzo, insieme a quello di Brindisi del 31 marzo-1 aprile - dei quali abbiamo già dato notizia nella sezione "Formazione - Convegni-Congressi" - in preparazione della XII Conferenza che si svolgerà a Roma l'11-12 aprile e della quale, purtroppo, non abbiamo ancora il programma. (g.p.)




Il suolo derubato

Nella mattinata del 26 marzo a Roma nell'Aula dei gruppi parlamentari, ISPRA, alla presenza del neo ministro del MATTM Galletti, presenta il "Rapporto sul consumo del suolo". Agricoltura e biodiversità a rischio. Vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-congressi". (g.p.)




Iniziative pubbliche del Sistema agenziale

Abbiamo già dato notizia della XII Conferenza del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente che si svolgerà a Roma il 10 e l'11 di aprile. In preparazione dell'evento sono previste due iniziative a Bologna il 20 e 21 marzo e a Brindisi il 31 marzo e l'1 aprile. Nella prima il tema scelto è la qualità dell'aria mentre nella seconda sarà affrontato il rapporto ambiente e salute nel quadro ampio della epidemiologia ambientale. A Brindisi UN.I.D.E.A., unica associazione di operatori delle strutture, sarà presente con il presidente Zavatti che parteciperà alla Tavola Rotonda conclusiva. Vedi i due programmi alla Sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




Ruolo e riconoscimento

Come è noto ai nostri lettori, la Giunta regionale molisana ha fatto una precipitosa marcia indietro rispetto alla bellicosa e illegittima pretesa di abolire l'ARPA inglobandola nell'omologa struttura sanitaria. A questo proposito trascriviamo di seguito la nota con la quale il DG Pallante riconosce il ruolo attivo di UN.I.D.E.A. nella positiva soluzione dell'affaire. (g.p.)
" Caro Presidente,
nel confermarLe la presenza di ARPA Molise al prossimo Congresso di Rimini, dove molto volentieri prenderò parte all’interessante, puntuale e quanto mai opportuno dibattito di cui al tema della tavola rotonda, colgo l’occasione per comunicarLe l’esito positivo della vicenda in ordine alla proposta di soppressione dell’ARPA Molise, che da involontaria protagonista, è stata sulla scena mediatica nazionale e regionale.
Finalmente nei giorni scorsi ho ricevuto una formale nota dal Presidente della Regione, con cui si è preso atto degli oggettivi rilievi tecnico-giuridici posti sull’illegittimità della proposta che, speriamo, una volta per tutte venga cestinata!
Tale positiva evoluzione della vicenda è il risultato dell’energica e sinergica presa di posizione del Sistema Agenziale, di Assoarpa, di diverse Istituzioni, di personalità politiche nazionali e regionali, del personale di ARPA Molise e della Sua “ Lettera aperta “ in qualità di Presidente UN.I.D.E.A., che mi hanno fortemente sostenuto in questa battaglia.
Pertanto rivolgo a Lei ancora un doveroso, sincero ed affettuoso ringraziamento per il vigoroso sostegno ricevuto con l’ intervento nei confronti delle Autorità politiche regionali, che certamente ha contribuito ad un’approfondita riflessione, da parte della Regione Molise, sull’autonomia della tutela ambientale rispetto a quella sanitaria e, dunque, del Sistema Agenziale.
In attesa di incontrarci a Rimini l’8 e 9 maggio e di ulteriori contatti per la partecipazione all’evento, La saluto cordialmente.
Dott. Quintino Pallante
Direttore Generale ARPA Molise





La giunta molisana fa marcia indietro

Ha vinto il Sistema e ha vinto anche UN.I.D.E.A. Nella breve nota a firma del Commissario ad acta, nonché presidente della Giunta regionale molisana con delega alla sanità Di Laura Frattura - vedi il testo alla Sezione "Sistema nazionale" - si dichiara che "ulteriori approfondimenti" hanno impedito di sopprimere l'ARPA Molise. Non gli approfondimenti richiesti al termine delle sei pagine della nota di AssoArpa ma la difficoltà normo-giuridica di istituzione di un Dipartimento all'interno dell'Agenzia regionale sanitaria. Una sorprendente contorsione del politico di lungo corso per non confessare di aver ipotizzato un atto illegittimo. In ogni caso non si è dato per vinto e ha minacciato neanche velatamente ritorsioni finanziarie nei confronti di ARPA Molise. Nell'esprimere la più ampia solidarietà al Direttore generale Pallante e a tutto il personale dell'Agenzia, chiediamo la massima vigilanza del MATTM e degli organismi del Sistema delle agenzie. L'episodio molisano, come abbiamo già scritto, rappresenta il tentativo di rovesciare un referendum e venti anni di storia con rigurgiti inaccettabili dal punto di vista ideologico basati su un peccato originale che la proposta di legge in discussione in Parlamento deve cancellare. È inutile continuare a parlare del velleitario 1% dei FSR da attribuire alle Agenzie. Occorre, una volta per tutte, attribuire alle strutture del Sistema finanziamenti ad hoc. (g.p.)

Mercoledì 5 marzo il Gruppo ristretto dell'VIII Commissione della Camera proseguirà l'esame della proposta di legge C 68 Realacci e abbinate Bratti C 110 e De Rosa C 1945 di "Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie ambientali."




Mappatura degli habitat terrestri in Europa: una panoramica

Il Rapporto tecnico 1/2014 nasce da una collaborazione tra l'Agenzia Europea dell'Ambiente e il Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi MNHN. L'identificazione, descrizione, classificazione e mappatura degli habitat naturali e semi-naturali stanno assumendo un ruolo molto significativo nelle politiche ambientali. Anche se la botanica rimane al centro dell'approccio, la mappatura degli habitat trova sempre più applicazioni nella pianificazione e gestione del territorio e spesso è un passo necessario nella predisposizione dei piani di conservazione della natura e della biodiversità. Il documento di oltre 150 pagine, delle quali 22 di riferimenti bibliografici, è scaricabile dalla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)




Ancora sul 7° PAA

Abbiamo dato ampio spazio alla decisione della UE di adottare il 7° Programma di Azione per l'Ambiente e UN.I.D.E.A. ne farà oggetto del XXXIV Congresso Nazionale di maggio a Rimini. Alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" riportiamo un approfondimento della Commissione e un interessante documento di lavoro sui nuovi criteri/modalità che dovranno essere applicati per le ispezioni.(g.p.)




AssoArpa e ISPRA si muovono. Finalmente!

Il 13 febbraio l'Ufficio di Presidenza di AssoArpa e il Presidente e il Direttore Generale di ISPRA si sono incontrati con l'on. Chiara Braga, responsabile ambiente del PD. Tra i temi discussi l'approvazione delle PdL Bratti e Realacci in discussione all'VIII Commissione della Camera, la bizzarria della Regione Molise che intenderebbe inglobare l'ARPA nell'Agenzia sanitaria e la improvvida composizione dei GdL decisa dal MATTM per la riforma della normativa ambientale che escluderebbe membri provenienti dal Sistema agenziale. Alla riunione era presente anche l'on. Bratti, primo firmatario di una delle PdL, nonché relatore, nella stessa VIII Commissione, della norma di recepimento della Direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzioni integrate dell'inquinamento) che modifica il D.Lgs. 152/06. Per il tema specifico questa settimana - martedì 18 - AssoArpa e ISPRA, saranno audite presso la stessa Commissione. Concludiamo il quadro informando che l'11 febbraio il Presidente Realacci ha disposto d'ufficio l'abbinamento con le proposte già presenti della iniziativa C. 1945 del Gruppo M5S, primo firmatario il "cittadino" De Rosa, vice Presidente dell'VIII Commissione. Vedi il testo alla Sezione "Normativa - Normativa nazionale". (g.p.)




L'ENEA rooseveltiana

ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile invitano alla Presentazione del Rapporto Green Economy 2013 "UN GREEN NEW DEAL PER L'ITALIA" ENEA, Via Giulio Romano, 41 - Roma
Il prossimo 27 febbraio alle 9.30 ENEA e la Fondazione Sviluppo Sostenibile presenteranno il Rapporto Green Economy 2013. Il Rapporto, alla sua seconda edizione, quest'anno pone al centro le città come fattore catalizzatore della green economy e motore per una crescita verde "made in Italy". La proposta di un Green New Deal dovrebbe puntare, infatti, con una serie di riforme e di iniziative, a fare un salto di qualità nello sviluppo di città intelligenti e sostenibili che sfruttano l'innovazione tecnologica e restituiscono ai cittadini il ruolo di protagonisti. Il rapporto 2013 è arricchito da una approfondita analisi del contesto internazionale. La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione on line. (g.p.)




ILVA - Terra dei fuochi


Il Senato ha definitivamente approvato senza modifiche la conversione del decreto uscito dalla Camera, che presenta moltissime sfaccettature ed aspetti innovativi, molti dei quali proposti da UN.I.D.E.A.
È norma il decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante "disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate”. Riportiamo alla sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." una prima valutazione mentre, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, inseriamo nella sezione "Normativa - Normativa Nazionale" il testo integrale del D.L. a fronte di quello definitivo approvato dai due rami del Parlamento con le modifiche in neretto. Riteniamo utile tale confronto che evidenzia il ruolo incisivo non solo delle Commissioni parlamentari ma anche delle amministrazioni e delle strutture tecniche nazionali, regionali e locali a dimostrazione che è possibile, anche in Italia, fare buone leggi con contenuti tecnici rilevanti. A questo punto nessun ripensamento, con la permanente informazione delle popolazioni coinvolte ed il massimo coordinamento degli atti secondari e delle attività anche la burocrazia dia finalmente prova di impegno e buona volontà. (g.p.)




Non tutti i molisani sono bizzarri


A seguito della lettera aperta di UN.I.D.E.A. e all'intervento di AssoArpa, sembra che anche il MATTM, la Conferenza Stato-Regioni e il Consiglio federale delle Agenzie stiano assumendo iniziative per far recedere gli amministratori della Regione Molise dall'intenzione di sottrarre illegittimamente l'ARPA Molise al Sistema nazionale togliendole l'autonomia e il ruolo specifico assegnatole dalla L. n. 61/94 e da norme regionali conseguenti. Riportiamo alla sezione "Sistema Nazionale" la ferma ed equilibrata risposta del Direttore Generale Pallante al nostro appello e l'immediata risposta del Presidente Zavatti che rinnova l'impegno alla tutela della struttura e la solidarietà agli operatori. Il tutto nell'ambito della discussione in sede referente presso la VIII Commissione della Camera dei Deputati della Proposta di legge Realacci (C68) che si riunisce martedì 11 febbraio. (g.p.)




Vent'anni di controlli ambientali. Esperienze e nuove sfide


Questo il titolo della XII Conferenza del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente che si terrà il 10 e l'11 aprile a Roma presso la Biblioteca Nazionale Centrale. Non siamo in grado di fornirvi ulteriori informazioni in quanto, ferma restando la tematica aria/ambiente/salute, gli altri argomenti saranno scelti in base ad un sondaggio lanciato contemporaneamente alla notizia dell'evento. Per ogni aggiornamento vedi www.isprambiente.gov.it. (g.p.)




Bizzarrie molisane


La Giunta regionale del Molise, con un salto mortale carpiato, vorrebbe annullare oltre venti anni della storia giuridica e istituzionale dell'ambiente. Con la risibile scusa del rientro del bilancio sanitario (per questo è commissariata) tenta di far scomparire l'Agenzia dell'ambiente inglobandola nella Agenzia Sanitaria Regionale. È la classica operazione di ritorno al "Dipartimentone" medicocentrico con il quale molti settori nei primi anni 90 cercarono di bypassare il referendum. Come allora, l'Associazione ha immediatamente preso posizione con una lettera aperta del presidente Zavatti che riportiamo alla sezione "Sistema nazionale" seguita dalla ferma e giuridicamente puntuale nota di AssoArpa. (g.p.)




Nuovi impegni dall'Europa


Abbiamo dato notizia della decisione con la quale il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno adottato il 7° Programma di Azione per l'Ambiente (PAA). Alla Sezione "Normativa - Europea" riportiamo il testo integrale dell'atto fondamentale che impegna i diversi Paesi fino al 2020.
UN.I.D.E.A. ne farà uno dei temi base al prossimo Congresso Nazionale di maggio a Rimini. (g.p.)




Le nuove priorità dell'Agenzia Europea dell'Ambiente


I nostri lettori ci scuseranno se spesso facciamo riferimento all'ISPRA europea piuttosto che a quella nostrana. Non è un atteggiamento provinciale ma una necessità visto quanto poco viene diffuso da via Brancati, 48 - Roma. Non abbiamo dubbi sulla mole di attività, programmi e proposte che vengono elaborate a quell'indirizzo e a quelli delle 21 Agenzie regionali e provinciali ma continuiamo ad aver difficoltà nel rintracciare testi, documenti, pagine, interventi e comunicati stampa su eventi ambientali che interessano le politiche ambientali nazionali ed eventi che coinvolgono aree e popolazioni del nostro Paese. Due a caso: "ILVA di Taranto" e "Terra dei fuochi". Quando ISPRA e il Sistema Nazionale decideranno finalmente di dotarsi di un ufficio stampa efficace e tempestivo? Ma forse è solo un nostro problema.
A novembre l'UE ha adottato la decisione n. 1386/2013/UE (°) con la quale ha approvato il 7° Programma di Azione per l'Ambiente che definisce le priorità delle politiche ambientali comunitarie 2014-2020. "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta" è il titolo del provvedimento e l'AEA, tenendo costantemente presenti ambiente, salute ed economia, ha già definito le sue priorità, anche metodologiche e comunicative, e stabilito che il 2014 sarà l'anno dei rifiuti - il 2013 era stato dedicato all'aria. L'equilibrio delle risorse naturali del pianeta richiede sempre più un approccio sul loro uso basato su principi di efficienza. Nel caso dei rifiuti il miglioramento nel riciclo e nel trattamento deve procedere con un'attenzione particolare alla "economia circolare", nella quale il rifiuto è inteso come risorsa, e alla "green economy" interpretata come un'attività economica che simultaneamente usa le risorse in maniera più efficiente per il benessere delle popolazioni e conserva i sistemi naturali. (g.p.)

(°) Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea n. L 354/171 del 28.12.2013. Leggere con molta attenzione i 38 considerando.




Il CNEL cerca di sopravvivere


Se ne parla da alcuni anni e sicuramente gli spending reviewer Giarda e Bondi l'hanno avuto nel mirino tra i tanti enti inutili del nostro Paese. Ed ora ci sta pensando Cottarelli. Nel frattempo il CNEL ha licenziato la scorsa settimana due ponderosi volumi su "Relazione 2013 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini". Quasi 800 pagine, delle quali oltre 100 dedicate all'ambiente e in particolare a tre filoni (risorse idriche, ciclo dei rifiuti e autorizzazioni ambientali). Un buon lavoro elaborato in gran parte da operatori di ISPRA, ARPA Lazio e ARPA Umbria. Riportiamo di seguito la sintesi/presentazione mentre rimandiamo alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" il testo del secondo volume che da pagina 259 presenta il capitolo dedicato all'ambiente. (g.p.)

CNEL 10 dicembre 2013
Relazione 2013 sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalla PA (dal Sommario)
Ambiente

La Sezione di questa Relazione dedicata all'ambiente effettua una riflessione generale sulle politiche ambientali in Italia, attraverso un’attenta ricognizione delle competenze istituzionali, l’analisi dei ruoli dei diversi attori coinvolti nei processi decisionali, i flussi finanziari e informativigli strumenti disponibili per il governo delle politiche ambientali nel nostro Paese, in un confronto articolato a livello territoriale, nazionale e comunitario.
Il focus della Relazione 2013 è centrato su tre filoni principali di indagine: le risorse idriche, il ciclo dei rifiuti e le autorizzazioni ambientali (AIA, VIA, VAS). [Leggi tutto]




Si riparte dalla "terra dei fuochi"


Il decreto-legge 136/2013 è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre. Il testo - ed anche il titolo - originari sono stati modificati ed integrati con altri provvedimenti riguardanti situazioni a rischio come, ad esempio, il caso dell'ILVA di Taranto. Il giudizio di UN.I.D.E.A. è largamente positivo, pur con alcune proposte migliorative, come evidenziato chiaramente dall'intervento del presidente Zavatti riportato nella "home". Il testo del DL è consultabile alla sezione "Normativa - Normativa nazionale". (g.p.)




Notizie dall'Associazione


Il Consiglio Direttivo di UN.I.D.E.A. si è riunito a Bologna il 23 novembre per alcuni adempimenti statutari e per affrontare la situazione attuale dell'Associazione e quella del Sistema Nazionale delle Agenzie. Successivamente si è tenuta l'Assemblea ordinaria per l'approvazione del bilancio consuntivo ai sensi dell'Art. 6, comma secondo dello Statuto.
Vedi una breve sintesi del verbale dell'incontro alla sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." (g.p.)




Le politiche del trasporto urbano


Il recente Rapporto dell'EEA n. 11/2013 "A closer look at urban transport" costituisce l'annuale edizione 2013 del TERM (Transport and Environment Reporting Mechanism) che esamina gli effetti complessivi del trasporto veicolare sull'ambiente urbano. Nonostante molte città europee stiano intervenendo sul traffico incentivando in particolare l'uso dei mezzi pubblici e le piste ciclabili, il trasporto rappresenta ancora un contributo significativo ai livelli eccessivi di gas serra, all'inquinamento atmosferico e al rumore. Il testo del Rapporto è consultabile alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". Appare opportuno a questo proposito ricordare un recente comunicato stampa dello IARC di Lione che ribadisce le acquisizioni su alcuni dei componenti dell'inquinamento outdoor. (g.p.)



XXXIV Congresso Nazionale UN.I.D.E.A.


In occasione del 65° anno dalla fondazione, l'Unione Italiana degli Esperti Ambientale celebrerà il suo Congresso Nazionale a Rimini l'8-9 maggio 2014. Due giornate dense nelle quali saranno affrontati i più rilevanti argomenti istituzionali, gestionali, giuridici e tecnico-operativi riguardanti il Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali. Appuntamento imperdibile non solo per gli operatori delle strutture ma per tutti coloro che svolgono la loro attività pubblica o privata in campo ambientale e sanitario interconnesso. È prevista anche una sessione poster. Coloro che fossero interessati possono inviare il titolo e una breve sintesi alla dott.ssa Cristina Piermartini segreteria@unideaweb.it.
Vedi il programma preliminare, in progressivo aggiornamento, alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




Novità dal BEA


Il Bollettino degli Esperti Ambientali, organo ufficiale di UN.I.D.E.A., per festeggiare nel 2014 i suoi 65 anni di vita, avvierà, già dal fascicolo 4/2013, alcune iniziative di miglioramento con l'adesione ai principi ispiratori del codice etico elaborato dal COPE riguardanti la redazione, i revisori e gli autori, con il rinnovo, quasi completo, del Comitato Scientifico e con alcune integrazioni nelle norme per la stesura dei lavori. Vedi le due nuove pagine alla Sezione "Pubblicazioni - Bollettino UN.I.D.E.A. - Pubblica un articolo". (g.p.)



Cetrioli, acqua e tanti silenzi


Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lunga e appassionata lettera di un socio a proposito di due episodi accaduti la settimana scorsa e che interessano la Campania e i suoi gravi problemi di inquinamento ambientale (vedi il testo a "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A. "). Nessun commento sulla nota che condividiamo negli aspetti tecnici e di valutazione generale del problema. Qualche breve riflessione sugli aspetti mediatici. Nel primo caso che ha riguardato Caivano e la situazione dei pozzi, la notizia è stata diffusa con un breve filmato del CFS che non cita il ruolo determinante, se non esclusivo, dell'ARPA Campania per il prelievo e l'analisi dei campioni di vegetali e acqua. Il comunicato ufficiale parla, bontà loro, di "collaborazione dell'ARPA Campania con la quale si stanno conducendo le opportune indagini per risalire a tutte le fonti di inquinamento presenti sul territorio al fine di isolarle e circoscriverle." È l'ennesimo episodio nel quale l'attività del Sistema Agenziale viene misconosciuta. E la colpa non è del NOE, del CFS o della GdF. La colpa è degli uffici stampa delle singole Agenzie e dell'intero sistema con ISPRA e MATTM in testa che non esiste o non vuole funzionare, visto che in questi giorni i maggiori interessi sono stati rivolti agli alberi e all'orso marsicano. Neanche un rigo, né una presenza televisiva neanche per commentare l'indagine commissionata dalla marina statunitense, visto che il rapporto, come sostiene l'Espresso, fu consegnato a suo tempo ad ISPRA e alla Protezione Civile. I criteri erano sbagliati e poco rappresentativi della realtà esaminata, i dati incongrui, allarmismo strumentale? Nessuna risposta se non un burocratico comunicato della Regione Campania e una masaniellata cittadina. (g.p.)



Una settimana del Sistema Nazionale


In attesa di conoscere i risultati relativi alle quattro Aree di attività del Programma triennale 2010-2012 e le linee di indirizzo di quello 2013-2015, in discussione da maggio di questo anno, ci dobbiamo occupare di alcuni piccoli fatti. Il 22 ottobre, con il titolo "Lo sviluppo e la ricerca dei laboratori ISPRA", il Presidente De Bernardinis ha presentato la rete territoriale delle strutture che fanno capo all'istituto. Oltre quelle acquisite con l'accorpamento - in alcuni casi incauto - di centri di ricerca sparsi nella penisola, sono state enfatizzate quelle all'interno del Polo tecnologico di Castel Romano, molte delle quali effettivamente funzionali alle attività delle strutture del Sistema Nazionale delle Agenzie. Il Presidente di ISPRA ha usato molto il termine ricerca, anche se, bontà sua, ha aggiunto ogni volta dopo una brevissima pausa, finalizzata. Tutti i presenti - vedi gli interventi sul sito www.isprambiente.it - hanno fatto cenno agli stretti rapporti ISPRA/ARPA-APPA e alle proposte di legge di riordino del Sistema galleggianti in Parlamento. Con poca convinzione, mi è parso. Anche da parte della rappresentante del MATTM. Il 24 ottobre si è insediato il nuovo CdA di ISPRA. Senza entrare nel merito delle competenze dei quattro designati dal ministro Orlando, si ha l'impressione che il trend programmatico-operativo dell'istituto sia sempre più orientato verso priorità ambientalistico-naturalistiche. Ci auguriamo che le 21 Agenzie facciano qualche riflessione. Infine il 25 ottobre ARPA Toscana emette e diffonde il comunicato seguente a proposito dell'adozione formale da parte del MATTM di un decreto che aggiorna tutta la modulistica relativa ai MUD. Ci risulta che la posizione sia largamente condivisa dai DDGG delle ARPA. Purtroppo, per nostra colpa ovviamente, non abbiamo altre notizie. (g.p.)

Un provvedimento sui rifiuti crea inutili problemi
per la mancata consultazione

Il Ministero dell’Ambiente con l’adozione del D.P.C.M. 20.12.12 ha modificato il tracciato del MUD (Modello Unico di Dichiarazione) che viene utilizzato da tutte le aziende per registrare i flussi dei rifiuti (produzione, gestione intermedia, recupero e smaltimento). Le informazioni contenute in tali documenti sono essenziali per monitorare la gestione ed i trasferimenti dei rifiuti nel nostro Paese. Le Agenzie ambientali da anni avevano predisposto appositi software per importare i dati contenuti nei MUD in specifiche banche dati, verificarli ed elaborarli. Tutto ciò per alimentare la banca dati nazionale presente presso ISPRA e per renderli disponibili, a livello regionale, per la consultazione da parte dei soggetti – pubblici e privati – interessati. Il provvedimento governativo rende di fatto inutilizzabili queste banche dati e comporta un notevole dispendio di risorse ed energie per adeguarle. Si sottolinea quindi la richiesta, già espressa in altre occasioni, nei confronti del Ministero dell’Ambiente di tenere conto che in campo ambientale ISPRA ed il sistema delle agenzie regionali svolgono compiti importanti e sui quali – dopo quasi venti anni di lavoro dalla propria costituzione – hanno maturato importanti esperienze. Si auspica quindi che il Ministero, prima di assumere decisioni (anche quando apparentemente si tratta di adempimenti formali e di rilievo minore) che hanno ricadute sull’attività svolta da parte delle Agenzie per la protezione dell’ambiente, le consulti.



Guarire l'aria e risparmiare l'acqua


Sono queste le conclusioni di due recenti documenti dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Nonostante significativi cali per alcuni degli inquinanti atmosferici (monossido di carbonio, anidride solforosa e benzene), circa il 90% degli europei residenti nei centri urbani sono esposti a livelli considerati pericolosi per la salute dalla W.H.O., in particolare per il particolato, il biossido di azoto e il benzopirene. È la sintesi dell'ultima ricerca condotta dalla AEA sulla qualità dell'aria e pubblicata nel rapporto 9/2013 - Air quality in Europe-2013 report - che analizza i dati del decennio 2002-2012. Molto interessanti gli allegati che riportano le tendenze nel periodo per Paese e tipologia di stazione di misura e le politiche e i provvedimenti adottati per limitare le emissioni. Vedi il testo in inglese alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni". Per quanto riguarda la disponibilità dell'acqua a uso domestico e agricolo - vedi la Direttiva 2000/60/EC -, oltre all'inquinamento, viene messo sotto accusa il sistema di pagamento forfettario ancora in uso in molti Paesi. Pagare un canone indipendentemente dalle quantità utilizzate non incoraggia comportamenti virtuosi ma a sprechi diffusi. L'Agenzia nel Rapporto tecnico 16/2013 - Assessment of cost recovery through water pricing - ci ricorda che l'acqua dolce è una risorsa limitata e preziosa per le persone e gli ecosistemi e il suo costo deve tener conto di questi imperativi oltre a quelli reali derivanti dalla protezione delle falde, dall'estrazione, dal trasporto e dalla potabilizzazione. Vedi il testo in inglese alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)



Il SISTRI. Parte sul serio?


Una circolare del MATTM fornisce indicazioni sulle date di avvio, sulle deroghe - per la regione Campania - , sugli interlocutori interessati alle attività procedurali e documentali. Vedi il testo integrale a "Normativa - Normativa nazionale". (g.p.)



Clima ed energia


Il Rapporto tecnico dell'EEA n. 17/2013 "Climate and energy country profiles" fa il punto sulla situazione complessiva comunitaria e dei singoli Paesi rispetto agli obiettivi da raggiungere nel 2020. Alla pagina 92 del documento è descritta la situazione italiana. Il testo integrale del rapporto è riportato nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)



Congresso Nazionale - Rimini - Maggio 2014


UN.I.D.E.A., in occasione del 65° anniversario dalla fondazione, celebrerà il suo XXXIV Congresso Nazionale a Rimini nel maggio 2014. Gli argomenti proposti - vedi il Programma preliminare alla sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." - rappresentano un tentativo di stimolare i componenti del "Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali" e tutto il mondo circostante, comunque interessato alla conservazione dell'ambiente, ad una riflessione operativa sulla necessità di superare il gravissimo stallo attuale e tutelare contemporaneamente la salute dei cittadini e l'impresa sensibile e responsabile. Il programma prevede anche una sessione poster aperta ai temi in discussione e alle attività delle strutture. Coloro che fossero interessati, possono inviare il titolo e un breve riassunto (cinque righe al massimo) alla dott.ssa Cristina Piermartini segreteria@unideaweb.it . In ogni caso chiediamo ai nostri lettori suggerimenti sugli argomenti proposti nel programma preliminare focalizzando quelli di maggior interesse o indicandone altri. (g.p.)



Il SISTRI. Da rampante a dimezzato. Finirà inesistente?


A seguito di una convocazione ad horas da parte della 13^ Commissione senatoriale che, in questi giorni, oltre ad occuparsi di un'inchiesta sui rifiuti, deve esprimere un parere sulla conversione in legge dell'Art. 11 del D.L. 101/2013, il presidente Zavatti ha inviato una breve nota interlocutoria dichiarando la piena disponibilità ad ogni forma di collaborazione. Vedi il testo alla sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." (g.p.)



Ozono bifronte


L'estate calda ha peggiorato l'inquinamento da ozono - al centro delle attenzioni accanto al biossido di azoto e ai PM10 e 2.5. Luglio, riferisce l'EEA, è stato più caldo del solito nella maggior parte dell'Europa centrale e occidentale. Le temperature medie a Roma, Praga, Parigi e Copenhagen sono state più alte di quelle dello scorso anno al punto che il Livello di Informazione per l'inquinante è stato in oltre il 25% dei siti di misura europei. Nella prima parte del mese i superamenti hanno riguardato principalmente l'Italia settentrionale, la Spagna e il Sud della Francia mentre nella seconda parte le alte concentrazioni sono state riscontrate nel Nord Europa (Olanda, Belgio e Germania occidentale). Quasi in contemporanea a queste preliminari informazioni l'Agenzia Europea pubblica il Rapporto Tecnico n. 13/2013 - vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni"- che raccoglie i dati aggiornati riguardanti le ODS (Ozone depleting substances). Il documento comprende le informazioni fornite dalle imprese e relative all'import/export, alla produzione, distruzione e all'uso come materie prime o agenti di processo. (g.p.)



Nuovo manuale per l'inventario delle emissioni


Dopo quattro anni è stato aggiornato l'EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook. Il rapporto tecnico 12/2013 - vedi la parte introduttiva alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" - fornisce in 2100 pagine i criteri e le modalità per la compilazione dell'inventario delle emissioni in atmosfera. Il volume comprende molte novità e approfondimenti per ricercatori e modellisti rispetto all'edizione del 2009 come il carbon black, una migliore coerenza tra i diversi inquinanti, maggiori informazioni su alcune sorgenti come gli impianti di riscaldamento, l'uso dei solventi e l'agricoltura. (g.p.)



MED-Particles: un progetto Life+ sugli effetti sanitari del Pm2.5 e delle polveri sahariane nelle città del Mediterraneo


Avevamo dato notizia su queste pagine della Conferenza di Roma del 10 luglio. Ne pubblichiamo ora un breve resoconto di Francesco Forastiere e Massimo Stafoggia, epidemiologi del DEPLAZIO che da molti anni si occupano di questi temi, spesso in collaborazione con le Agenzie ambientali. (g.p.)

Il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio è coordinatore del progetto di ricerca "MED-Particles- Dimensione e composizione delle particelle nei Paesi del Mediterraneo: variabilità geografica ed effetti a breve termine sulla salute", all'interno del LIFE+ Environmental Programme, finanziato dalla CE. Il progetto coinvolge partner in Italia, Spagna, Grecia e Francia. Informazioni dettagliate sul progetto sono disponibili sul sito: www.epidemiologia.lazio.it/medparticles/index.php/en/
MED-PARTICLES si propone di affrontare le correnti problematiche epidemiologiche sull’inquinamento atmosferico, focalizzando maggiormente l’attenzione sull'esposizione a particolato atmosferico (PM) nei Paesi del Mediterraneo e gli effetti sulla salute ad esso correlati. (Leggi tutto)




Ancora un intervento per il Sistema Nazionale

L'Unione Italiana degli Esperti Ambientali con la nota che segue ha inviato un estratto del BEA 2/2013 in corso di stampa (vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni") al ministro del MATT, ai presidenti e vicepresidenti delle commissioni ambiente del Senato e della Camera, al presidente e al direttore generale di ISPRA e a tutti i responsabili legali delle Agenzie regionali e provinciali. I nostri lettori già conoscono l'eccellente testo dell'Intesa della Conferenza unificata presente nella sezione "Normativa - Nazionale" fin dal febbraio di quest'anno. (g.p.)

Egregi Signori,
in coerenza con le iniziative intraprese, anche in collaborazione con le strutture del Sistema delle Agenzie ambientali, e con la determinazione che da oltre un sessantennio sottende l'attività dell'Unione Italiana degli Esperti Ambientali (UN.I.D.E.A.), anticipiamo un estratto del Bollettino degli Esperti Ambientali (BEA), organo ufficiale dell'Associazione, in corso di stampa. Con l'occasione si rinnova l'invito al Parlamento a voler prendere in esame in tempi rapidi le proposte di legge presentate fin da marzo alla Camera dei deputati e ai responsabili di ISPRA e delle Agenzie regionali e provinciali a svolgere un'attenta e permanente azione di vigilanza e di stimolo affinché l'iter legislativo possa concludersi positivamente.
Nel ringraziare per l'attenzione, UN.I.D.E.A. rinnova il suo impegno e la sua disponibilità per ogni e qualsiasi forma di collaborazione.

Distinti saluti
Adriano Zavatti
  Presidente UN.I.D.E.A.
  a.zavatti@unideaweb.it
Gianfranco Pallotti
  Responsabile editoriale BEA
  g.pallotti@unideaweb.it




Le acque europee

Con il Rapporto tecnico 7/2013 l'EEA presenta i primi resoconti sulla situazione delle acque europee a livello di bilanci idrici anche dei sottobacini. Sono state sviluppate nuove elaborazioni con la speranza che le molte lacune e imperfezioni attuali possano essere risolte in futuro. Vedi il testo in inglese alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)




Geologia e ambiente

Venerdì 14 giugno a Modena si è tenuta una giornata di studio su: “Il ruolo della Geologia Applicata nella protezione, gestione e valorizzazione del territorio”, organizzata dall’Università di Modena e Reggio Emilia, col patrocinio della Regione Emilia-Romagna, degli Enti Locali e diverse Associazioni scientifiche nazionali. L’evento era dedicato, a poco più di un anno dalla scomparsa, al prof. Maurizio Pellegrini che tenne per diversi anni la cattedra di Geologia Applicata nelle Università di Modena, Bologna e Parma con numerosi incarichi di grande prestigio presso il CNR e la Protezione Civile e impegnato professionalmente in diversi casi di grande rilevanza a livello nazionale. Fu vero caposcuola, studioso di fama internazionale, profondo conoscitore dell’idrogeologia, della stabilità dei versanti e delle frane, della protezione ambientale e degli altri temi propri della geologia applicata.
Le quattro sezioni sono state dedicate a: Acque, Modificazione dell’ambiente e del territorio, Rischi geologici, Beni Ambientali e Culturali, tutti di estremo interesse ed esemplari della vasta gamma di argomenti da approfondire nell’ambito della conoscenza dell’ambiente, anche in settori insospettabili quali l’archeologia ed il turismo.
Nell’occasione sono state esposte al pubblico tre mostre di grande rilievo scientifico e culturale: sulle frane del Vajont e di Stava e la più recente, curata dalla Regione Emilia-Romagna, sulle tecnologie per la protezione e la riqualificazione sismica.
La partecipazione alla giornata di un pubblico qualificato di esperti, studiosi e rappresentanti della PA è stata notevole.
Gli Atti, contenenti gli abstract delle relazioni presentate, possono essere richiesti, indicando nome ed indirizzo, fino ad esaurimento, a: zavattiadriano@gmail.com. (g.p.)




Confronti e collaborazioni

UN.I.D.E.A., da sempre convinta della necessità di un approccio interprofessionale ai problemi ambientali, all'interno e all'esterno del Sistema agenziale, prosegue nella sua politica di contatti con altre organizzazioni attive nel Paese e a livello internazionale. Anticipiamo nella Sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." il testo di una nota del prof. Marco Petitta dell'Università "La Sapienza" di Roma, Chairman del Comitato italiano della International Association of Hydrogeologists (IAH www.iahitaly.it), che apparirà, preceduta da una breve presentazione del Presidente Zavatti, sul BEA 2/2013. (g.p.)




Autorizzazione Unica Ambientale. Un primo passo

Il D.P.R. 59/2013 riempie un vuoto normativo e procedurale che si era creato tra fattori di pressione (industrie ed altre attività produttive) di grandi e medie dimensioni e quelle di medio-piccolo taglio. Mentre alle prime si poteva applicare tutta la procedura AIA a scala nazionale o regionale, a seconda delle dimensioni, alle seconde era riservato il vecchio modello di approccio settoriale, figlio del comand and control di tradizionale impostazione. La realtà veniva quindi separata in due diverse modalità di autorizzazione e controllo preventivo, con evidenti disparità, che non trovavano giustificazione nel reale impatto ambientale potenziale, quasi che attività di entità minore presentassero rischi minori. Chi conosce la storia dei più clamorosi casi di inquinamento ambientale in Italia, sa benissimo che l’impatto dipende in modo molto relativo dalla dimensione; anzi, assai spesso piccole e medie industrie possono presentare rischi significativi per l’ambiente, proprio per la loro difficoltà di affrontare in modo strutturato l’analisi dei processi produttivi ed intervenire con adeguate misure di attenuazione, assai costose se paragonate all’investimento complessivo dell’intera attività. [Leggi tutto] (a.z.)




Particolato e salute

Il 10 luglio a Roma studiosi greci, spagnoli e italiani, con l'attenta presenza della Commissione Europea, faranno il punto su MED-PARTICLES, progetto triennale sugli effetti a breve termine delle particelle aerodisperse (dimensione e composizione) in tre aree urbane del Mediterraneo. Lo scopo finale della ricerca era quello di consentire alle autorità di Bruxelles di fissare limiti credibili e scientificamente motivati in presenza di dati epidemiologici non coerenti. Tra gli altri verranno valutati i contributi derivanti dalle polveri sahariane e dagli incendi boschivi. Vedi il programma dell'evento alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




Il Sistema Nazionale ha bisogno di regole

I nostri lettori conoscono l'impegno che UN.I.D.E.A. ha profuso per dare finalmente un ruolo istituzionale, una visibilità e una vision al Sistema Nazionale delle Agenzie. Recentemente abbiamo chiesto da queste pagine che venga presentata una Proposta di Legge sulla falsariga di un buon testo, condiviso da tutte le forze politiche e già licenziato dalle competenti Commissioni della Camera nella precedente legislatura. Ne abbiamo ricordato i protagonisti di allora, entrambi rieletti.
Per questo motivo, a conclusione delle procedure di insediamento delle Commissioni, il Presidente Zavatti ha sollecitato l'On. Ermete Realacci, ora Presidente dell'VIII Commissione permanente realacci_e@camera.it, e l'On. Alessandro Bratti bratti_a@camera.it, presentatori delle due originarie proposte del 2008 e del 2010 successivamente unificate, a riprendere l'iniziativa parlamentare e ne ha dato informazione al Prof. De Bernardinis, Presidente di ISPRA e del Consiglio Federale e al Prof. Assennato, Direttore Generale di ARPA Puglia e Presidente di AssoArpa.
Chiediamo ai lettori, interni ed esterni al sistema, di dare maggior forza alla nostra iniziativa intervenendo presso i parlamentari citati e gli altri componenti della VIII Commissione i cui riferimenti sono reperibili sul sito www.camera.it (g.p.)




Aria e acqua

Nel corso della Settimana Verde, tenutasi a Bruxelles dal 4 al 7 giugno, è stato presentato il Rapporto 7/2013 dell'EEA, relativo ad un progetto pilota sulla qualità dell'aria con un confronto dei dati e delle politiche di dodici città europee - da Madrid a Dublino, Parigi fino a Malmo, Vienna, Vilnius e Plovdiv, per l'Italia Milano. Quasi tre quarti degli europei vive in aree urbane e la qualità dell'aria è quindi di notevole importanza per la salute dei cittadini. Negli ultimi venti anni sono stati fatti molti progressi ma rimangono ancora problemi riguardanti il biossido di azoto, il particolato e l'ozono che, ancora sopra i livelli limite, costituiscono una minaccia. Il progetto dovrebbe aiutare ad identificare e affrontare le cause di questo gap e indirizzare le politiche di gestione della qualità dell'aria sulla base delle diverse esperienze. Vedi il testo in inglese alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni".
Negli stessi giorni l'Agenzia ha preso in esame il rischio alluvioni e le prospettive a lungo termine. I morti e i gravi danni provocati dagli eventi nella Repubblica Ceca, in Austria e Germania sono strettamente collegati ai cambiamenti climatici - anche se la mancanza di dati storici impedisce di definire il rapporto causa/effetto - ma in molti casi il rischio inondazioni è anche il risultato di dove e come abbiamo scelto di vivere. L'UE sta affrontando questo rischio con una direttiva e i Paesi membri sono tenuti a redigere mappe di rischio entro l'anno in corso e di definire per il 2015 piani di gestione del rischio basati sulla prevenzione, protezione e allerta. L'Agenzia, a questo proposito, ha riferito che le Autorità tedesche hanno contattato Copernicus, il programma EU di osservazione della terra per acquisire le mappe delle aree colpite indispensabili per consentire ai servizi di emergenza locali per pianificare le reazioni. Le mappe si basano su dati satellitari forniti dall'Agenzia Spaziale Europea incrociati con quelli di dettaglio di proprietà tedesca. (g.p.)




Qual è un livello accettabile di rischio?

Segnaliamo, purtroppo in ritardo, un'iniziativa di ARPA Emilia-Romagna e del suo periodico ECOSCIENZA che si terrà nel pomeriggio del 12 giugno a Bologna. Il programma dell'evento dal titolo "Scienza, responsabilità e governo. La conoscenza scientifica per un approccio etico nella società del rischio" è riportato alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




L'ambiente in Europa migliora. Ma emergono nuovi rischi

La salute e il benessere sono intimamente legati all'ambiente. Questo è stato riconosciuto da decenni dai politici europei e più di recente è diventato una priorità assoluta nelle proposte per il 7° Programma di Azione Ambientale da parte della Commissione Europea. Il Rapporto 5/2013, elaborato congiuntamente dall'Agenzia Europea e dal Joint Research Centre di Ispra evidenzia e approfondisce gli elementi che hanno diretta influenza sulla salute e la qualità della vita e rappresenta un aggiornamento puntuale dell'analogo rapporto del 2005. In oltre 110 pagine, di cui venti di riferimenti bibliografici, vengono affrontati i prodotti chimici, l'inquinamenti in- e outdoor, il radon, le acque, il rumore, i campi elettromagnetici, le radiazioni ultraviolette, le nanotecnologie e i cambiamenti climatici. Vedi il testo in inglese alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" (g.p.)




Ambiente e controlli. Oltre la beffa delle infrazioni

Infrazioni alle leggi comunitarie, soprattutto in campo ambientale, che coinvolgono sia i livelli legislativi, sia quelli ministeriali, sia quelli regionali, che rischiano di costare all’Italia molti milioni di euro. E non ne avremmo proprio bisogno. Questo ha detto, in sostanza il ministro Moavero, nel corso dell'audizione alla Camera alle Commissioni riunite politiche Ue sulle linee programmatiche del suo dicastero.
Ma queste notizie … non fanno notizia. E ancora meno lo fanno i motivi profondi di questo stato di cose. A nessuno viene in mente di pensare che la mancanza e le carenze dei controlli effettuati da strutture efficienti, quali dovrebbero essere le Agenzie Ambientali regionali, sono la vera disfunzione che poi i cittadini pagano due volte: la prima con i danni diretti e indiretti alla salute e all’ambiente; la seconda con i quattrini sborsati per le multe UE. Cornuti e mazziati, come direbbero in qualche regione italiana.
Ed è proprio alle Regioni che questo dovrebbe interessare, visto che la gran parte delle sanzioni riguarda loro comportamenti assai poco virtuosi. E, cosa ancora più grave, da un certo disinteresse o scarsa attenzione sia alla legislazione ambientale che attende da anni un vero testo unico, sia, soprattutto, alla organizzazione ed alla gestione delle ARPA .
Si sperava tanto che nella scorsa legislatura una nuova e salvifica legge rinvigorisse le Agenzie, superando una serie ormai palese a tutti di difficoltà strutturali e normative, dopo che anche la precedente si era chiusa senza risultati. Ma la legislatura è finita e ne è iniziata una nuova, con nuovi attori, nuove commissioni, nuovo governo. Nuove stagioni, che si ripetono da sempre, monotone e sempre uguali a se stesse. E si ricomincia da capo a spiegare a nuovi soggetti ciò che era oramai conclamato agli occhi di quelli che ora fanno altro.
Sisifo, se esistesse, si divertirebbe assai, riconoscendo in questo rinnovarsi della fatica, sempre uguale a se stessa, una pena pari alla sua.
Chissà se questa è la volta buona. Speriamo. Noi non mancheremo di ricominciare nel nostro stimolo e nella nostra inesausta fatica: una condanna alla quale l’etica pubblica, politica, deontologica ci obbliga.
Ermete Realacci è il nuovo Presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera e Alessandro Bratti ne è membro. Erano i presentatori delle due proposte di legge successivamente unificate. Ad entrambi chiediamo di riprendere il testo già licenziato anche da altre Commissioni e di ripresentarlo. Per i nostri lettori ricordiamo il documento comprensivo delle nostre proposte di modifiche inserito il 27 agosto 2012 alla sezione "Sistema Nazionale"
Chissà se si vedrà mai la luce alla fine del tunnel. (a.z./g.p.)




Qualità e accreditamento

Questa è la sintesi del lungo titolo di una mezza giornata organizzata il 5 giugno prossimo a Reggio Calabria dalla locale Agenzia regionale in collaborazione con ISPRA, ACCREDIA e il Sistema agenziale con il nuovo logo. Non ci piace il titolo della relazione scelto dall'amico Assennato nel quale si parla di "macroarea meridionale" come contraltare ad altra utopica macroarea. L'incontro si chiude con una Tavola Rotonda dei rappresentanti delle Agenzie regionali. Vista anche la presenza di Maria Belli, speriamo che gli interlocutori decidano finalmente di dare applicazione, almeno in ambito agenziale, al MLG ISPRA 52/2009. Riportiamo il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)




Certificazioni ambientali e semplificazione dei controlli.
E le autorizzazioni?

Recentemente abbiamo ripescato una nostra definizione, ormai vecchia di venti anni " Nel rispetto reciproco dei ruoli la conservazione dell'ambiente è assicurata congiuntamente dalla PA e dalle imprese". Preferiamo il termine "conservazione" a quello di "protezione" o "tutela", come nel campo artistico-monumentale, lo preferiamo a "restauro". Partendo da questa storica convinzione non possiamo non apprezzare e non condividere l'articolo di Giovanni Fantini, responsabile dell'Area Affari istituzionali, legali e diritto ambientale, e della sua collaboratrice Maria Elena Boschi di ARPA Emilia-Romagna apparso questo mese nel quindicinale Ambiente & Sicurezza de Il Sole 24 Ore. Per gentile concessione della rivista e degli autori riportiamo integralmente alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" l'articolo (per l'accesso è necessaria una registrazione gratuita).
Alla pagina "Sistema Nazionale" riportiamo le stringenti considerazioni del presidente Zavatti. Fantini e Boschi, nel puntuale ed ineccepibile excursus, dal punto di vista logico e giuridico, viene correttamente enfatizzata l'Intesa di gennaio 2013 della Conferenza Stato-Regioni. Analisi di rischio nella definizione delle frequenze e delle modalità dei controlli e coordinamento dei diversi organi addetti ai controlli medesimi. Due principi banali e rivoluzionari. Ma gli stessi autori si pongono il problema della "cogenza" dell'Intesa. Anche noi abbiamo molti dubbi. A meno che il nuovo ministro dell'Ambiente non la trasformi rapidamente in un decreto. Nel frattempo il Consiglio Federale del Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali dovrebbe recepirne formalmente i principi e renderlo cogente almeno per le 21 strutture regionali e provinciali. Ma questo non basta perché, purtroppo, ci sono altri attori per rimanere al campo dei controlli ambientali. E a questo proposito, come si può pensare di coordinare organismi militari e paramilitari che sembra abbiano come unica mission "il numero di tacche alla cinta" e che motivano i loro interventi con la celebre frase "Ordini superiori"? Sarebbe ora di decidere quali siano le funzioni sul territorio del personale delle Agenzie e quelle degli altri senza la fuorviante rincorsa da parte dei primi della qualifica di UPG. Accanto a questi elementi di riflessione ne vogliamo aggiungere un altro, finora strisciante, esploso sulla ribalta di un discorso elettorale di un partito politico autorevole membro della maggioranza di Governo. " BASTA CON LE AUTORIZZAZIONI PREVENTIVE! CHIUNQUE DEVE ESSERE LIBERO DI INIZIARE UN'ATTIVITA' QUALSIASI. POI EVENTUALMENTE CI SARANNO I CONTROLLI, COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO. " Queste le parole testuali, a nostro avviso assurde. Credo che neanche Squinzi le sottoscriverebbe. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i nostri lettori, Fantini e Boschi, il Consiglio Federale delle Agenzie, AssoArpa, il Ministero dell'Ambiente e il Governo. (g.p.)




Seminario modellistica

Segnaliamo alla pagina "Formazione - Convegni Congressi" un'iniziativa di ARPA Liguria nella quale verranno illustrati strumenti modellistici come strumenti di previsione e pianificazione. L'evento si svolgerà a Genova il 22 maggio e si chiuderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno alcuni Direttori Generali delle Agenzie ambientali. (g.p.)




2013: anno di Air

L'aria pulita sarà al centro delle politiche ambientali per tutto il 2013. L'AEA sta periodicamente fornendo informazioni, statistiche e rapporti specifici per orientare le politiche di Bruxelles anche sulla base delle esigenze emerse da un sondaggio condotto da EUROBAROMETRO sulle opinioni di 25.000 cittadini europei. Riportiamo alla pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa" i risultati riguardanti l'Italia. (g.p.)




Malinconico SISTRI e tristissimo Arsenico

Ci siamo occupati su questa pagina di oscure manovre ordite intorno all'applicazione del SISTRI. La rivoluzione sulla tracciabilità dei rifiuti si è trasformata, senza concludersi, nel solito affare all'italiana. Riportiamo alla pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa" un recente articolo apparso su La Repubblica. In questi stessi giorni si ritorna a parlare dell'annoso problema dell'Arsenico nelle acque destinate al consumo umano di molti centri del nord del Lazio. In uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità si riportano dati sulle alte concentrazioni dell'Arsenico in unghie e sangue di quelle popolazioni risultate circa doppie rispetto ad un gruppo di controllo. Sempre alla sezione "Pubblicazioni - Comunicati stampa" riportiamo un articolo de La Repubblica e il comunicato stampa di Feder Utility mentre di seguito presentiamo una riflessione di Adriano Zavatti. (g.p.)

Buongiorno ISS! Ben arrivato ultimo. L'importante è partecipare!

Sarebbe simpatico raccontare al "popolo" (bue) che lo si sa da più di vent'anni. E altrettanto, incrociando i dati di mortalità e morbilità, con quelli dosati nello studio, calcolare quanti sono stati i morti nel periodo. Ma questo è troppo difficile da pensare per delle povere menti a-scientifiche. O rischioso.
Si potrebbe però mettere la notizia in rilievo, sintetizzando l'articolo o rimandando al link di Repubblica, con un commento del tono:
"Sulla pagina di "La Repubblica" – Roma è apparsa la notizia sconvolgente di uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità che ha individuato livelli di concentrazione doppi del normale nella popolazione del viterbese, esposta al rischio Arsenico, presente in elevate concentrazioni nell'acqua "potabile" in 90 Comuni del Lazio per un totale di 854.000 abitanti. In una quarantina di comuni. dal primo gennaio di quest'anno sono in vigore ordinanze di divieto d'uso dell'acqua.
Mentre ci pare francamente stucchevole la frenetica (e tardiva) aggressività del Codacons, che minaccia mirabolanti richieste di danni (ne arrivasse mai una a buon fine!), riempie anche noi di soddisfazione l'allarmato (e anch'esso tardivo) intervento del ministro Balduzzi, che pare abbia trovato molta attenzione nel presidente della Regione Lazio Zingaretti (Balduzzi si dice "soddisfatto" del colloquio avuto con Zingaretti: "Finalmente si vede un interessamento reale della Regione"). Purtroppo l'articolo non parla delle ben note cause della presenza di Arsenico, di origine naturale in ambiente ad elevato vulcanesimo come quello viterbese, ma pur sempre cancerogeno. Né si fa menzione del fatto che sono molti decenni che la cosa è nota per questa zona e altre similari nell'Italia meridionale (Campania, Sicilia), nonché per una larga fascia della pianura padana (sebbene per altra origine naturale) e noi stessi ne abbiamo parlato a più riprese in queste pagine e pubblicato articoli e volumi al riguardo (v. ad esempio: AA.VV (2005).: Presenza e diffusione dell'Arsenico nel sottosuolo e nelle risorse idriche italiane; Quaderni di Arpa Emilia-Romagna, , nonché in: Zavatti A. et alii (1995): La presenza di Arsenico nelle acque sotterranee della pianura Padana: evidenze ambientali e ipotesi geochimiche: quaderni di Geologia Applicata, vol. 2, 301-326; Pitagora ed. Bologna). Il problema fu da noi agitato molti, molti anni fa, oltre che in ambienti scientifici, anche pubblicamente, evidentemente senza molto successo ed ascolto. La riprova sta nell'esplodere oggi del caso. Meglio tardi che mai.
Ciò che ci stupisce è che a nessuno, almeno al momento, non venga in mente di incrociare i dati di morbilità e mortalità delle coorti di esposte nell'area, con i dati dello studio dell'ISS. Forse perché ci si dovrebbe amaramente soffermare a calcolare almeno statisticamente, ma su basi certe, l'incidenza del fenomeno. (a.z.).




Scenari per la pianificazione urbana

Lunedì 22 aprile, presso la Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma, si terrà la conferenza internazionale

TOWARDS SCENARIOS FOR URBAN ADAPTATION PLANNING

Assessing seawater intrusion under climate and land cover changes in Dar es Salaam, Tanzania (vedi programma alla pagina “Formazione - Convegni-Congressi”)
Sono previste due sessioni di lavori dedicate al monitoraggio dell’ambiente urbano nei paesi Sub-Sahariani, con focus specifico sull’intrusione marina nelle falde costiere e sui fenomeni di sviluppo urbano incontrollato, alle quali parteciperanno ricercatori di tre università tanzaniane e colleghi di università italiane. Concluderà una tavola rotonda sull’uso di scenari per la pianificazione dell’adattamento al cambiamento climatico.
Durante la conferenza saranno presentati i risultati del Progetto EuropeAid “Adapting to Climate Change in Dar es Salaam”, coordinato da Silvia Macchi, e del PRIN 2009 “Valutare, pianificare e gestire localmente il territorio e l'ambiente in Africa Sub-sahariana”, coordinato da Maurizio Tiepolo del Politecnico di Torino.
Sarà gradita una email di pre-registrazione a info@planning4adaptation.eu (g.p.)




Tanto lavoro, attività e dati certificati
ma poche pubblicazioni

Milioni di dati, soluzioni di problemi, approcci organizzativi e gestionali permanenti senza che ad essi corrispondano presenze di contributi scientifici su riviste nazionali e internazionali. Da questa amara constatazione nasce la nota scritta dal Presidente Zavatti riportata nella "Home". Il testo è stato inviato anche ai professori De Bernardinis e Assennato, rispettivamente Presidente di ISPRA e, in quanto tale, Presidente del Consiglio Federale delle Agenzie e Presidente di AssoArpa. Riportiamo di seguito la lettera di trasmissione. (g.p.)

Cari Presidenti,
da tempo UN.I.D.E.A., pur constatando l'affermarsi di una pubblicistica di informazione ambientale anche di alto profilo, ad opera delle Agenzie Ambientali e di ISPRA (Report, Annuari ecc), ha osservato una parallela notevole riduzione, per non dire scomparsa, di articoli, comunicazioni, review scientifiche, a cura di operatori del sistema agenziale, in riviste scientifiche specialistiche o di elevato standard divulgativo scientifico.
Ci siamo interrogati sui motivi di tale situazione e nell'articoletto sotto forma di lettera, che qui allego e che abbiamo inserito nel nostro sito (www.unideaweb.it), riportiamo alcune considerazioni, che mi permetto di offrire ad una vostra valutazione e ad una riflessione, sia in sede di Consiglio Federale, sia di AssoArpa.
Vi ringrazio per l'attenzione e mi auguro di ricevere da voi un positivo riscontro, al quale UN.I.D.E.A. sarà ben lieta di dare la massima diffusione.
Con stima, cordiali saluti

Adriano Zavatti
Presidente UN.I.D.E.A.




Imprese e Pubblica Amministrazione. Alla ricerca di comportamenti coerenti e univoci

Il 19 marzo, su questa stessa pagina, abbiamo riportato le "lamentazioni", largamente condivisibili, del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi a proposito della diversa applicazione delle norme ambientali nei diversi Paesi della UE e , cosa ancora più grave, in Italia. C'eravamo basati su un articolo della Newsletter di Federchimica che faceva riferimento ad un Rapporto e le nostre considerazioni non potevano che essere generiche. Siamo ora in grado di mettere a disposizione dei lettori il documento originale (vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni") con una più approfondita nota a margine del Presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti (vedi a "Sistema Nazionale"). Del resto sulla disomogeneità dei comportamenti tra le strutture pubbliche abbiamo un esempio recentissimo. A differenza di ARPA Lombardia che ha tolto la qualifica di UPG al suo personale sul territorio con il beneplacito del Consiglio di Stato, la Regione Toscana ha delegato il Direttore Generale dell'ARPA a selezionare il personale cui attribuire quella qualifica (vedi alla pagina "Normativa - Normativa regionale"). Ai nostri lettori è nota la posizione dell'Associazione sulla non necessità degli UPG all'interno delle Agenzie che rischia di stravolgere la mission e il ruolo di strutture tecnico-amministrative di controllo e conoscenza del territorio. (g.p.)




Qualità dell'aria

Due giorni (17 e 18 aprile) a Roma presso la sede dell'ENEA per la presentazione dei risultati del modello nazionale MINNI a supporto della negoziazione internazionale e delle politiche nazionali e regionali (vedi il programma alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi"). (g.p.)




Prevenire e ridurre, la sfida dei rifiuti

“La gerarchia delle priorità nella gestione dei rifiuti è ben definita da ormai molti anni, sia a livello europeo che nel recepimento normativo nazionale e nella pianificazione di scala locale. Ma la prevenzione, il primo punto di quella gerarchia, è sempre stato quello più delicato da affrontare ed è sempre più attuale e necessario interrogarsi sulle scelte da compiere perché si riesca a compiere una reale riduzione, al di là di quella causata principalmente dalla crisi economica. Insomma efficienza e sostenibilità. Attenzione all’intero ciclo di vita dei prodotti, eliminazione degli sprechi, riduzione dei materiali da smaltire e valorizzazione della filiera del recupero: sono queste le sfide poste alla nostra società e c’è bisogno del contributo di tutti gli attori per riuscire a vincerle.”
Questa la presentazione dell’Editoriale di Paola Picco “Rifiuti, uno scenario senza coordinate” sul N. 1/2013 di Ecoscienza, la rivista di ARPA Emilia-Romagna, intervento come sempre puntuale e giuridicamente ben documentato.
Recentemente EUROSTAT ha diffuso una sintesi delle diverse modalità di smaltimento dei rifiuti urbani nei 27 paesi della UE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. I dati sono relativi al 2011 e molti sono stimati ma il quadro è assai significativo e degno di una qualche riflessione. L’Italia smaltisce in discarica il 49% dei suoi rifiuti mentre Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera non superano il 3%. Questi Paesi ricorrono all’incenerimento dei loro rifiuti dal 35 fino a quasi il 60% mentre noi siamo al 17.
Il riciclo è il più diffuso in Germania (45% dei rifiuti trattati), Irlanda (37%), Belgio (36%), Slovenia (34%), Svezia (33%), l’Olanda (32%) e la Danimarca (31%). L’obiettivo della Direttiva 2008/98/EC per il 2020 è il 50%. Gli Stati Membri con la più alta percentuale di compostaggio per i rifiuti urbani sono l’Austria (34%) e l’Olanda (28%). Il nostro Paese è al 21%, dato secondo noi sovrastimato.
Il riciclo e il compostaggio delle RSU insieme superano il 50% in Germania (63%), Austria (62%), Olanda (61%) e Belgio (57%). In Italia siamo al 34%.
Sempre a marzo l’Agenzia Europea di Copenaghen ha pubblicato, insieme alla relazione principale (vedi alla sezione “Pubblicazioni - Segnalazioni”, anche le relazioni dei singoli Paesi. Vedi sempre alla sezione “Pubblicazioni - Segnalazioni” quello riguardante l’Italia redatto da due ricercatori del CERIS-CNR di Milano.
Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dell’AEA, ha dichiarato: “In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo.
La relazione dell’AEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e l’attuale situazione economica in molti Stati Membri dell’UE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente.
La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il Rapporto 2/2013 è stato presentato il 19 marzo a Bruxelles nel corso di un seminario sulle strategie politiche e sulle infrastrutture del settore. (g.p.)




SI(NI)STRI

Ci chiedevamo da tempo, e ne avevamo informato i nostri lettori, che fine avesse fatto il SISTRI, il sistema di controllo informatizzato della produzione e smaltimento dei rifiuti. Ora L’Espresso del 7 marzo, ci dà una prima risposta. Stando all’articolo di Emiliano Fittipaldi che, a nostra conoscenza, non ha avuto smentite, oltre ad essere bloccato per numerose inadempienze e difficoltà tecniche, il SISTRI sarebbe oggetto di una inchiesta giudiziaria, che metterebbe in risalto comportamenti assai poco trasparenti, per usare un eufemismo. Già da tempo, soprattutto le imprese, costrette a sborsare ingenti somme per l’acquisizione del software di gestione, protestavano per i continui rinvii nell’applicazione, che, ovviamente, favorirebbe i comportamenti virtuosi, mentre sarebbe un forte deterrente per quelli fraudolenti o peggio. UN.I.D.E.A. si è unita al coro delle proteste, se non altro per poter garantire quella omogeneità di comportamenti nei controlli costituzionalmente riconosciuta. Bene, ora emerge un retroscena a dir poco sconcertante che merita di essere stigmatizzato. Chi ha la responsabilità tecnica e politica dell’innovazione (di per sé giusta) dimostra, quantomeno se non peggio, una totale incapacità di governo dell’innovazione stessa. Su questa incapacità sembrano innescarsi vicende che tutto sono meno che limpide. Le domande che sorgono spontanee: come è tollerabile che chi, avendone la responsabilità, non ha saputo (o voluto, non lo sappiamo, ma non è importante) gestire l’innovazione resti al suo posto dopo aver causato una ulteriore perdita di credibilità della pubblica amministrazione? Quali sono le strade per far sì che le riforme non si trasformino sempre in un colossale bluff o, peggio, in un ulteriore spreco di denaro pubblico e privato, senza far avanzare di un nonnulla il sistema? Non possiamo e non vogliamo credere che, ahimè come in questo caso, "privato" sia bello e "pubblico" sinonimo di inefficienza e corruttela. Cambiare si può e si deve. E’ la buona politica e la volontà e l’impegno dei rappresentanti eletti dai cittadini a doverci dare queste garanzie e non solamente in vigilando, ma governando, nei ruoli propri della maggioranza e dell’opposizione che si formerà nel nuovo Parlamento. Questo chiedono gli italiani, in tutti i campi, ma, per quanto ci interessa più da vicino, soprattutto in quello della qualità e della univocità della prevenzione ambientale. (a.z.)




Incertezza delle misure e certezza della vergogna

Recentemente - vedi su questa stessa pagina - non abbiamo potuto non condividere il grido di dolore del presidente di Confindustria a proposito della diversa applicazione nel nostro Paese di norme e regolamenti e di comportamenti non omogenei di enti amministrativi e strutture tecniche a parità di situazione. In questi giorni Giuseppe Sartori, uno degli animatori e autori del MLG ISPRA 52/2009, ci ha trasmesso una corrispondenza scambiata con una scrupolosa collega di un laboratorio privato. Con l'autorizzazione di entrambi che ringraziamo, riportiamo le due note alla sezione "Sistema Nazionale". Sono trascorsi oltre tre anni, cinque seminari con la presenza di oltre 800 persone e nulla è cambiato. Il documento, approvato dal Consiglio Federale delle Agenzie e trasmesso formalmente ai Ministeri dell'Ambiente e della Salute è rimasto lettera morta. Poche Agenzie lo hanno recepito e reso vincolante per le strutture analitiche, nessuna notizia di un promesso successivo documento che approfondisse, chiarisse e rendesse meno equivoci proprio i capitoli 6 e 7 citati nel carteggio. Nessuna iniziativa è stata adottata dal vecchio e dal nuovo ministro dell'Ambiente, almeno per un decreto che rendesse vincolanti i contenuti del Manuale per il settore ambientale. In conclusione regna la più comoda anarchia aggravata dalle direttive di alcuni procuratori che, in barba alla ormai sterminata letteratura scientifica sull'argomento e all'applicazione dei principi in tutta Europa, pretendono che, a fronte di un limite di 2, il risultato analitico 2.0....0001 sia considerato valore non conforme. Dall'altra parte i "clienti" di un laboratorio si sentono autorizzati a stabilire le cifre significative dei risultati sul rapporto di prova. In analogia a quanto accade per le norme generali, anche a livello tecnico si preferisce la non chiarezza, la occasione di litigiosità e la più completa deresponsabilizzazione lasciando gli operatori sul campo, pubblici e privati, soli, indifesi e ricattabili. Se non è vergogna... (g.p.)




Energie rinnovabili. Un'opinione neanche sorprendente.

"In Italia il settore delle energie rinnovabili è oggi in sofferenza. Il governo ha dato una drastica sforbiciata agli incentivi concessi a questa tecnologia o addirittura li ha annullati. Il settore si è fermato e molte aziende sono in crisi. Il futuro delle rinnovabili appare seriamente ipotecato. Ma è colpa del governo Monti, che ha preso questi provvedimenti? La risposta è no. La colpa è invece di un sistema di sovvenzioni al solare che ha scatenato una vera e propria ingordigia e mandato fuori controllo i costi dell’elettricità consumata da milioni di utenti. Un pessimo intervento di cosiddetta “politica industriale”, un cedimento alla pressione di diversi gruppi di interesse, che hanno utilizzato ingenti risorse in modo del tutto inefficiente e ingiusto. La sintesi brutale è che il mezzo si è mangiato il fine. Non solo questa modalità di sostegno al fotovoltaico non ha giovato al suo avanzamento tecnologico, né allo sviluppo di una sua filiera industriale nazionale, ma, peggio, ha affossato il mondo delle rinnovabili." Questa è la sintesi della nuova fatica di Chicco Testa, riportata nella controcopertina di "Chi ha ucciso le rinnovabili? " distribuito in allegato alla Rivista "Formiche", e ripreso da Astrolabio, la Newsletter de Gli amici della terra (vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni"). Nella copertina, costruita come quelle dei Gialli Mondadori, campeggia la minacciosa e baffuta immagine in bianco e nero di un pistolero del western muto ai tempi di Tom Mix.
Non facciamo commenti sull'analisi e sulle conclusioni del pamphlet. Il percorso del nostro da Segretario di quella Legambiente, non ancora renaultiana, a Presidente di Assoelettrica è noto e ampiamente documentato. (g.p.)




La Confindustria ha ragione

Riportiamo alla sezione "Pubblicazioni - Comunicati stampa" un articolo apparso ai primi di marzo su "Chimica & oltre", la Newsletter di Federchimica. Abbiamo, anche recentemente, messo in guardia i nostri lettori dalle minacce di un liberismo sgangherato a proposito dell'apertura e della conduzione dell'attività di impresa che stravolgesse i principi dell'Art. 41 della Costituzione ma non possiamo non condividere le preoccupate dichiarazioni del presidente Squinzi sulla differenze applicative delle Direttive e dei Regolamenti nei Paesi della UE e, soprattutto, da parte degli enti amministrativi e delle strutture tecniche italiane. Del resto l'Associazione ha sempre cercato di sollecitare gli attori pubblici ad abbandonare atteggiamenti di stupida e non pagante rivendicazione di autonomia. Dal rilascio delle autorizzazioni, in termini di tempistica di rilascio, valutazione tecnica e prescrizioni, alle modalità di controllo degli impianti, in termini di frequenze, duplicazioni e settorializzazioni. Fino alla qualità e univocità, a parità di insediamento, degli accertamenti analitici e della loro interpretazione ai fini dei conseguenti atti amministrativi. A Roma nel lontano 1950 il II Congresso Nazionale dell' Associazione Nazionale tra i Chimici dei Laboratori Provinciali di Igiene, bisnonna di UN.I.D.E.A., scelse come tema centrale "Revisione e unificazione dei metodi di analisi". A livello personale ricordiamo che nei primi anni '70, quando ci occupavamo di controllo degli alimenti, ci raccontavano che molte piccole aziende delocalizzavano le loro attività oltre i confini della provincia di Roma. Evidentemente la situazione non è molto cambiata e non è accettabile che un imprenditore corretto debba considerarsi fortunato o sfortunato sulla base degli umori o dei comportamenti degli interlocutori amministrativi o tecnici. Ovviamente questa disparità di trattamento è altrettanto odiosa e anticostituzionale per gli utenti e i cittadini. In attesa dell'auspicata riforma del Sistema Nazionale da parte del nuovo Parlamento, crediamo che l'organizzazione delle Regioni, l'UPI, l'ANCI e il Consiglio federale delle Agenzie facciano, secondo le rispettive competenze, quanto è necessario per eliminare questo inaccettabile scandalo. (g.p.)




L'attestazione di parte terza. Quale valore aggiunto?

Nel seminario organizzato da ARPA Emilia-Romagna ad ottobre è stato affrontato un tema delicato per una più moderna ed “Europea” strutturazione delle attività che dovrebbero condurre ad una migliore conservazione dell’ambiente. Riportiamo di seguito la sintesi di Raffaella Raffaelli apparsa, insieme agli altri interventi, sul n. 6/2012 della rivista ECOSCIENZA. (g.p.) Leggi tutto




Qualità e omogeneità delle ispezioni ambientali.
Ci pensa la Commissione a Bruxelles

Ne ha dato notizia recentemente anche il sito dell’ISPRA. La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica – vedi a "Pubblicazioni - Comunicati stampa" - che si chiuderà il 26 maggio 2013 per la revisione del Quadro normativo dell’Unione Europea sulle ispezioni ambientali. Sono invitati a partecipare alla consultazione attraverso la compilazione di un robusto questionario, le autorità nazionali, regionali e locali, i network pan-europei e nazionali dei professionisti dell’ambiente, le imprese, gli organismi ambientali non-governativi nonché i cittadini in generale.
Ci auguriamo che il nostro Paese, almeno dalla parte istituzionale, voglia presentare un contributo unico e condiviso, sintesi di un confronto dei diversi attori (Minambiente, Sistema Nazionale delle Agenzie – operatori compresi -, Magistratura). Non sarebbe male se il confronto preliminare riguardasse anche le organizzazioni delle imprese. L’obiettivo principale della consultazione è quello di raccogliere suggerimenti e raccomandazioni da parte di tutti gli interlocutori rilevanti nel campo delle ispezioni ambientali e dal pubblico in generale, per la revisione dell’attuale quadro normativo con la definizione di un nuovo strumento orizzontale vincolante che la Commissione intende proporre nel corso del 2013.
La consultazione pubblica è accompagnata da uno studio – vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni" -, di ben 214 pagine farcite di tabelle comparative costi/benefici delle proposte, pubblicato dalla Direzione Ambiente della CE nel quale vengono analizzate possibili opzioni per rafforzare il ruolo dell’Unione Europea in materia di ispezioni ambientali e la capacità della Commissione di intraprendere ispezioni effettive su presunte violazioni delle normative ambientali. Il documento, a cura di un team di esperti del Bio Intelligence Service (BIO), dell’Istituto Ecologico e dell’Istituto Europeo per le politiche ambientali (IEEP), ha due obiettivi principali:

  1. analizzare le opzioni che consentirebbero di aumentare la competenza in materia di ispezioni ambientali a livello dell’Unione Europea e rafforzare il ruolo della Commissione
  2. analizzare l’uso di competenze esterne per aumentare le capacità della CE ai fini di intraprendere ispezioni concrete su presunte violazioni delle direttive ambientali UE.
In termini di miglioramento della capacità d’ispezione dell’Unione Europea, sono state identificate possibili sinergie tra i due obiettivi, in particolare circa ridurre il carico amministrativo e assicurare la competenza tecnica necessaria. Lo scopo principale di questo studio è quello di sostenere le attività del settimo Programma d’Azione per l’Ambiente che prevede una strategia ambientale a lungo termine orientata in particolar modo ad una migliore implementazione della legislazione ambientale a tutti i livelli. Per il raggiungimento dei due obiettivi dello studio sono state analizzate cinque opzioni strategiche nonché una possibile combinazione di queste opzioni. (g.p.)




Il traffico è ancora un pericolo per la salute dei cittadini

Il settore dei trasporti in Europa è responsabile della presenza dei livelli nocivi di sostanze atmosferiche inquinanti e di un quarto delle emissioni di gas a effetto serra presenti nell’Unione Europea. Secondo quanto emerso dall’ultima relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), molti dei conseguenti problemi ambientali possono essere affrontati intensificando gli sforzi per raggiungere i nuovi obiettivi fissati dall’UE. Una delle grandi sfide del XXI secolo sarà quella di attenuare gli effetti negativi dei trasporti - gas a effetto serra, inquinamento atmosferico e acustico – pur mantenendo le caratteristiche positive della mobilità.
La relazione annuale redatta dall’AEA - vedi il testo alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" - valuta l’impatto ambientale dei trasporti in Europa, raccogliendo le informazioni e i dati più aggiornati sugli effetti dei trasporti sull’ambiente, sulle strategie e le buone pratiche che integrano le politiche di protezione ambientale alle politiche di mobilità. Nella relazione si afferma che in questo campo sono stati registrati alcuni miglioramenti, anche se dovremmo in parte attribuirli alla riduzione delle attività economiche durante la recessione. Per questo motivo, con la ripresa dell’economia, i nuovi obiettivi dell’UE in materia di trasporti dovranno puntare alla riduzione ulteriore degli impatti ambientali.
Seppure diminuito nel corso degli ultimi due decenni, l’inquinamento atmosferico rimane ancora un grave problema in molte zone. Le norme EURO per gli autoveicoli, per quanto nel complesso abbiano prodotto sostanziali miglioramenti della qualità dell’aria, non sono riuscite a ridurre nel concreto le emissioni di NO2 (biossido di azoto) ai livelli stabiliti dalla legislazione. Anche l’aumento del trasporto di merci contribuisce al peggioramento della qualità dell’aria, costituendo una delle principali cause della presenza di elevati livelli di NO2. L’intensificarsi del trasporto marittimo degli ultimi vent’anni ha inoltre comportato una riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo, responsabili del fenomeno delle piogge acide, solo del 14% dal 1990, nonostante i notevoli miglioramenti prodotti in questo settore in termini di efficienza.
Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA, ha dichiarato: "Una delle grandi sfide del XXI secolo sarà quella di attenuare gli effetti negativi dei trasporti - gas a effetto serra, inquinamento atmosferico e acustico – pur mantenendo le caratteristiche positive della mobilità. L’Europa può dare l’esempio intensificando gli sforzi sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica nel campo della mobilità elettrica. Tale cambiamento potrebbe trasformare la vita all’interno delle città”. Ulteriori tendenze e risultati

  • Le persone che vivono in prossimità di strade trafficate in tutta Europa sono particolarmente esposte a livelli elevati di inquinamento atmosferico. Livelli nocivi di biossido di azoto (NO2) superiori ai limiti di legge sono stati registrati nel 2010 nel 44% delle stazioni di monitoraggio dell'aria installate lungo le strade. I livelli di particolato (PM 10) hanno superato i limiti nel 33% di tali siti. Questi inquinanti possono avere conseguenze sul sistema cardiovascolare, sui polmoni, sul fegato, sulla milza e sul sangue.
  • L'Europa deve ridurre ulteriormente l'energia utilizzata nei trasporti, dal momento che nel 2011 è risultata solo del 4,3% inferiore rispetto al picco registrato nel 2007. L’utilizzo di energia in alcuni mezzi di trasporto è dipeso dalle oscillazioni dell’economia degli ultimi anni. Per esempio la domanda di trasporto merci, dopo un forte calo tra il 2008 e il 2009, ha registrato un aumento pari al 5,4% nel 2010.
  • La domanda di trasporto passeggeri è scesa quasi dell'1% tra il 2009 e il 2010. Questo dato sembra contrastare con la tendenza di lungo periodo, perché da quando sono cominciati i rilevamenti, a metà degli anni ’90, la domanda di trasporto dei passeggeri è aumentata costantemente in tutta l'Unione Europea. Dall’altro lato la relazione informa che l'uso dell’auto privata è rimasto più o meno stabile, nonostante la recessione economica e le oscillazioni del prezzo del carburante degli ultimi dieci anni.
  • In alcuni casi, i prezzi possono indurre le persone a compiere scelte che sono dannose per l'ambiente. L'acquisto di un’auto è diventato sempre più conveniente in termini reali a partire dalla metà degli anni ‘90, sottolinea la relazione, mentre sono diventati più costosi i viaggi in treno e il trasporto marittimo dei passeggeri. Tuttavia le nuove auto stanno diventando più efficienti nell’uso e nel consumo del carburante. L’autovettura venduta in media nel 2011 è risultata del 3,3% più efficiente rispetto a quella venduta in media l’anno precedente.
  • Per raggiungere l’obiettivo dell’UE, il settore dei trasporti deve ridurre le emissioni di biossido di carbonio del 68% tra il 2010 e la metà del secolo. Le emissioni di gas serra dovute ai trasporti sono diminuite dello 0,4% tra il 2009 e il 2010, e le prime stime mostrano una diminuzione simile tra il 2010 e il 2011.
  • L’inquinamento acustico costituisce un altro effetto dei trasporti che può causare gravi problemi di salute. La relazione rileva che, nelle più grandi città europee, tre residenti su cinque sono esposti a livelli nocivi di rumore a causa del traffico. Persino nelle zone di campagna, 24 milioni di europei sono esposti in orari notturni a livelli dannosi di rumore prodotto dalla circolazione di autoveicoli. Questo può causare problemi sia fisici che psicologici.




Gestione delle acque in un ecosistema debole.
La sfida europea

Water pollution and excessive water use are still harming ecosystems, which are indispensable to Europe’s food, energy, and water supplies. To maintain water ecosystems, farming, planning, energy and transport sectors need to actively engage in managing water within sustainable limits. Water is finite, and cannot continue to absorb limitless amounts of pollution without damaging the resources and ecosystems we rely on.
The report EEA 9/2012 - vedi il testo alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" - shows a mixed picture for the status of Europe’s water bodies, while the findings are worrying when it comes to ecosystems' ability to deliver essential services. Strong ecosystems should be maintained, partly because they provide vital services which are often overlooked, the report says. For example, restoring a wetland is not only good for biodiversity but also water filtration, water retention and flood prevention. Although essential, these services are not accounted for in current financial and economic systems. “Water is finite, and cannot continue to absorb limitless amounts of pollution without damaging the resources and ecosystems we rely on,” Jacqueline McGlade, EEA Executive Director, said. “Farmers, planners and companies need to cooperate more, to make sure that the combined pressures on ecosystems do not pass harmful limits.”

    Ecosystems are under pressure. Less than half (48 %) of Europe's surface water bodies are likely to be in good ecological status by 2015, as specified by the Water Framework Directive (WFD). To meet this target, water bodies must further reduce nutrient pollution and restore more natural features. The effects of these problems are clear – 63 % of lakes and river habitats in the EU are reported to have an ‘unfavourable’ conservation status.
  • Modification of water bodies is harming ecosystems. The extent of modification of water bodies – the ‘hydromorphological status’ – is also a problem in 52 % of surface waters. Artificial modifications such as dams or reservoirs can prevent plants and animals from migrating or reproducing.
  • Pollution problems in European waters. Nitrate pollution from agricultural fertilisers is the most long-term pollution problem for European surface waters. At the current rate of improvement, nitrate levels will still be too high for several decades to come, the report notes. Phosphates and ammonia pollution are reducing more quickly, due to better waste water treatment. This improvement is visible in the improving water quality at bathing sites across Europe – in 2011, 92.1 % of sites met the minimum standards.
  • Agriculture and other sectors are using water inefficiently. Water scarcity is caused by human demands exceeding the available freshwater resources, adding to the ‘water deficit’ during summer droughts in many parts of Europe.
  • Drought is increasing across Europe. The number of countries affected by drought per decade increased from 15 in the period 1971–1980 to 28 in the period 2001–2011. Climate change is expected to exacerbate this problem.
  • Flooding is becoming more frequent, especially in Northern Europe. More than 325 major river floods have been reported in Europe since 1980, of which more than 200 have been reported since 2000.This is partly caused by increased building in flood prone areas. Projected climate change is expected to lead to more floods in many areas.
Looking ahead to responsive water resources management
The EEA report, launched today at the Blueprint conference in Cyprus, underpins the Blueprint’s recommendations and provides a baseline for monitoring progress. New incentives can help Europe reduce the amount of water that is wasted, according to the EEA report. Suggested measures include reconsidering pricing structures for water use or domestic metering. However, incentives introduced with other policy objectives in mind can also encourage wasteful behaviour, for example some governments subsidise water use or encourage water-intense crops in dry areas. Farming remains one of the largest pressures on Europe’s water resources, so agriculture and the food industry are major actors in significantly improving the situation. In the future, payments to farmers under the Common Agricultural Policy should consider their overall effect on water resources, the report says. Energy production is another sector with a high impact on water in Europe. Biofuel production can be water intensive, while hydropower plants often divert water used for other sources. Extracting non-conventional oil and gas resources can also lead to water pollution. Careful planning can balance these demands against the needs of ecosystems, the report says. Overall, river basins need to be further managed with constructive dialogue between the many stakeholders in the area. Public participation and the development of a strong knowledge base are paramount to engage into this dialogue. The report states that the river basin is the best geographical scale for making accurate ’water accounts’– in effect asset management to balance the incoming and outgoing resources. Upcoming challenges for water resource management can only be met when water managers have the right information at their fingertips. With population growth, urbanisation and economic development, the demand for freshwater in urban areas are increasing throughout Europe. At the same time, climate change.




Controlli mirati, utili e tecnicamente seri

Questi sono gli obiettivi dell'Intesa Governo, Regioni ed EELL. Ora le buone intenzioni devono trasformarsi in comportamenti reali per tutti (troppi) che si muovono sul territorio (con o senza stellette).
Riportiamo alla sezione "Sistema Nazionale" un primo intervento del Presidente Zavatti con la speranza che il documento siglato recentemente sia messo immediatamente all'O.d.G. del Consiglio Federale. (g.p.)




Finalmente linee guida in materia di controlli

Abbiamo dovuto aspettare 16 anni (L. n. 59/1997) perché in Italia fossero recepiti - non ancora a livello normativo, teniamolo a mente - alcuni vecchi principi dell'O.C.S.E., già allora patrimonio della maggior parte dei Paesi europei. L'Intesa - vedi il testo alla sezione "Normativa - Normativa nazionale" - costituisce un ottimo, positivo e concreto documento, di carattere e applicazione generale, al quale non si potrà non fare riferimento nella futura emanazione di norme di indirizzo e coordinamento in materia di controlli ambientali. Rimandiamo l'esame analitico ad un successivo intervento ma fin da ora esprimiamo la piena condivisione dei contenuti. Ne abbiamo ribadito recentemente l'esigenza su queste pagine e ne abbiamo fatto oggetto dell'Editoriale del BEA 4/2012, in corso di pubblicazione, e che anticipiamo sulla Home.
Del resto è stato uno dei punti fermi della politica dei controlli portati avanti dall'UN.I.D.E.A. e accolto nel rapporto presentato nel 1997 a Torino alla Prima Conferenza delle Agenzie Ambientali. Riprendendo anche le indicazioni di Giorgio Freddi nel suo "Il sistema dei rapporti A.N.P.A. e A.R.P.A." del 1995, a proposito delle priorità nelle attività delle strutture, scrivevamo:

  • privilegiare gli interventi di survey piuttosto che di monitoring e, comunque, acquisire elementi di conoscenza spazio-temporali che consentano una "lettura" integrata del territorio in rapporto alle sue peculiarità;
  • rivolgere le attività sulle situazioni di maggior rilevanza evitando interventi "a pioggia". Le frequenze di ispezione/sopralluogo, la numerosità dei prelievi e la tipologia degli accertamenti analitici devono essere fissati sulla base del risk assessment per l'ambiente e per le popolazioni;
  • intervenire nei processi di pianificazione territoriale prevenendo il determinarsi di situazioni di rilevante impatto ambientale;
  • valutare costantemente il rapporto costi/benefici degli interventi.
(g.p.)




Industria, ambiente e salute: una convivenza difficile e necessaria


Con questo titolo si apre una sessione dell'ultimo fascicolo - il 6/2012 - di Ecoscienza, la prestigiosa rivista di ARPA Emilia-Romagna. In una serie di contributi vengono affrontati i diversi aspetti di un problema iniziato con la Rivoluzione industriale di fine settecento e che solo in questi ultimi anni sono entrati nella coscienza politica. Dalla vicenda Eternit di Casale Monferrato all’Ilva di Taranto, per citare le più recenti, è sempre più evidente l’impossibilità di separare i problemi connessi all’impatto dell’industria sull’ambiente e la salute, l’economia e il lavoro.
Elenchiamo di seguito alcuni dei titoli degli articoli più significativi e di interesse generale che possono essere letti su:
www.arpa.emr.it/dettaglio_notizia.asp?id=4102&idlivello=1171
  • Industria, ambiente e salute: una convivenza difficile e necessaria, redazionale
  • Ambiente e salute, un’interazione complessa. Annamaria Colacci
  • La valutazione quantitativa dei rischi industriali. Andrea Ranzi, Michele Cordioli
  • La prevenzione come scelta e le azioni prioritarie. Paolo Lauriola, Carla Guerriero, Sabina De Rosis, Veronica Giovanardi, Fabiana Scotto, Fabrizio Bianchi
  • Bonificare conviene, le prime analisi costi/benefici. Liliana Cori, Fabrizio Bianchi
  • Lavoro, salute e ambiente tra produzione e crisi. Claudio Arlati, Gino Rubini
  • Un nano per un gigante, arduo il controllo all’Ilva. Giorgio Assennato
  • I costi “nascosti” delle emissioni industriali. A cura di Stefano Folli
(g.p.)



Programma triennale delle Agenzie ambientali 2010-2012


Come avevamo anticipato nelle News alcuni giorni addietro, prosegue l'iter per l'organizzazione di Seminari di presentazione dei Documenti predisposti per le diverse Aree nell'ambito del Programma. Sulla base dell'avallo formale del Presidente dell'ISPRA - vedi la nota del 30 gennaio alla pagina "Sistema Nazionale" - è iniziata la fase di programmazione degli eventi per quanto riguarda il numero, le sedi, i relatori, il target - interno ed esterno al Sistema - e l'architettura degli eventi. Tale attività preparatoria, come quella operativa, sarà svolta con la piena collaborazione dell'Istituto e delle Agenzie regionali e provinciali. L'Unione Italiana degli Esperti Ambientali esprime la sua soddisfazione per questo ennesimo riconoscimento di interlocutore privilegiato nei rapporti tra il Sistema Nazionale e le associazioni rappresentative di operatori. (g.p.)



Il consumo del suolo: lo stato, le cause e gli impatti


Questo il tema di un Convegno, organizzato da ISPRA, dal CRA e dall'Università di Roma "La Sapienza", che si terrà a Roma il 5 febbraio. Vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi"(g.p.)



Da Clini un'agenda "verde" per il Governo che verrà


Dal ministro Corrado Clini un'agenda "verde" in otto punti: green economy, "de-carbonizzazione" dell'economia e riduzione delle emissioni, lista delle tecnologie verdi, città sostenibili e "smart", contromisure per il clima che cambia e sul dissesto idrogeologico, cooperazione ambientale nel mondo, semplificazione e trasparenza per le autorizzazioni che non difendono l'ambiente, fiscalità ambientale al posto del fisco sul lavoro. L'agenda verde del ministro dell'Ambiente è un documento che vuole essere uno stimolo per le scelte ambientali del prossimo Governo”. Negli otto punti, il ministro indica gli strumenti della leva ambientale per l'economia, l'innovazione e l'occupazione soprattutto nelle piccole e medie imprese. Il documento è anche uno spunto per il dibattito cui vorranno partecipare cittadini, aziende, esponenti politici, giornalisti, imprenditori della green economy. Il testo completo è riportato nella sezione "Pubblicazioni - Comunicati".(g.p.)



Arsenico, nuova frontiera?


Legambiente scopre la diffusa presenza di Arsenico nelle acque potabili del Lazio. È una novità riscoperta periodicamente. Che sia la volta buona?
Legambiente Lazio pubblica un report che riproduce i dati di Arsenico e di altri componenti indesiderabili in acque potabili di acquedotti di diversi comuni laziali. I dati sono derivati da una raccolta operata dall'ATO 1 su campioni prelevati dall'ASL di Viterbo ed analizzati da ARPA Lazio. Da questi dati emerge che, dopo il diniego da parte della UE di una proroga dell'entrata in vigore dei limiti di potabilità per questi parametri, legalmente i cittadini di quei comuni berranno acqua non conforme alla legge.
È evidente che l'acqua non era potabile prima, come non lo sarà dal 1° gennaio del 2013, così come il rischio per i cittadini non sarà diverso: si tratta di un possibile incremento statistico della morbilità (probabilità di 1 caso aggiuntivo di cancro su 10.000 esposti, se ricordiamo quanto in precedenza indicato nelle vecchie norme). Il problema era ed è sanitario, mentre diventa ora anche legale. Che fare degli e negli acquedotti?
Sull'argomento abbiamo già espresso il nostro parere in un precedente articolo sul sito. In sintesi, si tratta della presenza per ragioni naturali di Arsenico ed altri elementi, tipici della composizione delle acque estratte dal sottosuolo; nel caso del Lazio e di molte altre regioni italiane (Toscana, Campania, Sicilia ecc), connesso a fenomeni vulcanici, mentre in altre (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto ecc) a presenza di minerali arsenicali nei sedimenti alluvionali quaternari, ceduti alle acque di circolazione dalla matrice solida acquifera con il pompaggio da pozzi. Sono alcuni decenni che questa situazione è nota, ma, a quanto pare, a parte la richiesta di deroga alla UE, in Italia non è stato fatto molto (o nulla) per ovviare a questo stato di cose: ricercare fonti di alimentazione alternative, miscelare oppure trattare l'acqua (processo peraltro assai semplice tecnicamente e relativamente poco costoso).
Insomma: siamo alle solite. Il problema, come abbiamo detto nel nostro precedente intervento, era stato evidenziato fin dagli anni '90, ma in pochi sembrano aver prestato attenzione alle segnalazioni, né, a quanto ne sappiamo, a livello nazionale si conosce la reale portata del problema, a parte lodevoli iniziative spontanee di review delle situazioni critiche a scala nazionale o localmente sistematiche, come nel Lazio.
Ci chiediamo: è proprio sempre necessario che una associazione ambientalista agiti il problema e faccia scoppiare un caso, perché se ne prenda coscienza? Ci rendiamo conto che, così facendo, la cittadinanza è sicuramente indotta all'allarme? Che fiducia avrà nelle istituzioni preposte? Quanta fatica costerà e quali tensioni sociali si produrranno? Quanto lavoro (inutile e costoso) per avvocati e magistratura?
Ricordate uno vecchio luogo comune dei film western, che indicava nel fiume Pecos il confine tra civiltà e l'unica legge esistente al di là: quella del più forte? Quando arriverà in Italia un modo "normale" di affrontare i nodi ambientali, senza necessità di sceriffi o bounty killer? Fuor di metafora: che aspettano AASSLL ed ARPA a porre questa ed altre questioni all'attenzione dei decision maker, con forza, in piena autonomia e responsabilità istituzionale? (a.z.)



Programma triennale 2010-2012 del Sistema delle agenzie ambientali


Ne avevamo trattato nell'autunno 2010 (vedi alla sezione "Sistema nazionale") apprezzando fortemente l'iniziativa unitamente alla costituzione nel novembre dell'anno precedente del Comitato Tecnico Permanente (CTP). Recentemente sul sito dell'ISPRA alla pagina "Pubblicazioni>Sistema agenziale" sono disponibili nove Rapporti approvati dal Consiglio Federale e pubblicati nel 2011. Presumibilmente altri documenti saranno disponibili relativi al 2012. Si tratta di materiale di diverso tipo e caratteristiche che rientra tra alcune delle Aree di Attività definite dal Programma:
  • Armonizzazione dei metodi di analisi, campionamento e misura
  • Monitoraggio e Controlli Ambientali
  • Elaborazione, Gestione e Diffusione delle informazioni ambientali
  • Attività integrate di Sistema.
Alla discussione, elaborazione e stesura dei documenti hanno partecipato forse centinaia di operatori ISPRA/ARPA/APPA con un impegno notevole di risorse fisiche e intellettuali ed anche risorse economiche del Sistema. E' di tutta evidenza, pertanto, che il materiale non possa rimanere chiuso nelle pagine dei Rapporti ma debba tradursi da una parte in iniziative formali del MATTM che rendano procedure tecniche di ispezione e campionamento, analitiche e amministrative cogenti non solo all'interno del Sistema. D'altra parte esso deve essere diffuso capillarmente tra gli operatori e presentato e discusso con quanti all'esterno si occupano di conservazione dell'ambiente. Questo anche in linea con un preciso impegno e obiettivo assunti nello stesso Programma:
"Definizione di Standard metodologici di reporting del Sistema. È necessario avviare un processo che porti gradualmente alla fissazione di regole condivise per la produzione di report ambientali, sia con riferimento alle attività che rispondono a precisi obblighi di comunicazione di dati e informazioni, sia a quelle finalizzate a produrre report tematici e generali sullo stato dell'ambiente."
Per tutti questi motivi UN.I.D.E.A. ha assunto l'iniziativa di promuovere per il prossimo anno una serie di eventi seminariali, in collaborazione con ISPRA e le Agenzie locali, in modo da coinvolgere i diversi attori nella condivisione degli elementi emersi nei documenti. Nulla di nuovo per la nostra associazione che già nel 2010 era riuscita a coinvolgere oltre 800 persone nella discussione sul MLG ISPRA 52/2009 "Ruolo dell'incertezza associata a risultati di misure". A tal fine il Presidente Zavatti ha inviato al Presidente e al Direttore Generale di ISPRA la nota preliminare il cui testo riportiamo nella sezione "Sistema nazionale". (g.p.)



Ancora su Taranto


Il ministro Clini ha dovuto smentire ufficialmente una sua affermazione su SkyTG24, relativa ad un'ipotesi di "delocalizzazione" di tutto o parte del quartiere Tamburi particolarmente esposto a rischio di contaminazione ambientale, riducendola ad una delle tante discusse per il risanamento dell'area prossima all'impianto. Dopo analoghe dichiarazioni di altri a proposito del terremoto de L'Aquila, il termine è decisamente " politically not correct". In questo caso, come in tanti altri tipo la megadiscarica di Malagrotta a Roma, è sapere se il nucleo abitativo sussisteva prima o si è sviluppato dopo l'insediamento industriale senza l'intervento cautelativo delle autorità locali. Il ministro ha anche annunciato novità e integrazioni al decreto-legge 207/2012 quanto meno per poter rendere disponibile per il commercio la produzione giacente e tuttora sotto sequestro come corpo di reato. Tale atto, economicamente e socialmente significativo anche per i risvolti sugli altri impianti del gruppo, renderebbe ancora più probabile l'iniziativa da parte della Procura di Taranto di sollevare il conflitto di attribuzione dei poteri davanti alla Consulta con effetti difficilmente prevedibili. Rimane infine la curiosità di conoscere il nome del supergarante delle operazioni di bonifica la cui nomina era prevista per il 13 di dicembre. Forse sarà all'interno del nuovo testo. (g.p.)



Troppo tardi?


Finalmente una buona notizia. Da tempo UN.I.D.E.A. ha sollevato il problema della necessità di un intervento deciso di prevenzione del rischio idrogeologico, che interrompa una spirale perversa di costi diretti ed indiretti dovuti alle catastrofi che, con frequenza inarrestabile ed accelerata, devastano e portano lutti al territorio italiano. L'annuncio del ministro Clini, lanciato a Doha, in occasione di un incontro mondiale sui cambiamenti climatici, è quello che avremmo voluto sentire da anni, da molti anni: finanziamento pluriennale di opere di difesa del territorio, individuando fonti di reperimento dei capitali necessari, connesse alla riduzione delle emissioni climalteranti; definizione delle aree a maggior rischio ed assicurazione obbligatoria; valutazione del cambiamento climatico, come base di riferimento per la modulazione degli interventi. Insomma un provvedimento modulato su diversi livelli coordinati ed omogenei. E' dunque una buona notizia, che dovrà evidentemente essere verificata sul testo del provvedimento e soprattutto che dovrà misurarsi con quanto oggi è possibile mettere in campo sul piano scientifico, in termini di cartografia tematica del territorio, di remote sensing, di ricerca applicata, di modellistica previsionale e di prevenzione del rischio. La comunità scientifica italiana da oltre trent'anni è impegnata in questi settori ed oggi è possibile utilizzare strumenti molto raffinati ed affidabili. Si tratta di raccordare, in modo organico e non occasionale, queste opportunità con le strutture operative che operano sul territorio: Servizi tecnici di bacino, ma anche Agenzie ambientali regionali ed ISPRA, che devono finalmente essere considerati come riferimento stabile, da sostenere e rafforzare. Per questo ci aspetteremmo, da un lato l'approvazione rapida della nuova legge sul Sistema Nazionale, che langue alla Camera, e dall'altro una serie di provvedimenti organici, che rendano concreto l'annuncio e diano corpo alle buone intenzioni espresse. Allo stesso modo vorremmo che si prendesse in considerazione l'ipotesi di adeguamento edilizio alle norme anti-sismiche, prevedendo finanziamenti pluriennali che favoriscano il processo e, nello stesso tempo, rilancino l'edilizia in modo non distruttivo per il paesaggio. Purtroppo siamo costretti ad usare il condizionale visto l'avvicinarsi minaccioso dello scioglimento delle camere. (a.z.)



Cambiamenti climatici. Impatti, prevenzione e insipienza.


E' stato pubblicato in questi giorni dall'EEA il Rapporto "Climate change, impacts an vulnerability in Europe 2012". Un eccellente volume di 300 pagine al quale hanno collaborato anche i ricercatori dello European Centre for disease Prevention an Control. Vedi il testo in inglese alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". Nella presentazione si evidenzia che alcuni Paesi saranno meno in grado di adattarsi al cambiamento climatico rispetto ad altre, in parte a causa delle disparità economiche in Europa. Gli effetti potrebbero ampliare tali disuguaglianze. L'Italia è certamente tra questi Paesi perché, alle oggettive motivazioni economiche attuali, aggiunge anni di insipienza e di colpevole disattenzione nella gestione del territorio, in particolare dal punto di vista idrogeologico. A questo proposito riportiamo nella sezione "Sistema Nazionale" alcune riflessioni del presidente Adriano Zavatti. (g.p.)



Acque in affanno e rifiuti a spasso


Il nuovo rapporto dell'EEA, European waters - assessment of status and pressures, valuta le condizioni di 104.000 fiumi, 19.000 laghi e 4.000 corpi idrici di transizione e costieri sulla base dei dati trasmessi dai Paesi dell'UE in accordo con la direttiva quadro. La qualità sta migliorando ma non con la velocità necessaria. Solo il 52% dei corpi idrici raggiungerebbe gli obiettivi ecologici e chimici previsti dai singoli Stati per il 2015.
Un altro recente documento, Movements of waste across the EU's internal and external borders, prende in esame la inaccettabile movimentazione dei rifiuti all'interno e all'esterno dei 27 Paesi. Nel decennio trascorso i rifiuti sono complessivamente aumentati con un ritmo minore negli anni 2009-2010 anche per la crisi finanziaria ed economica. Quelli pericolosi hanno raggiunto gli 8.9 milioni di tonnellate mentre le apparecchiature elettriche ed elettroniche, falsamente classificate come ancora usabili, non sono in realtà funzionanti. Questi ultimi, stimabili in circa 250.000 tonnellate annue, prendono prevalentemente la via dell'Asia e dell'Africa orientale.
Vedi i due rapporti in lingua inglese nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" (g.p.)



DDL stabilità 2013. Ambiente avanti mezza.


Rispetto alle ipotesi giornalistiche della scorsa settimana, il documento del Governo mantiene l'accorpamento delle Commissioni VIA/VAS e AIA/IPPC (Art. 7) mentre riconduce a più miti consigli il battagliero Art. 11. Spariscono il nuovo CNR e le due neonate Agenzie. Il primo si trasforma in una Consulta dei Presidenti degli Istituti citati, con l'eccezione dell'ENEA, con il compito di proporre una riorganizzazione complessiva. Scompare del tutto il comma riguardante lo spacchettamento dell'ISPRA tra ricerca e altro. Non ci sono dubbi che debbano essere chiariti il ruolo e la vision dell'Istituto in stretta connessione con il "Sistema nazionale" di cui al pdl Bratti e da questo punto di vista ci auguriamo che la stessa coerenza abbia l'emanando Statuto di ISPRA.(g.p.)



Investire in conoscenza per qualificare gli obiettivi ambientali


L'Unione Europea sembra aver centrato gli obiettivi di riduzione dell'impatto dell'inquinamento atmosferico secondo le conoscenze scientifiche utilizzate nel 2000. Non è così se si usano le più approfondite conoscenze ora disponibili ed è pertanto chiaro che le emissioni devono essere ulteriormente ridotte per proteggere la salute e l'ambiente. Ne tratta in maniera diffusa, anche con esempi per i diversi inquinanti il Rapporto tecnico No 14/2012 "Evaluation of progress under the EU National Emission Ceilings Directive - Progress towards EU air quality objectives". Vedi il testo completo in inglese alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" (g.p.)



Nell'omnibus si parla anche di ambiente. Con qualche instabilità.


Il minestrone "tecnico" presenta due interventi in campo ambientale. Da una parte l'accorpamento delle due Commissioni nazionali VIA-VAS e AIA-IPPC, forse opportuno. Qualche dubbio sui 50 membri e i non chiari rapporti con ISPRA. Dall'altra il trasferimento delle attività di ricerca di ISPRA - comprensivi di personale, beni strumentali e fondi destinati a tale attività - alla neonata Agenzia per il trasferimento tecnologico. La proposta, non del tutto campata in aria, costituisce un passo indietro, anche denominativo, ad APAT, se non ad ANPA, cioè una struttura snella di coordinamento tecnico e di servizio alle Agenzie regionali e provinciali. Insomma lo stesso ruolo che hanno la maggior parte delle analoghe agenzie dei paesi UE, della stessa Agenzia europea e dell'EPA. Che destinazione avranno le attività di INFS e di ICRAM. Questa ipotesi, comunque, al di là dell'approvazione parlamentare, non potrà non ritardare l'iter della pdl Bratti/Realacci sull'istituzione del nuovo sistema per la protezione ambientale. Riportiamo nella pagina "Normativa - Nazionale" i commi degli articoli 7 e 11 della bozza di legge di stabilità. (g.p.)



Qualità dell'aria. Trend, inventari e reporting.


La scorsa settimana rappresentanti dell'ISPRA e di AssoArpa sono stati convocati a Roma per un'audizione informale presso la VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera che deve esprimere un parere sul testo di un decreto legislativo che modifica e integra il D.Lgs. 155/2010 alla luce di recenti provvedimenti adottati a livello comunitario. Approfittiamo dell'occasione per segnalare tre recenti documenti dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Il primo - Air quality in Europe - 2012 Report - riporta gli ultimi dati disponibili e i relativi trend degli inquinanti più significativi mentre il secondo - European Union emission inventory report 1990-2010 under UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution (LRTAP) - fa il bilancio delle emissioni dei principali inquinanti secondo gli impegni assunti con la Convenzione di Goteborg. L'ultimo rapporto tecnico - Reporting and exchanging air quality information using e-Reporting - fornisce regole e modelli standardizzati per il report e lo scambio di informazioni in materia di qualità dell'aria. I tre rapporti, in inglese, sono disponibili alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)



È ora di dire basta!


Giovedì scorso intorno alle 12.30 su RAI 3 nella trasmissione "Fuori TG" ho dovuto assistere all'ennesima "non informazione" sull'ILVA. Da una parte il prof. Mapelli del Politecnico di MI - e passino le sue considerazioni sul ciclo produttivo e sui criteri per la bonifica - e dall'altra l'onnipresente e banaldicente Ciafani di Legambiente con il pensiero e lo sguardo fisso a Palazzo Montecitorio. In questa ed altre trasmissioni salottiere diurne e in quelle caciarone di prima serata, il "Sistema nazionale" brilla per la sua assenza, continua a non battere un colpo e a lasciare spazio, non solo in questo caso ma da anni, ad un'associazione ambientalista. In molte Regioni, forse per comuni origini ideologiche, con governatori e sindaci pronti ad accogliere natanti colorati alla ricerca di una fallace bandierina, avallando dati e valutazioni del tutto incongrui e vanificando così il lavoro di centinaia di operatori pubblici. E non credo che ISPRA non sia in grado di accedere ai mezzi di comunicazione. Se così fosse, potrebbe risparmiare soldi e “ricerca” per rincorrere il lupo in Italia o occuparsi di "Donne e Alimentazione", dotandosi di un efficiente Ufficio Stampa e, soprattutto, della volontà di intervenire periodicamente sulle attività delle strutture e tempestivamente nelle situazioni di emergenza per informare correttamente le popolazioni attraverso i mass media. Ci vuole molto per predisporre dati e valutazioni pronte per giornalisti non sempre specializzati o trasformare tomi da scaffale in qualcosa di prontamente leggibile e comprensibile? Oppure dobbiamo concludere che in campo ambientale e anche sanitario – vedi le acque di balneazione e i residui di pesticidi – tale funzione è stata delegata tacitamente ad altri? Magari in subappalto?
Ne abbiamo discusso anche al recente workshop di Roma stimolati, non è che ce ne fosse troppo bisogno come sa bene chi segue da anni la vecchia U.I.C.I. e la nuova UN.I.D.E.A., da un razionale e appassionato intervento di Giorgio Assennato, DG di ARPA Puglia e presidente di AssoArpa. Su sua autorizzazione riportiamo nella Sezione “Sistema Nazionale” il testo “La lezione del caso Taranto”, messo a disposizione dei partecipanti al workshop, seguito da un commento di Adriano Zavatti. (g.p.)



Credibilità tecnica e identità istituzionale


Grande successo di pubblico e ampia condivisione dei temi proposti nel workshop organizzato da UN.I.D.E.A. con il patrocinio di AssoArpa e ARPA Lazio. Oltre cento i partecipanti che hanno seguito i lavori culminati con la tavola rotonda del pomeriggio incentrata sulla proposta di legge di istituzione del sistema nazionale per la protezione ambientale in discussione alla Camera dei Deputati. L'occasione era troppo ghiotta. Per la prima volta i diversi attori avevano, per iniziativa dell'Associazione, la possibilità di affrontare pubblicamente i punti significativi della norma. E le aspettative non sono state deluse.
Alla sessione pomeridiana sono intervenuti l'on. Alessandro Bratti, membro della VIII Commissione e copresentatatore della pdl, Roberto Caracciolo in rappresentanza di ISPRA, Paolo Assennato, presidente di AssoArpa e DG di ARPA Puglia, Giovanni Agnesod DG ARPA Valle d'Aosta, Umberto Benezzoli DG ARPA Lombardia, Corrado Carrubba Commissario straordinario di ARPA Lazio, Silvano Ravera DG ARPA Piemonte, Sabrina Santagati DG ARPA Calabria e Stefano Tibaldi DG ARPA Emilia-Romagna.
Dopo l'introduzione del presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti che ha espresso una valutazione positiva sul complesso della norma e illustrato alcuni degli emendamenti proposti ufficialmente nelle sedi istituzionali, l'on. Bratti ha fatto il punto sull'iter parlamentare. La VIII Commissione sta raccogliendo i pareri delle altre Commissioni coinvolte, del MATTM e della Conferenza Stato-Regioni e, dopo gli eventuali aggiustamenti del testo deciderà se passare all'approvazione dello stesso testo in sede legislativa o rinviare all'aula. Ha poi aggiunto che il percorso non sarà facile per l'ingorgo dei lavori in questa ultima fase della legislatura per entrambi i rami del Parlamento. Pur prendendo atto della necessità di aggiustamenti – tra i quali alcuni tra quelli proposti dall'Associazione – ha auspicato l'approvazione della pdl come punto fermo per passare dal mediatico “Sistema agenziale” all'istituzionale “Sistema nazionale”. I direttori generali presenti hanno convenuto con questa impostazione evidenziando alcuni punti critici.
Il prof. Assennato, anche sulla base della sua quotidiana attenzione e dell'impegno di ARPA Puglia nella delicata gestione dell'ILVA di Taranto, ove si scontrano lavoro, salute, ambiente e impresa, ha lamentato una carenza nei mezzi di informazione del ruolo e dell'attività delle Agenzie. Condividiamo appieno tale grave situazione che, tuttavia, in larga parte deve essere addossata alla mancanza attuale di efficaci strumenti di comunicazione da parte dello stesso Sistema.
Il dott. Benezzoli si è soffermato sulla non risolta questione della attribuzione della qualifica di UPG al personale delle Agenzie dichiarandosi contrario a questa ipotesi per motivi giuridici e funzionali e ha espresso apprezzamento per l'emendamento specifico proposto da UN.I.D.E.A.
Gli interventi della tavola rotonda, come le approfondite e applaudite relazioni tecniche del mattino sulla bonifica dei siti, sui rifiuti e sull'incertezza delle misure, saranno oggetto di un numero speciale del BEA. (g.p.)



Finalmente un dibattito pubblico


Giovedì 20 settembre la I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole al testo della proposta di legge licenziata dalla VIII Ambiente. Fra l'altro non utilizzando il titolo aggiornato ma riprendendo quello del 2008 della pdl di Realacci e Martella. Si parla ancora dell'APAT. Il parere favorevole è accompagnato da una condizione e tre osservazioni del tutto condivisibili - vedi il resoconto integrale alla sezione "Normativa - Normativa nazionale".
Questo è il quadro che verrà affrontato dopo una settimana nell'ambito del workshop organizzato a Roma da UN.I.D.E.A. presso il Centro Congressi Cavour. L'associazione ha avuto sempre tra i suoi obiettivi principali quello di informare costantemente gli operatori e gli utenti delle strutture del Sistema delle Agenzie sugli aspetti tecnici, organizzativi, tecnici e istituzionali attraverso il BEA e questo sito web. Ora finalmente tutti gli attori avranno la possibilità di confrontarsi ed esprimere le rispettive posizioni e discutere anche le proposte di modifica al testo in discussione alla Camera presentate da UN.I.D.E.A. Saranno presenti ai più alti livelli rappresentanti del MATTM, di ISPRA e ben sei direttori generali delle Agenzie regionali. La parte istituzionale sarà preceduta nella mattinata da quattro relazioni tecniche sulla bonifica dei siti, sui rifiuti e sull'incertezza delle misure. (g.p.)



Il Sistema agenziale ha bisogno dell'Ispettore ambientale. UPG e TPALL? No, grazie!


Così avevamo titolato un nostro recente intervento sul sito e sul BEA per chiarire la posizione di UN.I.D.E.A. sulla non necessità e ambiguità di ruolo che al personale di vigilanza, ispezione e controllo del Sistema ISPRA/ARPA/APPA venisse attribuita la qualifica di UPG e dall'altra la non adeguatezza del TPALL a svolgere sul territorio il compito tecnico amministrativo di competenza delle strutture.
Un recente parere della seconda Sezione del Consiglio di Stato – vedi l'intero dispositivo alla pagina “Normativa - Nazionale” - afferma che: “In relazione al quesito posto, dunque, non può che concludersi rilevando, in linea con la prospettazione dell'Amministrazione regionale richiedente, l'assenza, allo stato, nell'ordinamento di norme di livello statale che attribuiscano in via generale la qualifica di u.p.g. al personale ARPA e che individuino l'autorità competente ad attribuire espressamente tale incarico.” Leggi tutto. (g.p.)



Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente


Questo il titolo del workshop che UN.I.D.E.A. organizza a Roma il prossimo 27 settembre suddiviso in due Sezioni.
Nella prima sarà affrontata la credibilità tecnica attraverso il tema trasversale dell'incertezza delle misure e quelli specifici della bonifica dei siti inquinati e dei rifiuti.
Nel pomeriggio una Tavola Rotonda cercherà di definire l'identità istituzionale a partire dalla Proposta di Legge, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, e le richieste di emendamenti avanzate dall'Associazione (vedi in questa stessa pagina).
La presentazione, il programma e le informazioni sono alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)



Verso il Sistema nazionale


L'VIII Commissione della Camera ha ripreso in sede referente la discussione della legge di riordino delle strutture del Sistema agenziale. Il testo base è molto positivo e, in particolare, non necessita di modifiche sostanziali alle leggi istitutive dell'ISPRA e delle ARPA/APPA. Rimangono ancora non definite o, quantomeno, difficilmente percorribili le modalità di finanziamento delle Agenzie.
L'UN.I.D.E.A. ha inviato alla Commissione e ai responsabili legali delle strutture alcune proposte di emendamenti. Riportiamo nella Sezione "Sistema nazionale" il testo ad oggi formalizzato con l'integrazione della nostre proposte, con le modifiche e le eliminazioni in rosso e le aggiunte in blu e le proposte di modifica commentate. (g.p.)



Sistema nazionale. Riparte l'iter della legge di riordino


Dopo l'abbinamento delle proposte di legge Realacci e Martella del 2008 e Bratti ed altri del 2010 e le audizioni informali, i due testi sono stati unificati e l'VIII Commissione della Camera dei Deputati ha iniziato a discuterne l'1 agosto in sede referente. I due proponenti e i rappresentanti di tutte le forze politiche hanno auspicato un rapido esame del testo e il passaggio alla sede legislativa. L'UN.I.D.E.A., che da anni sostiene la necessità di una chiara identità e di un ruolo indiscutibile dei dati e delle decisioni del Sistema - ISPRA e Agenzie regionali e provinciali -, si riserva di valutare l'articolato e di seguire i successivi step fornendo, attraverso tutti i canali possibili, il suo contributo. In ogni caso l'obiettivo è quello di assicurare alle strutture, ai cittadini e alle imprese i seguenti punti fermi:
  • razionalizzazione organizzativa delle strutture in termini di logistica, personale e apparecchiature e forte integrazione interagenziale;
  • certezza dei finanziamenti ad hoc al di fuori dei Fondi Sanitari Regionali;
  • chiarezza dei ruoli sul territorio del personale agenziale rispetto agli altri attori e definizione di strumenti di coordinamento e di reciproca obbligatoria informazione;
  • programmazione delle frequenze degli interventi sulla base di priorità standard derivanti dalla conoscenza del territorio;
  • maggiore incisività e leggibilità della informazione ambientale e omogeneità a livello nazionale delle procedure e del reporting delle ispezione e delle risultanze tecnico-analitiche in laboratorio e in campo e delle conseguenti azioni amministrative.
(g.p.)



Novità in ARPA Lombardia


Dopo l'approvazione in maggio del nuovo Regolamento da parte del Consiglio di Amministrazione, il DG Benazzoli ha emanato un decreto per il conseguente adeguamento. Vedi il testo completo nella sezione "Sistema nazionale". Si tratta di un'operazione complessa, soprattutto per le prospettive di razionalizzazione. (g.p.)



Annuario 2011 e tagli 2012, 2013 e...


Come avevamo annunciato, il 5 luglio a Roma è stato presentato l'Annuario dei dati ambientali relativo al 2011. Alla pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa" riportiamo quello ufficiale diffuso dall'ISPRA. Peccato che non si faccia cenno dell'intervento del Ministro e del Presidente dell'Istituto a proposito di eventuali loro reazioni al provvedimento in preparazione da parte del Governo riguardante la "spending review". Le due persone citate non potevano non essere al corrente che l'ISPRA avrebbe avuto una riduzione dei trasferimenti pari a 1.454.510 euro per il 2012 e 3.878.692 per il 2013 e gli anni successivi. Purtroppo non eravamo presenti e non sappiamo se di questo argomento si sia parlato. Attendiamo che sulla home dei siti del MATTM e dell'ISPRA appaiano considerazioni, valutazioni, informazioni a proposito. Attendiamo anche da AssoArpa una presa di posizione contro i rischi derivanti da analoghe previste riduzioni ai FSR che, come è noto, finanzia anche le Agenzie regionali e provinciali. Per chi lo avesse dimenticato, la Regione Veneto ha provveduto a ricordarcelo approvando nella seduta del 20 giugno il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016.
Riportiamo nella pagina "Sistema nazionale" l'articolo del dispositivo che modifica la legge istitutiva dell'ARPAV e il comma che, nell'ambito del PSSR, definisce anche per l'Agenzia ambientale le funzioni di verifica e controllo attribuite all'Agenzia Regionale Socio Sanitaria. Nulla da eccepire dal punto di vista formale! Brutalmente "Io sanità pago, io sanità controllo". Anche se non capisco nulla di quello che fa quella struttura. In attesa che le Regioni costituiscano il Fondo Ambientale Regionale calcolato su quello attualmente attribuito, ci auguriamo che l'attento Assessore all'Ambiente del Veneto pretenda almeno di designare tra i componenti dell'ARSS un suo funzionario in grado di far capire alla maggioranza medica le attività e le funzioni dell'ARPAV. (g.p.)



Rifiuti, nucleare, green economy ed altro


Riportiamo nella Sezione "Pubblicazioni - Comunicati stampa" alcune dichiarazioni del Ministro Clini nel corso di un dibattito organizzato il 28 giugno a Roma dall'Agenzia Adnkronos e trasmesso in diretta streaming sul sito www.adnkronos.com . (g.p.)



Attività dell'UN.I.D.E.A.


Sabato 16 giugno a Bologna l'Associazione ha tenuto l'Assemblea ordinaria - in particolare per l'approvazione del bilancio consuntivo - e il Consiglio Direttivo. Dopo una relazione introduttiva del Presidente Zavatti sulla situazione politico-istituzionale delle strutture del Sistema nazionale e il ruolo dell'Associazione, la discussione è sta incentrata su due argomenti. Da una parte la ricerca di rapporti e iniziative congiunte con analoghe organizzazioni di professionisti coinvolti operativamente nelle tematiche dell'ambiente. Sono emerse alcune indicazioni di massima ed è stato dato incarico ad alcuni membri del CD di attivare contatti per forme di collaborazione che, in prima battuta, potrebbero riguardare il BEA e il sito web. L'altro tema ha riguardato l'ipotesi di organizzare a Roma per la fine di settembre una giornata dal titolo "Il Sistema nazionale. Credibilità tecnica e identità istituzionale." Lo schema prevede nella mattinata due relazioni interconnesse riguardanti le delicate attività della bonifica dei siti inquinati e la qualità dei dati con particolare attenzione all'incertezza delle misure. Nel pomeriggio una Tavola Rotonda, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, farà il punto sulle due proposte (Realacci e Martella-2008 Bratti e altri-2010) di legge di riordino del Sistema tuttora in discussione presso l'VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. (g.p.)



Annuario dei dati ambientali 2011


Il prossimo 5 luglio, con la partecipazione del ministro Clini e del sottosegretario Fanelli, sarà presentata la 10^ edizione dei dati ambientali predisposta dall'ISPRA in collaborazione con le Agenzie regionali e provinciali. Tra le diverse funzioni del rapporto viene evidenziato che i contenuti possano "avere riflessi anche positivi in termini di razionalizzazione e contenimento della spesa". La spending review, insomma. Il programma della mattinata è alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)



Cosa rimane alla scienza?


Il recente sisma che ha colpito un'area che produce quasi l'1% del PIL italiano ha dato l'ennesimo avvio allo scontro, purtroppo ideologico, tra prevenzione/sicurezza e rischio/efficienza nel quale si sono contrapposti, come cavalieri catafratti, amministratori, imprenditori, sindacati, opinionisti, comitati vecchi e nuovi, scienziati veri e presunti. Ognuno pronto alla difesa, senza se e senza ma, delle proprie posizioni storiche e senza un minimo di analisi dei fatti. Per dare un contributo alla discussione riportiamo alla pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa" un intervento di Mario Signorino, primo presidente ANPA, apparso su l'Astrolabio, Newsletter de Gli Amici della terra, del tutto condivisibile, preceduto da una nota del Presidente dell'UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti. (g.p.)



Nanomateriali


L'ECHA - European Chemical Agency di Helsinki -, dopo alcuni approfondimenti sulla sicurezza per l'uomo e l'ambiente, ha definito ulteriori raccomandazioni per la registrazione dei nanomateriali. Vedi alla pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa". (g.p.)



Inventario dei gas serra


Il Rapporto Tecnico 3/2012 rappresenta l'impegno annuale dell'inventario dei gas serra dell'UE alla United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) secondo le previsioni del Protocollo di Kyoto. Il documento presenta le emissioni dei GHG tra il 1990 e il 2010 per l'EU-27, l'EU-15, per i singoli Stati Membri e per settore economico e comprende le emissioni di anidride carbonica, metano, ossido nitroso e gas fluorurati. In autunno la stessa Agenzia che ha redatto il rapporto pubblicherà le stime preliminari per le emissioni del 2011, insieme a un rapporto sulle tendenze e le proiezioni, con una attenzione particolare a definire i progressi rispetto agli obiettivi. Alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" riportiamo il documento di sintesi di una ventina di pagine mentre il testo completo di oltre mille e gli allegati sono recuperabili dal sito dell'EEA - www.eea.europa.eu - alla pagina "Publications".
Alla Sezione "Pubblicazioni - Comunicati stampa" riportiamo inoltre la presentazione del rapporto da parte dell'Agenzia Europea dell'Ambiente.(g.p.)



Una nuova pagina del sito


Abbiamo deciso di creare una nuova pagina "Pubblicazioni - Comunicati stampa" nella quale presentare e accogliere informazioni ufficialmente diffuse da organismi istituzionali nazionali, comunitari, sovranazionali e internazionali, da centri di ricerca e da organizzazioni rappresentative di interessi diffusi.
Iniziamo con due recenti comunicati stampa dell'Agenzia Europea dell'Ambiente riguardanti la situazione attuale delle acque di balneazione (in italiano) e le aree protette come elemento chiave del futuro sostenibile dell'Europa (in inglese). (g.p.)



Impegni istituzionali dell'UN.I.D.E.A.


Il 16 giugno a Bologna si riunirà il Consiglio Direttivo dell'Associazione per discutere il seguente O.d.G.:
  1. approvazione verbale del precedente Consiglio Direttivo;
  2. esame bilancio consuntivo ai sensi dell'Art. 7 dello Statuto;
  3. organizzazione seminario su siti contaminati, incertezza delle misure e nuova legge di riforma del Sistema nazionale;
  4. BEA e sito web;
  5. incarichi ai membri del Consiglio Direttivo;
  6. varie ed eventuali.
A seguire nella stessa giornata è stata convocata l'Assemblea ordinaria dei soci per l'approvazione del bilancio consuntivo ai sensi dell'Art. 6 dello Statuto.



Economia verde, aree urbane e cambiamenti climatici


Nonostante i progressi, limitati tuttavia in alcune aree, l'Europa deve mettere maggiore impegno per realizzare la "green economy" indispensabile al continente per la sua sostenibilità. Anche in vista del prossimo summit di giugno a Rio de Janeiro, L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha predisposto l'"Environmental indicator report 2012". Ne riportiamo il testo in inglese alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni". Nella stessa pagina presentiamo l'EEA report no 2/2012 "Urban adaptation to climate change in Europe - Challenges and opportunities for cities together with supportive national and european policies" del quale avevamo anticipato l'uscita in occasione della sua presentazione a Bonn ai primi di maggio.
In tema con i due documenti europei segnaliamo, anche se in ritardo, nella pagina "Formazione - Convegni-Congressi" un workshop che si terrà a Firenze il 25 maggio prossimo per iniziativa delle "Agende 21 locali italiane". Il titolo "Gli strumenti per il governo delle politiche di sostenibilità. Nuove frontiere, nuovi sistemi e nuovi indicatori" è molto impegnativo. (g.p.)



News in pillole


Informiamo i lettori dell'inserimento degli ultimi aggiornamenti nella Sezione "News - News in pillole" curata da Fabio Decet. (g.p.)



Novità editoriali


Presentiamo nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" il secondo volume di "Storia della Chimica" di Salvatore Califano uscito presso Bollati Boringhieri che completa un'operazione "impressionante" per dimensioni, profondità scientifica, ricchezza di informazioni - 90 pagine sono dedicate alla bibliografia - e linearità di lettura.
Nella stessa Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" riportiamo il Rapporto Tecnico n. 2/2012 dell'EEA "The impacts of the endocrine disrupters on wildlife, people and their environments - The Weybridge + 15 (1996 - 2011) report" (+). Il documento è il risultato di un workshop internazionale nel quale autorità pubbliche di regolamentazione e scienziati hanno rivisto la letteratura degli ultimi quindici anni riguardante gli effetti degli endocrine disrupting chemical (EDCs). Tali sostanze si possono trovare negli alimenti, nei farmaci, nei pesticidi, nei prodotti per la casa e nei cosmetici. Negli ultimi decenni è stata verificato un significativo aumento in molte malattie umane compresi il cancro al polmone e alla prostata, l'infertilità maschile - in alcune regioni europee circa il 40% degli uomini soffre di una ridotta fertilità mentre in altri è inferiore al 10% - e il diabete. Molti ricercatori ritengono che questo aumento sia connesso ai crescenti livelli di esposizione a cocktail di sostanze chimiche di larga diffusione. L'Agenzia europea chiede di porre molta attenzione tale tipologia di molecole nella verifica dello specifico risk assessment anche se non nasconde le difficoltà di queste ricerche. (g.p.)



Trasformare le sfide urbane in opportunità


Nell'estate dello scorso anno, il due di luglio, a Copenhagen son caduti oltre 150 mm di pioggia torrenziale in due ore. Un record per la città, almeno dalla metà del 1800. Cioè da quando sono registrate queste misure. Case gravemente lesionate, cittadini e servizi di emergenza incapaci di far fronte all'evento, i soli danni assicurativi stimati in circa 700 milioni di euro. E' solo uno dei tanti esempi di come i fenomeni naturali estremi possono colpire grandi centri abitati, come è accaduto recentemente anche a Genova, eventi che si verificano sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici.
Dopo solo tre mesi la municipalità della capitale danese ha predisposto il "Copenhagen climate adaptation plan" - vedi alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" - che può essere considerato un modello a livello europeo.
Il documento mette a fuoco in particolare i seguenti quattro punti:
  • nuovo piano di soccorso per i servizi di emergenza;
  • miglioramento delle comunicazioni con la popolazione, l'industria e le istituzioni pubbliche;
  • ottimizzazioni degli esistenti sistemi di fognatura;
  • impiego di un sistema di piccoli canali per convogliare l'acqua in eccesso sia verso i ruscelli e il porto o in altre aree per il successivo deposito.
Le città, ma anche centri minori, a struttura geomorfologica critica o resa critica da insediamenti antropici, devono predisporre misure e strumenti idonei per fronteggiare i fenomeni acuti derivanti dai cambiamenti climatici. Il nostro Paese, per esperienza diretta e ricorrente, necessita di interventi strutturali di conservazione e ripristino oltre ad azioni di controllo ferreo e di responsabilizzazione nei confronti degli Enti Locali deputati alla pianificazione territoriale e urbanistica. Un piano nazionale di interventi potrebbe contribuire in modo non trascurabile alla ripresa dello sviluppo, dell'occupazione, anche di personale tecnico, e delle attività imprenditoriali di molteplici settori.
L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha assunto iniziative per supportare i decisori politici degli Stati membri e il 14 maggio prossimo a Bonn presenterà ufficialmente il rapporto "Urban adaptation to climate change in Europe". (g.p.)



I link delle Agenzie ambientali europee


La sezione link si arricchisce. Da questa settimana nasce la sottosezione Agenzie ambientali europee nella quale, dopo la EEA saranno inseriti i logo e i siti delle strutture con funzioni analoghe o confrontabili con quelle dell'ISPRA che ringraziamo per la collaborazione nelle persone del dott. Roberto Caracciolo e della dott.ssa Maria Concetta Giunta. (g.p.)



Investimenti per lo sviluppo


Dopo le prime significative iniziative del governo Monti, gli italiani - e non solo - stanno aspettando il decreto "Crescitalia". L'elenco delle ragioni che impediscono o limitano gli investimenti nel nostro Paese sarebbe lunghissimo - una dozzina abbondante di voci - a cominciare da Piani industriali ed energetici ma, semplificando a spanne, le diverse "corruzioni" e la partecipazione demagogizzata e interessata che possono essere il loro comune denominatore. Presentiamo di seguito un intervento del presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti sul Nimby, proponendoci in futuro di affrontare complessivamente il tema e individuare il ruolo positivo del Sistema nazionale. (g.p.)

Leggi il documento Nimby in pdf.



Maggiore impegno per ridurre l'ozono estivo


È questo l'appello dell'Agenzia Europea dell'Ambiente nel presentare il Rapporto Tecnico n. 1/2012 "Air pollution by ozone across Europe during summer 2011" - vedi il testo in inglese alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni". E' noto l'effetto negativo dell'ozono sulla salute, sulla resa di molte coltivazioni e sull'ambiente in generale. In questo ultimo documento - la raccolta dei dati è iniziata da quelli dell'estate 1997 - l'Agenzia europea, pur constatando nell'ultima stagione una minor frequenza dei superamenti rispetto ad alcuni anni precedenti, evidenzia che in tutti gli Stati membri è stato superato l'obiettivo a lungo termine e in molti di essi sono stati oltrepassati i limiti in vigore dal 2010. Il valore di allerta di 240 microgrammi per metro cubo è stato superato 41 volte mentre concentrazioni orarie di oltre 300 sono state misurate in Bulgaria, Italia e Spagna. (g.p.)



Rifiuti e altro


Anticipiamo nella Sezione "Normativa - Normativa nazionale" il testo del Decreto-Legge n. 2/2012 recante "Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale" con le modifiche apportate dal Senato della Repubblica e approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati. (g.p.)



La VIA. Anche per scrivere meglio le norme tecniche.


È stata pubblicata sulla GUCE del 28 gennaio 2012 la nuova direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione d'impatto ambientale (VIA), regolata in Italia dal D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.. L'UE, per consentire agli Stati membri di gestire più agevolmente le conseguenze ambientali di "lavori di costruzione o di altri impianti od opere e altri interventi sull'ambiente naturale o sul paesaggio, compresi quelli destinati allo sfruttamento delle risorse del suolo", ha raggruppato la direttiva iniziale (85/337/CEE) e le sue tre successive revisioni (97/11/CE, 2003/35/CE e 2009/31/CE) dando luogo ad una versione più compatta, redatta in modo chiaro e di più agevole consultazione. Questa "codificazione" rientra nel processo di semplificazione della legislazione dell'UE. La direttiva VIA e tutte le sue successive modifiche costituiscono adesso un unico testo legislativo trasparente e di facile lettura e applicazione, senza che sia stato apportato alcun cambiamento alle disposizioni originali. Per questo motivo non necessita di recepimento, in quanto sostituisce una disciplina che è stata già da tempo adottata da tutti gli Stati membri. Il processo di revisione della direttiva è tuttora in corso e porterà la Commissione nel 2012 a presentare una proposta di revisione che riguarderà il contenuto della norma piuttosto che la sua forma. Approfittiamo dell'occasione per suggerire ai lettori di porre molta attenzione ai 25 "considerando" che introducono, motivano e spiegano nel merito, anche tecnico, il testo delle norme comunitarie. A differenza degli striminziti e burocratici "premesso, visto, considerando" che precedono - non letti - le leggi, i regolamenti e gli atti deliberativi italiani. Vedi il testo completo alla Sezione "Normativa - Normativa comunitaria". (g.p.)



Gestione integrata dell'acqua


Con il Rapporto n. 1/2012 "Verso un uso efficiente delle risorse idriche" l'Agenzia Europea dell'Ambiente prende in considerazione l'aspetto della gestione integrata delle risorse idriche a cominciare dalla migliore attuazione della normativa. In molte parti del continente la situazione è già critica per l'eccessivo e irrazionale sfruttamento. Il Direttore esecutivo Jacqueline McGlade sostiene in una dichiarazione molto preoccupata che l'agricoltura, la produzione di energia, l'industria, le scorte pubbliche e gli ecosistemi sono tutti in competizione per aggiudicarsi questa risorsa limitata. Il cambiamento climatico ha reso più difficile prevedere la disponibilità futura dell'acqua e pertanto diventa sempre più importante che l'Europa utilizzi questa risorsa in modo più efficiente e guardando all'interesse e al benessere di tutti i suoi utilizzatori. Vedi il testo in inglese alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)



Finanziamenti, contratto di lavoro, personale


In riferimento alle Proposte di Legge in discussione alla Camera dei deputati pubblichiamo la lettera di una collega e la risposta del presidente Zavatti. (g.p.)



Composti organoalogenati e Industria e Ambiente.


Dal 21 al 23 marzo ARPA Umbria organizza due eventi con caratteristiche e temi diversi ma di stimolante interesse. Il primo è un Seminario tenuto dal prof. Giovanni P. Beretta dell'Università di Milano che si terrà a Perugia il 21 marzo su "I composti organoalogenati nelle acque sotterranee". (vedi il programma a "Formazione - Corsi").
L'altro si svolgerà a Terni il 22 e 23 marzo e affronterà un tema di fondo "Industria e Ambiente. Storia e futuro dello sviluppo in Italia". Sulla base di situazioni specifiche il Convegno si propone un approfondimento sul rapporto città-industria nei suoi aspetti legati all'impatto sull'ambiente e sulla salute attraverso un confronto tecnico e politico sulle soluzioni che sono state attuate o sono in via di attuazione. Concluderà l'evento una tavola rotonda istituzionale alla quale parteciperanno il presidente dell'ISPRA De Bernardinis, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Oriella Savoldi della CGIL e Stefano Neri di Confindustria (vedi il programma alla sezione "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)



Il rischio integrato. Definizione, valutazione, gestione.


La Fondazione Lombardia per l'Ambiente con il contributo del MATTM e della stessa Regione organizza una tre giorni dal 14 al 16 marzo a Palazzo Clerici a Milano un convegno con la presenza di rappresentanti del mondo universitario nazionale ed europeo e della Commissione e del Joint Research Centre di Ispra. Vedi il programma e le notizie organizzative alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi". (g.p.)



A margine del D.P.R. 227/2011 e uno sguardo al D.L. 5/2012: un buon progetto da portare a compimento.


Dopo aver pubblicato alcuni articoli del D.L. 5/2012, così detto “Semplificazioni”, riportiamo nella Sezione “Normativa - Nazionale” il testo integrale del D.P.R. 227/2011 entrato in vigore il 18 febbraio.
Lo sforzo di riordinare o almeno dare avvio ad un percorso di razionalizzazione di procedure che si sono affastellate, complicandosi, in decenni di interventi normativi non sempre coerenti ed anzi più spesso contraddittori, è opera di per sé meritoria. Leggi tutto



Le giornate di Corvara


Riportiamo nella Sezione "Formazione>Congressi-Convegni" il programma del 18° Convegno di Igiene Industriale che si svolgerà dal 28 al 30 marzo in Alta Badia. Organizzato dalla Sezione Triveneta dell'AIDII con la collaborazione di ARPA Emilia-Romagna, prevede due Sessioni di particolare interesse per il personale Agenziale: i rifiuti e i rottami metallici e le acque. (g.p.) Leggi tutto



Decreto semplificazioni


Dopo averne anticipato alcuni contenuti, pubblichiamo alla pagina "Normativa - Nazionale" quattro articoli del Decreto Legge dei quali due specifici e due riguardanti i controlli ispettivi generali per i quali si chiede programmazione, frequenza e coordinamento tra i diversi organi deputati. In campo ambientale dovrebbe essere l'occasione per chiarire finalmente "chi fa che cosa" e, quantomeno, il coordinamento delle attività e la reciproca informazione tra i diversi attori. Ci auguriamo che il MATT, il Consiglio federale delle Agenzie e AssoArpa battano un colpo visto il perdurante silenzio e lo scandaloso non decisionismo rispetto ad almeno due situazioni di primo piano: obbligo dell'applicazione dell'incertezza delle misure secondo i criteri definiti dalla Linea Guida ISPRA 52/2009 e presenza o meno degli UPG nelle strutture. (g.p.)



Le fasce tampone


Segnaliamo le due giornate di studio che si terranno a Firenze l'1 e il 2 marzo riguardanti il progetto RIPARI - Riduzione Impatto Pressioni Agricole sulla Risorsa Idrica - organizzate dalla Regione Toscana. Vedi alla Sezione "Formazione - Convegni-Congressi" il programma e gli interventi. (g.p.)



The right man in the right job


Abbiamo notizie che in molte Agenzie sono in corso operazioni di riorganizzazione/ razionalizzazione delle strutture centrali, provinciali e territoriali in parte contestate e in parte tollerate con molti mugugni. Non possiamo né vogliamo entrare nel merito delle motivazioni e delle scelte dei responsabili ma pensiamo di dare un contributo di chiarimento dei ruoli del personale con l'intervento che segue.
"Dirigente manager o professionista"
Un tema che sicuramente è di grande interesse tra gli operatori delle Agenzie Ambientali e che talora fa emergere tensioni e una malcelata disaffezione per il proprio lavoro è quello del dualismo tra due divergenti modi di intendere la dirigenza: da un lato lo sviluppo di un'alta specializzazione dei professionisti laureati, dall'altro il riconoscimento economico sempre più sbilanciato verso i livelli dirigenziali a più elevato contenuto manageriale.
Negli storici Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi il problema della dirigenza non si è mai posto. I laureati chimici o medici e biologi erano tutti dirigenti ope legis e la selezione per accedere ai gradi superiori avveniva per concorso, dando diritto al posto raggiunto per tutta la vita lavorativa. I concorsi erano sempre squisitamente tecnico-scientifici con prove che si ripetevano sostanzialmente inalterate dall'ultimo anno dell'università. In definitiva, teoricamente, il Chimico o Medico/Biologo direttore della rispettiva Sezione del Laboratorio era il migliore e più competente per rispondere alla richiesta di avere analisi ufficiali affidabili, che era il mandato istituzionale.
Leggi tutto nella sezione "Sistema nazionale"



Acqua all'arsenico


“I ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua.” Questa la scarna notizia che è apparsa sulla stampa. Scarna e apparentemente soddisfacente. Ma non è così, anzi. È preoccupante il fatto che un risarcimento (peraltro modesto, anche se importante sotto il profilo concettuale) non sollevi una questione che varrebbe la pena di approfondire: quanti sono i cittadini italiani esposti al rischio arsenico nell'acqua potabile? Che si è fatto negli ultimi anni, quando l'evidenza del fenomeno di origine naturale è stato messo in estrema evidenza da studi e rilevazioni in molte aree del paese?
L'arsenico è presente nelle acque sotterranee di molte regioni italiane, da nord a sud, per ragioni diverse che vanno dal contenuto di arsenico da minerali di provenienza alpina nei sedimenti argillosi profondi nella Pianura padano-veneta, che il pompaggio da pozzi artesiani mobilizza, a fenomeni legati al vulcanismo, in gran parte dell'Italia centrale, meridionale ed insulare o alla presenza di giacimenti metalliferi (Sardegna).
È noto che l'arsenico è elemento cancerogeno e che quindi la sua presenza non ha limiti di sicurezza inferiori, ma che la sola presenza nell'acqua potabile determina un rischio per la salute.
L'OMS in sue passate Linee Guida indicava tale rischio in 1:10.000 per concentrazioni superiori a 10 microgrammi per litro. Non piccolo.
Dunque tutti sapevano, ma pochi agivano. Ora l'evidenza è stata finalmente messa alla luce da una sentenza, ma non sono state certamente modificate le condizioni di gestione delle risorse idriche che mettono in pericolo la salute in vaste aree italiane.
Ciò che sarebbe doveroso è la realizzazione di un piano nazionale di controllo dell'arsenico nell'acqua potabile, che, partendo dalla rilevazione sistematica delle aree a rischio, definisca politiche di protezione della popolazione e gestione accorta delle acque sotterranee a cui gli enti gestori si dovrebbero attenere.
Si fa tanto rumore su molte opere o insediamenti, con comitati e forti contrasti, ma non si capisce perché un problema acclarato e certamente significativo come questo sia sottaciuto o passi inosservato ai media e alle popolazioni. Non si tratta di allarmismo, ma semplicemente di fare chiarezza e dare il giusto valore alle cose. (a.z.)



BEA - Atti 33° Congresso Nazionale


Siamo lieti di informare che il numero doppio del Bollettino degli Esperti Ambientali - vedi a "Pubblicazioni - Bollettino - Indice numeri BEA" la copertina, l'indice, l'editoriale e la relazione introduttiva del presidente Zavatti - è in corso di spedizione agli abbonati e ai soci. Una copia, corredata dalla Lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Monti e al Ministro Clini - vedi alla "Home" -, sarà inviata al Presidente e al Direttore Generale dell'ISPRA e ai responsabili legali delle Agenzie ambientali delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. (g.p.)



Notizie dall'Europa


L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha realizzato il rapporto 5/2011 su uno dei temi centrali della Green Economy: l'efficienza nell'uso delle risorse ("Resource efficiency in Europe. Policies and approaches in 31 member and cooperating countries". L'European Topic Centre on Sustainable Consumption and Production (ecc/SCP) ha elaborato, per conto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, il rapporto "Key messages on material resource use and efficiency in Europe: Insights from environmentally extended input-output analysis and material flows accounts" che rappresenta un significativo contributo informativo inerente al dibattito politico sull'uso efficiente delle risorse in Europa. Il lavoro riporta un'interessante analisi per il calcolo del consumo totale di risorse dell'Europa.
Segnaliamo anche il Rapporto tecnico 16/2011, pubblicato il 9 di gennaio e dedicatoi all'Environmental Tax Reform in Europe: "Implications for income distribution". I due rapporti sono riportati alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" (c.d.)



Monitoraggio della qualità dell'aria: i modelli di dispersione e le misure


ARPA Lazio a novembre ha realizzato un'iniziativa formativa destinata sia ad operatori dell'Agenzia che di altri enti (CNR, Comune di Roma ecc.) con lo scopo di fornire in maniera approfondita nozioni di meteorologia, micrometeorologia, di chimica dell'atmosfera e di modellizzazione numerica necessari alla migliore comprensione dei fenomeni di inquinamento atmosferico.
Il corso intendeva coprire la carenza culturale che attualmente caratterizza il personale di molte Agenzie secondo cui i processi di inquinamento atmosferico sono visti unicamente come oggetti da misurare fiscalmente applicando metodiche certe, senza porsi il problema di quali possano essere le cause del fenomeno e di quali siano i meccanismi chimico/fisici coinvolti. Questa falsa e comoda credenza è, peraltro, in netto contrasto con quanto espressamente richiesto dalla Direttiva 2008/50/CE e dal D.Lgs. 155/2010 che la recepisce. Nel sito http://www.arpalazio.net/main/aria/didattica/ è presente l'ampio materiale didattico. (g.p.)



Diplomi


Siamo lieti di segnalare che il 16 dicembre a Feltre saranno consegnati i diplomi del Master in Metodi e Tecniche di Prevenzione e Controllo Ambientale organizzato da ARPA Veneto e dalle Università di Verona e Cà Foscari di Venezia. Vedi la locandina alla sezione "Formazione - Congressi, Convegni" (g.p.)



Libro e Seminario - Bonifiche e acque


Presentiamo a "Pubblicazioni - Segnalazioni" un recente volume di Luca Prati sul tema generale e sempre più rilevante della responsabilità per danno all'ambiente nei casi delicatissimi, e non solo dal punto di vista tecnico, delle bonifiche dei siti inquinati. Alla pagina "Formazione - Convegni-Congressi" segnaliamo per il 7 dicembre a Firenze un Seminario nel quale sarà illustrato il Progetto R.I.P.A.R.I., finanziato dalla Regione Toscana, riguardante l'utilizzazione delle "fasce tampone" per la riduzione dell'inquinamento delle acque. (g.p.)



Traffico autoveicolare. Rumore e inquinamento atmosferico


Nelle scorse settimane l'Agenzia Europea dell'Ambiente e la Noise Abatement Society hanno annunciato il conferimento dello European Soundscape Award 2011, promosso congiuntamente, per favorire una maggiore consapevolezza e premiare le iniziative che possono ridurre i livelli sonori da traffico - in Europa interessano almeno cento milioni di persone - la cui esposizione causa stress e interferisce con il sonno, il riposo e lo studio e favorisce serie malattie come l'ipertensione e scompensi cardiaci.
Dei 16 progetti provenienti da 12 paesi - chissà se c'erano proposte italiane - è stato premiato quello presentato dalla provincia olandese del Ghendria e dal comune di Wijchen, una cittadina di circa 40.000 mila abitanti ad una decina di chilometri da Nimega non lontana dal confine tedesco. L'area in particolare riguardava la frazione di Alverna e il riconoscimento è stato attribuito in particolare per lo schema integrato e innovativo delle misure di riduzione del rumore con costante attenzione al paesaggio. Le misure consistono nello spostamento e riduzione delle corsie da traffico, nell'abbassamento di 0.5 m del livello stradale, nella costruzione di barriere di 1 m rispetto a quelle tradizionali e antiestetiche di 4 m, uso di uno speciale asfalto "morbido" e, infine, la riduzione del limite di velocità da 80 a 50 km/h. Il tutto condito da un'alberatura che rende più attraente l'area pedonale. Oltre ai benefici di riduzione del rumore, il pacchetto progettuale aumenta la sicurezza stradale, riduce i consumi di carburante e favorisce il miglioramento della qualità dell'aria e la qualità della vita di Alverna.
Negli stessi giorni l'Agenzia europea ha pubblicato il Rapporto Tecnico 12/2011 "Air quality in Europe - 2011 Report" - vedi alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". I livelli di emissione di quasi tutte le sostanze inquinanti derivanti dai mezzi di trasporto sono diminuiti, come esclusiva conseguenza del calo della domanda determinata dalla recessione economica. " Dobbiamo pensare ad un cambiamento più radicale nel sistema dei trasporti affinché le emissioni non aumentino neanche nei periodi di forte crescita economica " sostiene il direttore esecutivo dell'AEA nella presentazione. Sebbene le emissioni siano diminuite significativamente negli ultimi venti anni, il fenomeno non ha portato ad un calo proporzionale delle concentrazioni nell'aria degli inquinanti. E questo è particolarmente vero per il particolato e per l'ozono a livello suolo che costituiscono ora gli inquinanti più problematici per la salute della popolazione. Un altro aspetto da tenere sotto controllo è rappresentato dalla eutrofizzazione negli ecosistemi terrestri e acquatici. L'ammoniaca proveniente dall'attività agricola e gli ossidi di azoto derivanti dalla combustione sono ormai i principali agenti acidificanti ed eutrofizzanti dato il calo negli ultimi anni degli ossidi di zolfo. (g.p.)



Il Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. si riunisce a Bologna


Alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." riportiamo la lettera di convocazione e l'OdG del Consiglio Direttivo dell'UN.I.D.E.A. che si riunirà a Bologna il 3 dicembre. (g.p.)



Chiusa la partita CEM


Dall'articolo 12 del Documento preparatorio del decreto sviluppo è scomparso l'articolo riguardante l'innalzamento dei limiti di esposizione.
Il prof. Assennato, presidente di AssoArpa, rivendica il successo in un recente comunicato stampa.
Vedi il testo alla sezione "Sistema nazionale".(g.p.)



Corrado Clini all'Ambiente


Stava quasi per festeggiare le nozze d'argento col Ministero dei quali 20 ai massimi livelli amministrativi. Entrato all'Ufficio Studi nel 1987, è stato nominato direttore generale nel 1991. In questa posizione si è occupato inizialmente di inquinamento atmosferico e acustico e industrie a rischio - aveva alle spalle una dura esperienza di dodici anni sul campo come responsabile del Servizio di Igiene e Medicina del Lavoro di Porto Marghera-Venezia operando, lui medico, in piena e convinta collaborazione con altre figure professionali - e ultimamente di sviluppo sostenibile, clima ed energia. Costante e determinata in questi incarichi la sua attenzione e presenza a livello internazionale tanto da essere definito il "Ministro degli Esteri" dell'Ambiente. Lo conosco da una trentina di anni quando frequentavamo la Consulta Sanità di un partito politico ormai "scomparso" e siamo rimasti in contatto saltuario tanto che accettò di partecipare ad alcuni congressi nazionali dell'Associazione, a partire da quello di Alghero del 1990, fino alla collaborazione efficace per l'organizzazione di quello di Hammamet del 2005.
Il presidente Zavatti gli ha inviato una lettera di congratulazioni offrendo la disponibilità di UN.I.D.E.A. per azioni che riescano a dare maggiore dinamismo all'immobile Sistema nazionale.
Vedi il testo alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A."(g.p.)



Golpe sui CEM


Nonostante sia calato molto nell'ultimo decennio l'interesse e le reazioni alle intensive installazioni di antenne per impianti a bassa e alta frequenza, tuttavia non è possibile far passare sotto silenzio una sorta di golpe dei cosiddetti "telefonari". Tra le pieghe del "decreto sviluppo" sono stati modificati i livelli di esposizione senza tener conto delle recenti determinazioni dello IARC di Lione. Tempestive sono state le reazioni del Prof. Assennato, presidente di AssoArpa, e degli organi tecnici dell'ISPRA riprese da molti organi di stampa. Riportiamo nella Sezione "Sistema nazionale" una nota inviata dal presidente di UN.I.D.E.A., Adriano Zavatti che plaude e si associa all'iniziativa ribadendo il ruolo dell'associazione nel supporto e nella collaborazione permanenti alle strutture e agli organi rappresentativi. (g.p.)



Gestione, dimensionamento e progettazione di impianti di depurazione di acque reflue


Organizzato dal Centro Studi Villa Montesca - info@montesca.it - con il patrocinio e nella sede di ARPA Umbria, il corso si articolerà in due moduli di cui il primo, dedicato ai reflui civili si svolgerà a novembre/dicembre 2011 mentre il secondo sui reflui industriali a febbraio - marzo 2012. Vedi le altre informazioni alla sezione "Formazione - Corsi". (g.p.)



Elaborare migliori politiche ambientali guardando al futuro


"Quando ci prepariamo ad un futuro non scritto, si presenta davanti a noi una cascata di incertezze. La struttura della società e delle economie è incerta. I cambiamenti ambientali che ne possono derivare sono incerti come le modalità di adattarsi o reagire". Con queste parole un comunicato dell'Agenzia Europea dell'Ambiente presenta un nuovo rapporto "Blossom - Bridging long-term scenario and strategy analysis: organisation and methods" che riassume i risultati di un progetto triennale al quale hanno partecipato 12 paesi dell'UE. Manca l'Italia, ovviamente. Rispetto allo sfondo fosco delle tante incertezze, l'analisi a lungo termine può aiutare ad elaborare politiche ambientali più robuste e flessibili e dare spazio a idee innovative. Il testo del Rapporto è scaricabile alla sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". (g.p.)



Notizie in breve


Come avevamo anticipato le "News in pillole" , curate da Fabio Decet per il BEA e successivamente trasferite sul sito, ora con frequenza mensile saranno presentate direttamente sul sito nella apposita pagina. Eccovi le ultime! (g.p.)

Vedi "News in pillole"



Piani strategici come occasione


A settembre ARPA Veneto ha predisposto il Piano Strategico 2012-2014. Nonostante le motivazioni emergenziali che sono alla base delle scelte, si tratta di un ottimo documento di validità e attenzione generali, specie in questo particolare momento.
Riportiamo nella sezione "Sistema nazionale" il testo integrale preceduto da un commento del presidente di UN.I.D.E.A. Adriano Zavatti. (g.p.)



GAS SERRA E ALTRO


Un recente comunicato dell'Agenzia Europea dell'Ambiente informa che L'UE "è ancora sulla buona strada per conseguire l'obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto di ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra, nonostante un aumento delle stesse del 2,4% nel 2010. L'aumento del 2010 segue un calo del 7% nel 2009, dovuto principalmente alla recessione economica e all'incremento della produzione di energie rinnovabili." Jacqueline Mc Glade, direttore esecutivo dell'Agenzia, sostiene che "molte politiche hanno contribuito attivamente a ridurre le emissioni. Oltre alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica, anche gli sforzi volti a ridurre l'inquinamento delle acque provocato dall'attività agricola hanno favorito il calo delle emissioni. Questo dimostra che, considerando sistematicamente gli effetti climatici derivanti dalle diverse politiche, possiamo continuare a favorire tale riduzione." Contemporaneamente l'Agenzia ha pubblicato tre Rapporti tecnici che presentano una panoramica generale degli sviluppi passati e futuri delle emissioni di gas ad effetto serra in Europa. Riportiamo alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" i documenti riguardanti: L'obiettivo riguardante la riduzione dei gas a effetto serra è uno dei cinque "quantitativi" che L'Unione è chiamata a raggiungere entro il 2020. Crediamo opportuno ricordarli in un momento particolarmente critico dal punto di vista istituzionale, politico, economico, finanziario e sociale per l'Europa e, in particolare, per il nostro Paese.
  1. Occupazione
    innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni)
  2. R&S/Innovazione
    aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e privato insieme)
  3. Cambiamenti climatici/energia
    riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
    20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
    aumento del 20% dell'efficienza energetica
  4. Istruzione
    riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%
    aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria
  5. Povertà/emarginazione
    almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
Crediamo che nel nostro Paese tutti si debbano impegnare. E non solo per l'obiettivo 3. (g.p.)





Il presidente Zavatti ai soci UN.I.D.E.A.


Riportiamo alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." la lettera con la quale il responsabile dell'Associazione, eletto al Congresso di maggio, informa i soci sulle valutazioni della situazione del Sistema nazionale e sulle iniziative strategiche che intende intraprendere il nuovo Consiglio Direttivo. (g.p.)



La modellistica per la Qualità dell'Aria


Il Forum for Air Quality Modelling in Europe (FAIRMODE) è nato nel 2008 per l'iniziativa congiunta dell'EEA e del Joint Research Centre con l'obiettivo di facilitare la confrontabilità, la documentazione e la disponibilità dei vari modelli utilizzati. Del Fairmode si è discusso anche nel corso del 32° Congresso Nazionale di UN.I.D.E.A. di maggio a Perugia. Il Rapporto Tecnico n. 10/2011 - vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni" - fa il punto della situazione e dei risultati raggiunti e definisce una serie di raccomandazioni di riferimento per i diversi impieghi dei modelli. (g.p.)



Risorse idriche ed economia verde


Per supportare la settima Conferenza ministeriale paneuropea "Ambiente per l'Europa", chiusa il 23 settembre ad Astana in Kazakstan, l'Agenzia Europea dell'Ambiente ha avuto l'incarico di redigere una relazione dal titolo "L'ambiente in Europa. Una valutazione delle valutazioni". "Il documento" - dichiara il Direttore esecutivo dell'AEA - "dimostra che che dobbiamo rafforzare ulteriormente il rapporto tra politica e informazione. Questo vale in entrambi i sensi - i responsabili delle decisioni politiche devono sfruttare meglio la ricchezza di informazioni ambientali attualmente disponibili; al contempo le valutazioni ambientali devono acquisire la maggiore rilevanza politica possibile." Il documento - vedi il testo integrale alla pagina "Pubblicazioni - Segnalazioni" contiene una serie di raccomandazioni sul modo più adeguato per armonizzare le informazioni ambientali e l'attività politica. Nel nostro Paese questo rapporto è vicino allo zero e non solo in campo ambientale. (g.p.)



65 minuti di audizione informale


A seguito delle richieste formali - vedi alla sezione "Sistema nazionale" - inoltrate il 19 luglio dal DG di ARPA Puglia, presidente di ASSOARPA, una delegazione composta dallo stesso Assennato e dai responsabili di ARPA Lazio e ARPA Molise, è stata ricevuta il 13 settembre dalla VIII Commissione Permanente della Camera. Leggi il Comunicato stampa diffuso da ARPA Puglia alla sezione "Sistema Agenziale".
Adriano Zavatti, presidente di UN.I.D.E.A., ha espresso vivo apprezzamento per i risultati dell'iniziativa e per gli elementi messi in evidenza dalla Delegazione di ASSOARPA ai membri della Commissione per una chiara e definitiva configurazione istituzionale e operativa del Sistema nazionale.
L'aggiustamento normativo, sulla base di proposte già presenti in Parlamento, dovrà contenere tutte le richieste individuate nel corso dell'audizione con l'aggiunta del coordinamento e della razionalizzazione dei rapporti con gli altri organi di vigilanza e la creazione di un Fondo Ambientale Regionale. D'altra parte il Presidente Zavatti auspica da parte delle Agenzie una progressiva razionalizzazione della rete laboratoristica a scala regionale e nazionale, una accelerazione delle sinergie operative per la parte tecnica - vedi il Piano Triennale - e in particolare per i processi di supporto (acquisti, gestione stipendiale e contrattualistica, gestione amministrativa e omogenizzazione della parte tecnica per quanto concerne la modulistica, i sistemi informativi interni, la refertazione delle prove, la formazione permanente ecc). (g.p.)



Frammentazione del territorio e biodiversità


L'attuale trend ad un costante incremento della frammentazione del territorio contraddice il principio della sostenibilità. Strade, autostrade, linee ferroviarie, agricoltura intensiva e crescente urbanizzazione stanno spezzettando il territorio in aree sempre più piccole e separate con conseguenze potenzialmente devastanti per la fauna e la flora del continente.
Il Rapporto EEA n. 2/2011 "Landscape fragmentation in Europe", predisposto in collaborazione con il FOEN - l'Ufficio federale per l'ambiente svizzero - rappresenta dettagliatamente l'estensione quali-quantitativa del fenomeno sul continente utilizzando un metodo scientificamente solido e sperimentato. Esso rivela le cause più significative in ciascun paese che sono dietro la frammentazione e il quadro che dipinge è preoccupante. Vedi il testo integrale a "Pubblicazioni - Segnalazioni" (g.p.)



Agenzie ambientali e Autorità giudiziaria


Pubblichiamo, anche se in ritardo, un'interessante nota del responsabile di ARTA Abruzzo nella quale, sulla base di convincenti considerazioni di bilancio e di organico, si evidenzia alle otto Procure della regione quale sia il ruolo istituzionale della struttura, cioè la consulenza e il supporto tecnico-scientifico obbligatori alla Regione e agli EELL, differenziandolo da quello per altre autorità pubbliche. Il DG Amicone allega il "prezziario costi" precisando che "qualsiasi prestazione fornita...sarà seguita dalla relativa nota spese". Contemporaneamente copia della lettera è stata trasmessa ai cinque distretti periferici perché si attengano alle disposizioni in essa contenute.
Condividiamo l'iniziativa per questioni di principio e di corretta gestione delle risorse umane e finanziarie. Ci sorprende che lo stesso intervento non sia stato attivato nei confronti di altri organismi dipendenti da "altre autorità" come NOE, CFS, GdF e Guardia Costiera. E non ci si controbatta con il vecchio ritornello "E' una partita di giro!". Centri di spesa e relativa responsabilità contabili sono separati. Vedi il testo delle due lettere alla pagina "Sistema nazionale". (g.p.)



Vecchi e nuovi problemi


Stiamo aspettando qualche risposta, soprattutto istituzionale, sull'incauto golpe al D.D.L. n. 2259 che è "certamente da stigmatizzare in quanto comporta il rischio concreto di una compressione del ruolo istituzionale delle ARPA-APPA", come sbrigativamente - secondo noi superficialmente -, chiosa la prestigiosa rivista di un'altrettanto prestigiosa Agenzia. Se si è trattato dell'errore di una distratta senatrice, lo verificheremo. Siamo invece preoccupati degli ennesimi tagli ai trasferimenti Stato/Regioni, previsti dalla ancora misteriosa e zigzagante - almeno al momento in cui scrivo - manovra finanziaria, che coinvolgeranno i Fondi Sanitari Regionali da cui, ancora e purtroppo, dipendono molte risorse delle Agenzie. E' ripresa la disputa sull'attribuzione della qualifica di UPG - con i relativi poteri e responsabilità personali - a parte o a tutti gli operatori delle Agenzie attivi sul territorio. Dopo le iniziative di ARPA Lombardia - di cui abbiamo dato notizia mesi addietro - si è mossa ARPA Toscana chiedendo e ottenendo un parere articolato dall'Ufficio Legale della Regione che, in pratica, lascia al DG ogni libertà di decisione. Faremo il punto della situazione nazionale senza dimenticare il dettato della L. n. 61/94 (*). Infine si commentano da soli i ritardi nell'applicazione del SISTRI, il miracoloso strumento che avrebbe dovuto regolamentare/monitorare le diverse fasi di destinazione dei rifiuti. Segnaliamo a questo proposito un puntuale excursus, anche esegetico, delle diverse norme primarie e secondarie apparso sul n. 3/2011 di ECOSCIENZA - www.arpa.emr.it/ecoscienza - corredato dalle prese di posizione di alcune organizzazioni di potenziali utilizzatori (Legacoop, CNA, CIA, Coldiretti e Confagricoltura con l'assenza di Confindustria). (g.p.)
(*) Nell'espletamento delle funzioni di controllo e di vigilanza di cui al presente decreto, il personale ispettivo dell'ANPA, per l'esercizio delle attività di cui all'art. 1, comma 1, e delle Agenzie di cui all'art.03 può accedere agli impianti e alle sedi di attività e richiedere i dati, le informazioni e i documenti necessari per l'espletamento delle proprie funzioni. Tale personale è munito di documento di riconoscimento rilasciato dall'Agenzia di appartenenza. Il segreto industriale non può essere opposto per evitare od ostacolare le attività di verifica o di controllo."



Rifiuti urbani, rumore


Segnaliamo la recente uscita del Rapporto 3/2011 della EEA sui concreti benefici nella diminuzione alla emissione di gas serra con una migliore gestione dei Rifiuti Solidi Urbani. Vedi il testo integrale alla Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni". Segnaliamo, inoltre, nella Sezione "Formazione - Corsi" due iniziative dell'Università IUAV e di ARPA Veneto. Il 19 settembre si terrà il Seminario "Inquinamento acustico 2.0" nell'ambito del quale sarà anche presentato il Master di secondo livello per l'A.A. 2011-2012" Informazione ambientale e nuove tecnologie". Per il personale ARPA-APPA la quota di partecipazione è ridotta da 3.000 a 500 Euro. (g.p.)



IL Sistema nazionale PRENDE POSIZIONE SUL DDL 2259


Siamo lieti di informare i lettori del sito che il Direttore Generale di ARPA Puglia, quale Presidente di ASSOARPA, ha inviato due note puntuali ed efficaci stigmatizzando quanto deciso in Commissione Affari Istituzionali del Senato a proposito del ddl 2259 "Carta delle Autonomie", di cui diamo notizia nella "Home", e chiedendo formalmente un'audizione. Nel ringraziare il prof Assennato per averci autorizzato a pubblicare gli interventi nei confronti dei membri della suddetta Commissione e anche di quelli delle Commissioni Ambiente dei due rami del Parlamento - vedi i testi integrali delle due lettere alla pagina "Sistema nazionale" - ci auguriamo che altre istituzioni, quali il MATTM, le Regioni e il Presidente dell'ISPRA, anche come Presidente del Consiglio Federale delle Agenzie, facciano analoghi passi a tutela del Sistema. (g.p.)



EMENDAMENTO E SEGNALAZIONI


In attesa di conoscere dalla senatrice Incostante le motivazioni che l'hanno spinta a proporre un inopinato emendamento all'Art. 7 del ddl 2259 - vedi nella Home - e di sapere quali fulminee e penetranti iniziative abbiano assunto l'ISPRA e le Agenzie Regionali e Provinciali, come tali o attraverso il Consiglio Federale e ASSOARPA, proseguiamo la nostra funzione istituzionale segnalando il workshop su "Black carbon and organic carbon", previsto a Bologna il prossimo 27 settembre e organizzato dall'ISAC-CNR, dall'Università di Milano, dallo Joint Research Center e dall'Italian Aerosol Society. Vedi il programma alla pagina "Formazione - Corsi".
Segnaliamo inoltre due recenti rapporti tecnici sulle acque, il primo dei quali predisposto congiuntamente dall'Agenzia Europea dell'Ambiente e dal nostro MATTM. Vedi i due testi alla pagina "Pubblicazioni Segnalazioni" (g.p.)



Carbon efficiency of new cars is increasing


Riportiamo nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" un comunicato stampa - in inglese - dell'AEA nel quale viene evidenziata la maggiore efficienza e conseguentemente il calo delle emissioni di anidride carbonica derivanti dai veicoli in funzione dei carburanti utilizzati. Dalla scheda è possibile accedere ai dati relativi ai 27 paesi dell'UE e le norme regolamentari in vigore. (g.p.)



Balneazione e dati ad EIONET. Europa e Italia a confronto.


Riportiamo integralmente nella Sezione "Pubblicazioni - Segnalazioni" il comunicato stampa dell'Agenzia Europea dell'Ambiente che presenta la situazione delle acque di balneazione sulla base dei dati 2010, sostanzialmente immutata rispetto all'anno precedente anche se ci sono peggioramenti sulla qualità rispetto al 2009 per le acque costiere e in particolare per quelle interne (laghi e fiumi). Al link www.eea.europa.eu è possibile avere informazioni maggiormente dettagliate.
Un'altra recentissima pubblicazione dell'Agenzia fa il punto sulle performance dei paesi - non solo quelle della UE - che partecipano al circuito EIONET in termini di tempistica, adeguatezza, correttezza e completezza nell'invio dei dati. Trovate la pubblicazione sempre su "Pubblicazioni - Segnalazioni".
Rispetto a circa il 100% di paesi come il Regno Unito, l'Estonia, la Germania e la Svezia, l'Italia raggiunge faticosamente il 60% collocandosi al 32° su 38 precedendo solo la Grecia, l'Albania, la Bosnia e Erzegovina, il Montenegro, l'Ungheria e Malta. Ci chiediamo chi sia il responsabile di questa "figuraccia". Le Agenzie, le Province, le Regioni, l'ISPRA, il MATTM? Non sarebbe il caso di intervenire? (g.p.)



Ozono, precursori e altro


Segnaliamo in "Pubblicazioni - Segnalazioni" due recenti rapporti dell'Agenzia Europea dell'Ambiente tra loro molto legati. Nel primo si afferma esplicitamente che "nonostante gli sforzi per ridurre l'inquinamento da ozono, nel 2010 i livelli hanno continuato a salire superando gli obiettivi a lungo termine fissati dalla legislazione della UE per la protezione della salute" con effetti negativi non trascurabili per le colture agricole e per i monumenti. La maggior parte dei superamenti si sono verificati nelle aree settentrionali italiane e portoghesi ma, per la prima volta in quattro anni, sono aumentati i superamenti anche nei paesi dell'Europa nordoccidentale, centrale e orientale. Il secondo rapporto fa il punto sulla direttiva NEC del 2001 mettendo in evidenza che molti paesi non riusciranno a raggiungere gli obiettivi per l'anidride solforosa, gli NMCOV, l'ammoniaca e, in particolare, per gli ossidi di azoto. Per le prospettive è interessante quanto viene aggiunto nella presentazione. Si informa che l'UE ha avviato un'ampia revisione della sua politica in materia d'inquinamento atmosferico sulla base delle iniziative del 2005 e cioè la TSAP (Thematic Strategy on Air Pollution) e CAFE (Clean Air For Europe). Ciò fa seguito alle discussioni e agli accordi all'interno della Commissione considerando il pressante bisogno di migliorare la qualità dell'aria. La revisione delle politiche, inclusa la direttiva NEC, dovrà proporre limiti più severi per il 2020 e si potrebbe anche, per la prima volta, introdurre un limite per il PM2.5. In assenza di una normativa, comunque, la direttiva NEC resta in vigore e prevede che le future emissioni rimangano al di sotto dei massimi nazionali anche dopo il 2010. In altra sede è iniziato il dibattito nell'ambito della Convenzione sull'inquinamento transfrontaliero dell'UNECE. (g.p.)



Rinnovo organi statutari dell'UN.I.D.E.A.


Il Presidente Zavatti informa i massimi livelli gestionali, tecnici e amministrativi dell'ISPRA e delle ARPA/APPA del rinnovo degli organi statutari dell'UN.I.D.E.A. rinnovando l'auspicio ad una maggiore e permanente collaborazione tra il Sistema nazionale e l'Associazione.
Vedi il testo integrale alla pagina "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A." (g.p.)



"Ambiente Urbano"


Il 9 giugno a Roma presso l'Auditorium ISPRA di via Curtatone verrà presentato il VII Rapporto sulla Qualità dell'Ambiente Urbano predisposto dal Sistema nazionale in collaborazione con l'ANCI, l'ACI e l'ISTAT.
Vedi la brochure a "Formazione - Convegni-Congressi" (g.p.)



"Tematiche in primo piano. Anche per l'OECD"


Con la presenza annunciata e l'assenza prevista del ministro e l'improvvisa non disponibilità del sottosegretario Catone, il 25 maggio a Roma è stato presentato dall'ISPRA l'Annuario dei Dati Ambientali 2011. Tra una citazione di Lucrezio – ci siamo abituati - in terza pagina e un proverbio indiano nella indispensabile borsa ecologica, oltre 500 pagine, di cui dieci solo di acronimi, 270 schede indicatori suddivise per aree tematiche e un peso di 1.2 chilogrammi che può essere evitato andando sul sito annuario.isprambiente.it. Basta registrarsi e accedere ai data base anche delle diverse edizioni dell'Annuario.
Il Prof. De Bernardinis, presidente dell'Istituto, rivendicando più volte il ruolo di ente di ricerca dell'ISPRA, ha affermato che “L'annuario non è una forma di comunicazione in tempo reale di dati oggettivi ma un documento di analisi dei trend dei fenomeni descritti” aggiungendo che “è stata data maggiore importanza alla robustezza dell'informazione rispetto alla tempestività del dato, di competenza anche di altre istituzioni.” Da anni chiediamo un ruolo centrale e permanente dell'ISPRA nell'informazione e nell'intervento tempestivo – una task force stabile per la comunicazione in materia ambientale, sottraendola ai tanti imbonitori singoli e associati, e non capiamo quali siano le “altre istituzioni”. L'Annuario e la triennale Relazione sullo Stato dell'Ambiente hanno un gran bisogno anche di figli e nipoti che circolino on maniera permanente sui giornali, le televisioni, le radio, le scuole e le università. Tra la gente, insomma.
È indispensabile che il Sistema nazionale esca da via Curtatone e dall'autoreferenzialità del Consiglio Federale per diventare arbitro e supporto credibile nelle paralizzanti diatribe che bloccano troppo spesso le iniziative innovative e infrastrutturali nel nostro paese. E' questo, a nostro avviso, il compito prioritario che l'ISPRA e le 21 Agenzie regionali e provinciali devono svolgere a livello centrale e territoriale. C'è bisogno di maggiore omogeneità, univocità e qualità degli interventi accanto ad una selezione delle priorità nelle attività operative e una razionalizzazione degli strumenti a disposizione in un'ottica interregionale, se non addirittura nazionale a cominciare dalla verifica rigorosa dei risultati del Piano Triennale 2010-2012.
Questi nostri auspici hanno preso corpo in un recente documento OECD del quale si è discusso sui mezzi di comunicazione per gli aspetti fiscali ed economico-finanziari ma che dedica il capitolo 3 alle politiche ambientali italiane. Crediamo che il Consiglio Federale, in Conferenza Stato-Regioni, debbano riflettere sulle osservazioni dell'organismo internazionale.
Alla pagina “Sistema nazionale” riportiamo nella lingua originale ampi stralci del documento e mettiamo il sito a disposizione di coloro, dentro e fuori il Sistema, che volessero intervenire. (g.p.)
Vedi anche www.oecd.org



A proposito del Rapporto OECD


Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di un operatore di un'Agenzia che preferisce rimanere anonimo. Accettiamo le velate critiche alla nostra presentazione del Rapporto che intendeva stimolare una discussione e, soprattutto, un rilancio istituzionale, operativo e comunicativo del Sistema nazionale. Aspettiamo altri punti di vista.
"Caro direttore,
mi sono iscritto da poco all'UN.I.D.E.A. e approfitto della sua disponibilità per intervenire sulle osservazioni da lei appena accennate e che, a mio avviso, appaiono poco benevole sulla attuale situazione del Sistema nazionale. Non sono del tutto d'accordo e proverò a fare qualche riflessione sui punti più significativi del Rapporto OECD riguardanti le politiche ambientali del nostro Paese.
"
Vedi il testo integrale alla pagina "Sistema nazionale" (g.p.)



"INCERTEZZA DELLE MISURE E CERTEZZA DEL DIRITTO"


L'UN.I.D.E.A., dopo aver organizzato quattro Seminari sull'argomento, che hanno visto la presenza di oltre 800 persone, ha deciso di raccogliere in un fascicolo doppio del suo organo ufficiale le relazioni tecniche e gli interventi dei partecipanti alle tavole rotonde.
Il numero speciale del Bollettino degli Esperti Ambientali 2-3/2011, che ha avuto il patrocinio dell'ISPRA e il contributo di ARPA Emilia-Romagna e ARPA Lazio, riunisce in circa 150 pagine lo stato dell'arte sulla valutazione e applicazione dell'incertezza delle misure in laboratorio e in campo e le implicazioni sui provvedimenti amministrativi e/o giudiziari conseguenti.
Alla pagina “Pubblicazioni - Segnalazioni” sono riportati la copertina, l'indice e l'editoriale di presentazione.
In considerazione dei contributi ricevuti, dell'interesse suscitato dalle iniziative seminariali e con l'obiettivo di promuovere le attività dell'associazione e la diffusione della rivista, abbiamo deciso di favorire un più vasto pubblico, concordando con la casa editrice un prezzo di 35 € per copia, comprensivo delle spese postali, estremamente contenuto rispetto a quello di copertina di 140 € per un fascicolo doppio.(g.p.)

Coloro che fossero interessati all'acquisto possono rivolgersi direttamente alla ELPO Edizioni – via Cesare Cantù, 11 - 22100 Como - tel 031.2759874 - fax 031.4036959 - info@elpoedizioni.com

Il pagamento dovrà essere effettuato anticipatamente indicando nella causale: “BEA speciale 2-3/2011
  • sul C/C postale N. 92631662
    intestato a
    ELPO Edizioni via Cesare Cantù, 11 - 22100 Como
  • tramite bonifico bancario appoggiato a BancoPosta
    Iban: IT 68 X 07601 10900 000092631662
Per accelerare i tempi di ricevimento del fascicolo inviare copia dell'avvenuto pagamento al fax 031.4036959.
L'invio del fascicolo sarà in ogni caso effettuato dopo la presentazione ufficiale della rivista che avverrà nel corso del 32° Congresso dell'UN.I.D.E.A. che si svolgerà a Perugia nei giorni 12 e 13 maggio 2011 – vedi il programma sulla “Home



"IL FLIS HA SEI COMPONENTI MA IN FUTURO POTREBBERO OCCORRERNE ALTRI"


L'opuscolo 1/2011 "Knowledge base for Forward-Looking Information and Services" e il collegato Rapporto Tecnico 1/2011 "Catalogue of scenario studies" rappresentano due contributi significativi che l'Agenzia Europea dell'Ambiente mette a disposizione dei decisori politici deegli Stati membri per un'oculata e omogenea gestione dell'ambiente.
Vedi nella Sezione: (g.p.)



"Chlorophita multicellulari e fanerogame acquatiche" e "Bioaccumuli di microinquinanti nella rete trofica marina"


ARPA Emilia-Romagna prosegue la sua intensa attività pubblicistica scientifica e divulgativa con due nuovi Quaderni di notevole interesse e solo apparentemente di nicchia ed entrambi in tema di acque.
Chlorophita multicellulari e fanerogame acquatiche e Bioaccumuli di microinquinanti nella rete trofica marina sono i due titoli.
Vedi ulteriori informazioni nella Sezione: (g.p.)



"Conflitti ambientali" e "La Carbon Footprint come strumento competitivo"


La Scuola di Dottorato dell'Università IUAV di Venezia organizza il 31 marzo dalle 11 alle 17 a Badoer una giornata dedicata ai "Conflitti ambientali" con particolare focus alla loro gestione e al ruolo strategico della comunicazione mentre ARPA Veneto e l'Università di Padova propongono per il 9 e 10 maggio un corso residenziale su "La Carbon Footprint come strumento competitivo" - vedi le locandine nella Sezione "Formazione - Corsi". (g.p.)



Analisi e gestione dell'urbanizzazione


Negli ultimi decenni la progressiva espansione delle metropoli a livelli e velocità nettamente superiori alla crescita della popolazione ha provocato molti problemi in Europa. La frammentazione degli spazi agricoli, l'acuirsi dei danni ambientali e l'aumento della domanda in temini di energia e trasporti pubblici rappresentano gli elementi più evidenti di questa trasformazione non sempre opportunamente prevista e correttamente gestita da alcuni paesi e in molte municipalità. Un articolo, apparso recentemente sul sito dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, ne analizza le cause e suggerisce alcune soluzioni per limitare gli effetti e razionalizzare la gestione. (g.p.)

Vedi www.eea.europa.eu



L'Europa e le energie rinnovabili


L'EU si è impegnata per raggiungere entro il 2020 l'obiettivo del 20% della produzione di energia da fonti rinnovabili. Un'analisi dei piani di azione dei 27 Stati membri mostra che tale produzione crescerà del 6% all'anno. Si prevede che l'eolico, il solare e i biocombustibili contribuiranno con valori di crescita ancora più alti. Se tutti gli Stati membri seguiranno i loro Piani, l'Europa supererà l'obiettivo del 20% di quasi un punto percentuale. L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha supportato la preparazione di un data base che mettesse a confronto gli elementi caratterizzanti - in particolare le diverse tecnologie - adottati dai diversi Paesi nei Piani di Azione sulle Energie Rinnovabili. Ora, in collaborazione con l'ECN (Energy research Center of the Netherlands), pubblica un ponderoso rapporto (vedi a "Pubblicazioni - Segnalazioni") dal quale emergono i seguenti punti chiave:
  • l'elettricità costituirà il 42% del totale della produzione dell'energia rinnovabile, con l'eolico che fornirà fino al 41% dell'elettricità rinnovabile;
  • il 46% di tutta la produzione di energia rinnovabile sarà usata per il riscaldamento e il raffreddamento;
  • il trasporto utilizzerà la più piccola quota nella produzione di energia rinnovabile (12%) ma avrà la maggiore crescita tra il 2005 al 2020;
  • si ipotizza che la produzione totale di energia rinnovabile aumenti da 99 milioni di tonnellate di petrolio equivante (Mtoe) nel 2005 a 245 Mtoe corrispondente ad una crescita annua media del 6%.
(g.p.)



L'ONU dichiara il 2011 Anno Internazionale della Chimica


New York, Parigi, 30 dicembre 2008
La 63ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione con cui proclama il 2011 Anno Internazionale della Chimica, affidando la responsabilità dell'evento all'UNESCO e all'Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata. (IUPAC).

Vedi http://www.onuitalia.it



Disastri in Europa: cresce la frequenza e aumentano i danni


In Europa, nel periodo 1998-2009, i disastri hanno provocato circa 100.000 vittime, colpito oltre 11 milioni di persone e causato danni economici per più di 150 miliardi di Euro.
Casi di temperature estreme hanno provocato il più alto numero di decessi. In totale, più di 70.000 morti in eccesso si sono verificati durante l'estate torrida del 2003.
Le alluvioni e le inondazioni sono stati i fenomeni idrometeorologici che hanno causato i maggiori danni economici. La perdita complessiva in più ha raggiunto un totale di 96 miliardi di Euro equamente distribuiti.
Il numero e gli effetti dei rischi geofisici (valanghe, frane, terremoti ed eruzioni vulcaniche) sembrano relativamente stabili nel periodo.
I terremoti hanno causato i maggiori danni con 19.000 morti e perdite per 29 miliardi di Euro.
Gli incidenti tecnologici (sversamenti di petrolio, incidenti industriali e perdite di sostanze tossiche da attività minerarie) hanno provocato i danni maggiori all'ecosistema. Gli sversamenti delle petroliere Erika (1999) e Prestige (2002) hanno causato i più gravi disastri ambientali nei mari europei mentre i rifiuti tossici delle miniere di Aznacollar, Spagna (1999) e di Baia Mare, Romania (2000) hanno pesantemente danneggiato l'ambiente non solo nel periodo immediatamente seguente agli episodi ma anche nei tempi successivi.
Sebbene alcune iniziative siano state già adottate o in discussione a livello comunitario, maggiori sforzi devono essere fatti per migliorare un approccio di “Integrated Risk Management” che comprenda la prevenzione, la preparazione, la risposta e il recupero dai rischi. Alcune misure si adattano ad essere gestite a livello familiare o comunale, come il mantenimento e miglioramento del drenaggio naturale per prevenire inondazioni da piogge o adeguata attenzione e riparo per le persone più anziane in caso di ondate di calore.
Queste sono alcune delle valutazioni e delle conclusioni alle quali è giunto il nuovo rapporto tecnico dell'Agenzia Europea dell'Ambiente - EEA Technical Report no 13/2010 - “Mapping the impacts of natural hazards and technological accidents in Europe” (vedi il testo in inglese alla Sezione “Pubblicazioni - Segnalazioni”).
Per un approfondimento del tema, in particolare per la gestione della mappatura e del reporting degli eventi, vedi a seguire nella stessa Sezione il recentissimo documento diffuso agli Stati membri dal Consiglio EU “Risk Assessment and Mapping Guidelines for Disaster Management.”(g.p.)



Migliora la qualità dell'aria in Europa. E si sarebbe potuto fare meglio.


Nonostante un incremento del 26% dei combustibili nel periodo 1990-2005, l'introduzione degli standard Euro per gli autoveicoli ha ridotto del 90% il monossido di carbonio, del 68% i COV non metanici, del 40% gli ossidi di azoto e del 60% le PM2.5. Queste ultime in particolare nelle zone più densamente popolate dell'Europa occidentale. Inoltre, a causa del calo complessivo dei precursori, il numero dei giorni con alti valori di ozono è diminuito significativamente, specie nell'area mediterranea. Per quanto riguarda la combustione industriale, per effetto delle norme IPPC e LCP, le attuali emissioni degli ossidi di azoto e zolfo sono molto al di sotto rispetto agli anni passati e la riduzione del particolato è più significativa di quella derivante dal traffico auto veicolare. I maggiori effetti si sono verificati nelle zone più industrializzate come la Germania, la Pianura padana in Italia, l'Olanda e la Polonia. Le concentrazioni di entrambi i gruppi di inquinanti sarebbero circa il doppio se non fosse stata adottata nessuna misura.
Le emissioni potrebbero essere ulteriormente ridotte se i più recenti provvedimenti riguardanti gli standard Euro fossero stati pienamente applicati in tutti i paesi. Ciò inciderebbe soprattutto per gli ossidi di azoto nelle emissioni degli autoveicoli alimentati a benzina e del particolato fine per quelli alimentati a gasolio. In molti paesi gli NOx e gli SOx potrebbero essere dimezzati se gli impianti fossero stati portati ai requisiti fissati dalla normativa LCP (Large Combustion Plants) e anche le concentrazioni del PM2.5 si sarebbero ridotte in modo significativo. Come già accaduto per Danimarca, Germania e Olanda, anche nei paesi dell'Europa meridionale e orientale, avremmo potuto verificare elevate riduzioni se fossero stati adottati più stringenti provvedimenti in linea con la Direttiva NEC del 2001.
Negli ultimi decenni – la prima Direttiva risale agli anni '70 – la UE ha introdotto una serie di politiche volte a migliorare la qualità dell'aria attraverso il controllo delle emissioni inquinanti. Il trasporto su strada e i grandi impianti industriali rappresentano le principali fonti di inquinanti che possono provocare danni alla salute e all'ambiente. Insieme rappresentano circa il 50-65% delle emissioni totali di particolato, acidificanti e sostanze che favoriscono la formazione di ozono.
Il recente Rapporto Tecnico 8/2010 dell'Agenzia Europea dell'ambiente “Impact of selected policy measures on Europe's air quality” – vedi alla pagina “Pubblicazioni - Segnalazioni" – si propone di dare una risposta analizzando l'impatto delle politiche rispetto ad una situazione senza interventi. Vengono ipotizzati anche i risultati nel caso in cui tutti i paesi avessero pienamente ottemperato alle prescrizioni indicate dall'Unione Europea.(g.p.)



Da ArpaRivista a Ecoscienza


Il nuovo bimestrale dell'ARPA Emilia-Romagna, giunto al secondo numero, intende richiamare l'attenzione su alcuni temi chiave già nel nome - la scienza dell'ambiente e per l'ambiente e la coscienza del limite e della responsabilità. La proposta editoriale è mirata alla diffusione delle conoscenze in campo ambientale e all'approfondimento sui grandi temi della sostenibilità. L'ambizioso obiettivo è quello di fornire strumenti di lettura autorevoli, anche attraverso il confronto tra posizioni diverse, nel campo delicato e spesso ideologizzato dai diversi contendenti, dell'informazione ambientale.
E' prevista una tiratura di 3-4000 copie per circa 100 pagine, un costo di abbonamento molto contenuto di 40 euro accanto ad una distribuzione gratuita a soggetti istituzionali. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.arpa.emr.it/ecoscienza.
Su autorizzazione della Redazione che ringraziamo per la collaborazione, siamo in grado di anticipare un articolo di sintesi sull'incertezza delle misure di Alessandro Grigato, uno degli "apostoli laici" che hanno partecipato ai quattro Seminari organizzati nei mesi scorsi da UN.I.D.E.A., che apparirà sul prossimo numero del periodico. Vedi in “Pubblicazioni - Segnalazioni” (g.p.)



Molto da rifare in tema di rifiuti


Sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2010, n. 288 - Suppl. Ordinario n. 269 è stato pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 3 dicembre 2010, n. 205 recante "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti, che abroga alcune direttive", che costituisce un nuovo aggiornamento della Parte IV del D.lgs 152/2006 (cd. "Codice ambientale") in materia di gestione rifiuti. Il Decreto, 131 pagine comprese le note, consta di 39 articoli e 5 allegati e, oltre ad integrare nella disciplina nazionale i principi e i contenuti previsti dalla direttiva 2008/98/CE, il cui termine ultimo per il recepimento era il 12 dicembre 2010, provvede a coordinare quella stabilita del "Codice ambientale" in materia di rifiuti con il "Sistri", il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti la cui "effettiva" entrata in vigore operativa è prevista per il prossimo 1° gennaio. A partire da tale data, per espressa previsione dell'articolo 39, comma 1 del nuovo provvedimento, saranno applicabili le sanzioni in materia stabilite dal nuovo articolo 260-bis. Il testo del D.lgs del 03/12/2010 é consultabile gratuitamente all'indirizzo: www.normattiva.it inserendo nella maschera di ricerca la data e il numero del provvedimento 2010-12-03;205. (c.p.)



Riduzione delle emissioni di CO2: l'Italia in forte ritardo. Si aspettano decisioni e impegni. E non solo dal nostro paese.


Germanwatch, associazione non governativa tedesca, in collaborazione con il Climate Action Network Europe, ha stilato in occasione delle conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di CANCUN (Messico) la classifica delle performance ambientali dei 60 Paesi che rappresentano oltre il 90 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica – The climate change performance index. Results 2011 - (vedi in “Pubblicazioni - Segnalazioni”)
L'Italia è al 41° posto nella graduatoria dei Paesi che emettono più anidride carbonica nel mondo, evidenziando un forte ritardo nelle politiche di riduzione dei gas ad effetto serra. Lo scorso anno l'Italia si trovava al 44°, ma le tre posizioni guadagnate non sono sicuramente imputabili all'efficacia delle politiche ambientali bensì alla crisi economica. Limitando l'analisi ai soli 27 Paesi dell'Europa la performance climatica dell'Italia è al ventunesimo posto, avanti soltanto a Estonia, Grecia, Slovenia, Bulgaria, Lussemburgo e Polonia.
E' evidente la necessità (l'obbligo?) di un deciso cambio di rotta delle politiche ambientali e di significativi investimenti nella cosiddetta green economy se si vuole realmente ridurre le emissioni di anidride carbonica.
E' periodo di bilanci ambientali e a questo proposito vale la pena di dare un'occhiata (nella stessa Sezione di cui alla precedente segnalazione) ad un documento “istituzionale” dell'UNEP, il programma ambientale delle Nazioni Unite, licenziato a novembre -. The Emission Gap Report – Are the Copenhagen accord pledges sufficient to limit global warming to 2°C or 1.5°C?
Dalle decisioni di Cancun alle speranze di Durban. Vorremmo certezze e non sospettose malignità su costose settimane di folte delegazioni di quasi 200 paesi in località vacanziere. (a.d.g)



Arsenico e vecchi... problemi noti e irrisolti


L'Unione Italiana degli Esperti Ambientali prende ufficialmente posizione sulla ennesima birichinata del nostro Paese che viene ora bacchettato da Bruxelles. Invece di svolgere un ruolo significativo al momento di redigere le direttive comunitarie e di attrezzarsi prontamente per la loro applicazione, è costretto a rincorrere l'emergenza. Eppure quasi tutto era noto, comprese le misure da adottare informandone tempestivamente le popolazioni coinvolte.
Pubblichiamo di seguito il documento predisposto da Adriano Zavatti, vice Presidente UN.I.D.E.A. (g.p.)

È notizia di questi giorni che l'Unione Europea ha bocciato le deroghe che lo Stato italiano aveva concesso a 128 comuni italiani, molti dei quali nel Lazio, nelle cui acque potabili l'Arsenico supera il limite di 10 µg/L, consentendo il rispetto del vecchio limite di 50 µg/L. Per la verità la deroga rimane anche se al livello più basso di 20 µg/L, poiché il metallo è “di origine naturale”.
Il Ministro della Salute, stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, afferma che “adesso con le Regioni dovremo fare un piano” e che le deroghe erano state concesse nel passato proprio per l'origine naturale dell'Arsenico, “che non comporta rischi per la salute”(sic!). Già nei primissimi anni '90 del secolo scorso, l'affinamento delle tecniche analitiche e quelle legate al prelevamento e alla conservazione dei campioni di acqua misero in evidenza la presenza quanto mai diffusa di elementi tossici indesiderabili, tra i quali l'Arsenico destava particolare allarme tra la popolazione, per la storica notorietà come veleno “tradizionale”.

Leggi tutto alla Sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A"



Resoconto di un Convegno sulla Green Economy


Pubblichiamo nella Sezione "Formazione - Convegni-Congressi" un breve resoconto di un Convegno sulla Green Economy e l'ambiente recentemente tenuto a Roma con la partecipazione di molti rappresentanti delle Agenzie regionali ambientali. (g.p.)



Insieme per ridurre il rumore in Europa


L'impatto di rumori indesiderati può variare da un leggero fastidio fino a seri danni per la salute. Oltre 56 milioni di persone sono esposte in Europa a rumore eccessivo solo per il traffico autoveicolare nelle grandi città con effetti che vanno dal fasidio all'interferenza con attività basilari come il sonno, il riposo e lo studio. Ma l'esposizione prolungata può innescare gravi malattie come l'ipertensione e danni cardiovascolari.
Pochi giorni orsono a Londra con una cerimonia ufficiale l'Agenzia Europea per l'Ambiente e la prestigiosa Noise Abatement Society britannica hanno annunciato la istituzione di un nuovo riconoscimento europeo destinato a premiare soluzioni innovative nel settore.
Contemporaneamente la stessa Agenzia ha pubblicato uno snello volumetto, irto di formule e grafici, destinato agli Stati Membri e frutto del lavoro iniziato nel gennaio 2009 dall'EPoN (Expert Panel on Noise) di cui fa parte anche il nostro Gaetano Licitra di ARPA Toscana. L'EEA Technical Report n. 11/2010 "Good practice guide on noise exposure and potential health effects" (testo in inglese alla Sezione Pubblicazioni - Segnalazioni) prende naturalmente lo spunto dalla Direttiva 2002/49/CE ed ha come obiettivo principale quello di fornire agli utilizzatori finali, sulla base delle più recenti acquisizioni, strumenti pratici e validati per calcolare l'impatto del rumore sulla salute in tutti i casi di studi strategici e piani operativi richiesti dalla direttiva.(g.p.)



Monitoraggio, informazioni e controlli ambientali per lo sviluppo della Green Economy


Segnaliamo in Formazione - Convegni-Congressi un'iniziativa organizzata dalla Provincia di Roma nella mattinata del prossimo 23 novembre. Il Convegno si terrà presso la Sala Consiliare e prevede la partecipazione di rappresentanti del Parlamento, amministratori pubblici, ISPRA e Agenzie regionali.
Per l'adesione inviare una e-mail a info@susdef.it (g.p.)



Incertezza delle misure, certezza di un successo. E l'impegno continua.


Dopo il sorprendente positivo esordio del workshop primaverile a Treviso, la diffusione del “verbo laico” dell'incertezza delle misure si è trasformata in autunno nel clamoroso successo del progetto di UN.I.D.E.A., realizzato con i Seminari di Bologna, Roma, Bari e Palermo.
In conclusione, con il patrocinio dell' ISPRA, la collaborazione di ARPA Veneto e il coinvolgimento delle quattro Agenzie locali, la filosofia e i principi applicativi delle Linee Guida ISPRA 52/2009 hanno raggiunto oltre ottocento persone. In ognuno degli eventi siamo stati costretti a bloccare le preiscrizioni e ad assistere al “sacrificio” di decine di partecipanti attenti, ma in piedi, per tutta la durata dei lavori.
Cinque i relatori, gli “apostoli” come mi piace chiamarli, (Maria Belli e Paolo De Zorzi dell'ISPRA, Giuseppe Sartori e Alessandro Grigato di ARPA Veneto, Danilo Argentini di ARPA Lazio) che si sono avvicendati nella presentazione delle relazioni tecniche, venticinque i coordinatori e i partecipanti alle tavole rotonde del pomeriggio tra i quali i Direttori Generali e Tecnici delle Agenzie, produttori pubblici e privati di misure, magistrati, docenti universitari di diritto penale e di chimica analitica, funzionari di Regioni ed Enti locali, rappresentanti del mondo imprenditoriale.
L'interesse manifestato per il tema e la larga e dichiarata condivisione delle proposte delle Linee Guida da parte dei diversi interlocutori non consente di considerare chiuso l'impegno dell'Unione ma anzi di porre l'argomento tra quelli prioritari dei prossimi mesi.
Il Gruppo di Lavoro che ha redatto il documento sta già lavorando sui criteri per rendere univoca l'applicazione delle regole sul territorio nazionale tenendo anche conto delle osservazioni e dei commenti acquisiti nel corso dei seminari. Nel frattempo le Agenzie regionali e provinciali le stanno sperimentando sul campo confrontandosi con i gestori e destinatari dei dati – pubblica amministrazione, autorità giudiziaria e imprese.
L'Unione seguirà questi percorsi paralleli e verificherà l'opportunità di altre iniziative seminariali per aggiornare e accompagnare gli operatori sugli sviluppi. Inoltre, per rendere sempre più fruibile il materiale tecnico-scientifico, l'associazione si propone, con la collaborazione dei relatori, già acquisito, e il supporto dell'ISPRA e delle Agenzie ambientali, di trasformare le presentazioni in relazioni e farne oggetto, unitamente ai più significativi interventi nelle tavole rotonde, di un numero monografico del Bollettino degli Esperti Ambientali da diffondere gratuitamente.
Per ultimo UN.I.D.E.A., confortata anche dalle richieste emerse durante i dibattiti, cercherà di dare cogenza ai principi delle Linee Guida sollecitandone l'estensione a tutte le strutture pubbliche produttrici di misure analitiche e il vincolo a prenderne atto e ad osservarle da parte dei gestori dei dati nell'adozione di provvedimenti amministrativi e giudiziari. Ribadiamo quanto già chiaramente espresso nel workshop di Treviso e reiterato in più occasioni sulla indispensabilità di un decreto interministeriale che renda vincolanti per tutti l'adozione e il “rispetto laico e non dogmatico” dell'incertezza della misura. (g.p.)



Aggiornati gli Statuti dei Premi Antonio Montefredine e Vittorio Gazzi - Claudio Quaranta


Informiamo i soci e i frequentatori del sito che il Consiglio Direttivo ha deciso di aggiornare gli Statuti dei Premi Antonio Montefredine e Vittorio Gazzi - Claudio Quaranta in considerazione della modifica della ragione sociale dell'Associazione.
I testi sono reperibili nella Sezione "Chi siamo - Documenti UN.I.D.E.A.".(g.p.)



Dentro i Seminari sull'incertezza delle misure


Riteniamo utile riportare la rielaborazione dell'intervento ad ampio spettro svolto nel corso della Tavola Rotonda del Seminario di Bari del 7 ottobre da parte del prof. Vincenzo Muscatiello nella duplice veste di avvocato e docente di Diritto penale nella Università degli Studi di Bari. L'evento è stato del tutto positivo e ha visto l'impegno del rappresentante della Regione e di quello della Confindustria locale per una diffusione e applicazione operativa dei principi esposti nelle relazioni tecnico-scientifiche del mattino. (g.p.)



Echi dei Seminari sull'incertezza delle misure



ARPA Lazio News settembre 2010





Clamoroso successo dei Seminari sull'incertezza delle misure.
Interventi dei rappresentanti di UN.I.D.E.A. a Bologna e a Roma



Roma 24 settembre 2010
Presentazione di Gianfranco Pallotti,
responsabile editoriale del sito www.unideaweb.it

Bologna, 8 settembre 2010
Introduzione ai lavori di Adriano Zavatti,
v.Presidente UN.I.D.E.A.



PdL di riforma delle Agenzie ambientali



Dopo la pubblicazione sul sito (vedi "Normativa - Normativa nazionale") della Proposta di Legge n. 3271 sul riordino del Sistema nazionale, pubblichiamo un primo intervento di note a margine del vice presidente Adriano Zavatti che ribadisce le posizioni di UN.I.D.E.A. sull'argomento (vedi "Sistema nazionale") (g.p.)